Lavoro: la settimana corta piace sempre di più, anche il Belgio la introduce. Ecco dove è già realtà

La settimana lavorativa corta piace sempre di più: il Belgio l'ha introdotta per legge, ma non è il solo. Scopri dove è già realtà nel mondo e come funziona.

Pubblicato 18 Febbraio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:03

La settimana lavorativa corta piace sempre di più ai lavoratori di tutto il mondo, e i governi cominciano ad ascoltarli. L’esempio più recente e significativo arriva dal Belgio, che ha ufficialmente introdotto la possibilità di lavorare quattro giorni a settimana, diventando uno dei primi paesi europei a farlo per legge. Ma non è il solo: dalla Spagna al Giappone, passando per la Scozia e gli Emirati Arabi, la settimana corta sta diventando realtà in molti angoli del mondo. Ecco dove è già attiva e come funziona.

Il Belgio introduce la settimana lavorativa di quattro giorni: come funziona

“Abbiamo vissuto due anni difficili – ha spiegato il primo ministro belga Alexander de Croo – Con questo accordo, abbiamo fissato un faro per un’economia che è più innovativa, sostenibile e digitale”. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità della vita dei lavoratori, dopo che il governo aveva già introdotto il divieto per i dipendenti federali di rispondere a chiamate o e-mail al di fuori dell’orario di lavoro.

Il ministro del lavoro Pierre-Yves Dermagne ha chiarito che ogni lavoratore potrà decidere se lavorare quattro giorni a settimana, e il datore di lavoro sarà obbligato a giustificare un eventuale rifiuto.

In pratica, ecco come funziona il modello belga:

  • I lavoratori possono richiedere la settimana corta per un periodo di prova di sei mesi, al termine del quale decidono se proseguire o tornare al modello tradizionale.
  • L’orario settimanale rimane invariato a 38 ore: si lavora un’ora e mezza in più nei quattro giorni attivi per guadagnare il giorno libero aggiuntivo.
  • La busta paga non cambia: nessun taglio allo stipendio.

Un modello che comprime il tempo senza ridurre la retribuzione, puntando tutto su produttività e benessere.

La settimana corta nel mondo: dove è già realtà

Il Belgio non è un caso isolato. La settimana lavorativa di quattro giorni sta guadagnando terreno in diversi paesi, con modalità e regole differenti. Ecco una panoramica aggiornata.

Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi hanno adottato una settimana lavorativa di quattro giorni e mezzo per tutti gli enti governativi: il fine settimana inizia a mezzogiorno del venerdì e si estende fino alla domenica. Una riforma strutturale che ha ridisegnato il calendario lavorativo dell’intero settore pubblico.

Scozia

La Scozia ha avviato un programma pilota che prevede una riduzione dell’orario di lavoro del 20%, in linea con il modello della settimana di quattro giorni. I risultati dei test hanno mostrato un aumento del benessere dei lavoratori senza cali significativi di produttività.

Spagna

La Spagna ha annunciato una settimana lavorativa di 32 ore per tre anni, senza alcun taglio alla retribuzione. Il governo iberico ha scelto un approccio ancora più radicale rispetto al Belgio: non solo quattro giorni, ma anche meno ore totali, con lo stipendio invariato. Un esperimento su larga scala che punta a dimostrare che lavorare meno può significare lavorare meglio.

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Giappone

Il Giappone sta valutando l’introduzione della settimana lavorativa di quattro giorni, una scelta che appare quasi rivoluzionaria per un paese con una delle culture del lavoro più intense al mondo, dove il fenomeno del karoshi — la morte per superlavoro — è un problema sociale riconosciuto. Grandi aziende come Panasonic e Hitachi hanno già avviato sperimentazioni interne.

Islanda

L’Islanda è stata tra i pionieri: tra il 2015 e il 2019 ha condotto uno dei più grandi esperimenti mondiali sulla settimana corta, coinvolgendo circa il 2,5% della forza lavoro. I risultati sono stati considerati un successo, con produttività stabile o in aumento e lavoratori più soddisfatti. Oggi la maggior parte dei lavoratori islandesi ha già negoziato orari ridotti.

E in Italia? La settimana corta è ancora un’eccezione

In Italia la settimana lavorativa corta rimane per ora una scelta aziendale, non una norma di legge. Tra i casi più noti, Carter & Benson, agenzia di selezione del personale con sede a Milano, ha introdotto la settimana a 36 ore già a partire dal 2020, senza registrare cali di produttività. Al contrario, i lavoratori si sono dimostrati più motivati e meno soggetti a burnout.

Il dibattito politico sul tema è aperto, ma al momento non esiste una proposta legislativa concreta che estenda il modello a livello nazionale. Alcune aziende del settore tech e dei servizi stanno sperimentando formule ibride, ma si tratta ancora di iniziative isolate.

Settimana corta: i vantaggi documentati

Al di là delle singole esperienze nazionali, i dati raccolti dai vari esperimenti internazionali convergono su alcuni benefici ricorrenti:

  • Maggiore produttività: i lavoratori tendono a essere più concentrati e efficienti quando sanno di avere meno tempo a disposizione.
  • Riduzione dell’assenteismo: meno stress significa meno malattie e assenze.
  • Migliore equilibrio vita-lavoro: più tempo per la famiglia, il riposo e gli interessi personali.
  • Attrattività aziendale: le aziende che offrono la settimana corta riescono ad attrarre e trattenere talenti più facilmente.
  • Impatto ambientale positivo: meno spostamenti casa-lavoro riducono le emissioni di CO₂.

FAQ sulla settimana lavorativa corta

La settimana corta significa lavorare meno ore in totale?

Non necessariamente. Nel modello belga, le ore settimanali restano 38, concentrate in quattro giorni invece di cinque. In altri paesi, come la Spagna, si punta invece a ridurre anche le ore totali (da 40 a 32), mantenendo lo stesso stipendio.

Lo stipendio viene ridotto con la settimana corta?

Nella maggior parte dei modelli adottati finora, no. Sia il Belgio che la Spagna prevedono che la retribuzione rimanga invariata. È proprio questo uno degli elementi che rende il modello attraente per i lavoratori.

Il datore di lavoro può rifiutare la settimana corta?

In Belgio, il datore di lavoro può rifiutare la richiesta del dipendente, ma è obbligato a motivare il diniego per iscritto. Non si tratta quindi di un diritto assoluto, ma di una tutela rafforzata rispetto al passato.

In Italia è possibile richiedere la settimana corta?

In Italia non esiste ancora una norma nazionale che garantisca questo diritto. È possibile solo se il contratto collettivo o il datore di lavoro lo prevedono espressamente. Alcune aziende lo offrono come benefit, ma si tratta di eccezioni.

Quali settori si adattano meglio alla settimana lavorativa di quattro giorni?

I settori che hanno sperimentato i risultati migliori sono quelli dei servizi, del digitale, della consulenza e del marketing. Più complessa l’applicazione in ambiti come la sanità, la logistica e la produzione industriale, dove la presenza continuativa è spesso indispensabile.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.