Permessi retribuiti, arrivano 10 ore extra. Requisiti ed esclusi

Permessi retribuiti, arrivano 10 ore extra dal 2026: chi ha diritto alle ore aggiuntive alla Legge 104, i requisiti di invalidità e patologia, chi resta escluso e come funziona il pagamento.

Pubblicato 7 Aprile 2026 Aggiornato 18 Ottobre 2026 06:20

C’è una novità che riguarda da vicino migliaia di lavoratori italiani e che interviene su uno degli strumenti più utilizzati nel sistema di tutela della disabilità: i permessi previsti dalla Legge 104.

Dal 2026, infatti, entra in vigore un’estensione mirata che introduce dieci ore di permesso retribuito aggiuntivo all’anno, ma con criteri precisi e una platea di beneficiari tutt’altro che ampia. Capire chi ha diritto a questi permessi retribuiti extra, quali sono i requisiti e chi resta escluso è fondamentale per non perdere un beneficio a cui si ha diritto.

Il punto di partenza resta l’impianto tradizionale dell’articolo 33 della legge 104 del 1992, che consente fino a tre giorni mensili di assenza retribuita per i lavoratori con disabilità o per chi assiste familiari in condizioni gravi. Su questo schema si innesta ora una misura aggiuntiva che, però, non modifica l’equilibrio generale, bensì lo integra in modo selettivo.

Permessi retribuiti: arrivano 10 ore extra, ecco cosa cambia

La novità è concreta e immediata: 10 ore di permesso retribuito in più all’anno, da sommare ai tre giorni mensili già previsti dalla Legge 104. Non si tratta di una riforma strutturale, ma di un intervento aggiuntivo e selettivo che si affianca al regime ordinario senza sostituirlo.

Queste ore extra sono utilizzabili esclusivamente per esigenze sanitarie documentate: visite specialistiche, esami clinici, analisi di laboratorio, trattamenti medici ricorrenti. Non possono essere impiegate liberamente come i permessi ordinari. Il confine è netto e la documentazione è obbligatoria.

A chi spettano davvero le ore in più: i requisiti

Le dieci ore aggiuntive retribuite sono destinate a categorie ben definite. Possono beneficiarne:

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  • Lavoratori affetti da patologie oncologiche, sia in fase attiva sia nella fase immediatamente successiva alle cure;
  • Lavoratori con malattie croniche o invalidanti con un grado di invalidità riconosciuto pari o superiore al 74%;
  • Genitori di figli minori che si trovano nelle stesse condizioni cliniche sopra descritte.

Non si tratta di permessi generici: queste ore potranno essere utilizzate esclusivamente per esigenze sanitarie documentate, come visite specialistiche, esami clinici, analisi di laboratorio o trattamenti medici frequenti. È richiesto il supporto di una prescrizione medica, elemento che conferma la natura strettamente sanitaria della misura.

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Cosa occorre sapere – finanza.com

La norma si estende anche ai genitori di figli minori che si trovano nelle stesse condizioni cliniche, ampliando così la tutela in ambito familiare quando si tratta di minori fragili.

Chi resta escluso: il nodo dei caregiver

Se da un lato la novità rappresenta un passo avanti, dall’altro evidenzia un limite evidente: l’esclusione di una larga parte dei caregiver. Non rientrano tra i beneficiari delle 10 ore extra, ad esempio:

  • I figli adulti che assistono genitori anziani con patologie gravi;
  • I coniugi che si prendono cura del partner malato;
  • In generale, tutti i familiari caregiver che non rientrano nella categoria dei genitori di figli minori fragili.

Per queste figure resta valido esclusivamente il regime ordinario dei tre giorni mensili, senza alcuna estensione oraria. Una scelta che, di fatto, mantiene una distinzione netta tra tutela diretta della persona malata e sostegno a chi presta assistenza, lasciando irrisolto il tema del carico familiare.

Monitoraggio e obblighi delle Pubbliche Amministrazioni

Parallelamente all’estensione dei permessi, resta centrale il sistema di monitoraggio. Entro il 31 marzo di ogni anno, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a trasmettere i dati relativi all’utilizzo dei permessi attraverso il portale PerlaPA. Non si tratta di una formalità: il Dipartimento della Funzione Pubblica utilizza queste informazioni per verificare il corretto uso delle agevolazioni e prevenire eventuali abusi.

Il monitoraggio riguarda sia i permessi fruiti sia quelli non utilizzati e coinvolge tutte le principali amministrazioni pubbliche, dai ministeri agli enti locali, fino alle strutture del Servizio sanitario nazionale.

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Come funziona il pagamento delle 10 ore extra

Il meccanismo economico resta invariato rispetto ai permessi ordinari della Legge 104:

  • Settore privato: l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e successivamente compensata con l’INPS;
  • Pubblico impiego: è l’amministrazione a erogare direttamente il trattamento economico.

Per chi rientra nei requisiti, queste dieci ore in più possono fare la differenza nella gestione delle cure, evitando di ricorrere a ferie o permessi non retribuiti. Tuttavia, la misura non rappresenta una riforma complessiva della Legge 104, ma piuttosto un intervento circoscritto e aggiuntivo.

FAQ: permessi retribuiti, le domande più frequenti

Le 10 ore extra sostituiscono i 3 giorni mensili della Legge 104?

No. Le 10 ore aggiuntive si sommano ai tre giorni mensili già previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992. Sono due strumenti distinti, con finalità e platea di beneficiari diverse.

Serve una documentazione specifica per usufruire delle ore extra?

Sì. È obbligatoria una prescrizione medica che attesti la necessità delle prestazioni sanitarie per cui si richiedono i permessi. Le ore non possono essere utilizzate per motivi diversi da quelli strettamente sanitari.

Un figlio adulto che assiste un genitore anziano malato può accedere alle 10 ore?

No. I caregiver adulti che assistono genitori anziani o altri familiari non rientrano tra i beneficiari delle ore extra. Per loro rimane in vigore solo il regime ordinario dei tre giorni mensili.

Chi ha un’invalidità inferiore al 74% può accedere alle ore aggiuntive?

No. Il requisito minimo di invalidità riconosciuta è del 74%. Chi non raggiunge questa soglia, anche in presenza di malattie croniche, non rientra nella platea dei beneficiari delle 10 ore extra.

Le 10 ore extra valgono anche per i dipendenti pubblici?

Sì, la misura si applica sia al settore privato sia al pubblico impiego, con le stesse condizioni di accesso. Cambia solo il soggetto erogatore dell’indennità.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.