Indennità di accompagnamento: come funziona, importi e requisiti

Indennità di accompagnamento: come funziona, importi 2026, requisiti sanitari e come fare domanda all'INPS. Guida completa con FAQ.

Pubblicato 22 Maggio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 11:13

L’indennità di accompagnamento è una delle prestazioni assistenziali più importanti del sistema di welfare italiano. Si tratta di un sussidio mensile erogato dall’INPS a favore delle persone con disabilità grave che non sono in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua. La misura è universale: non dipende dal reddito, dall’età o dalla condizione lavorativa del richiedente.

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sull’indennità di accompagnamento: come funziona, quali sono i requisiti, a quanto ammonta l’importo e come presentare domanda all’INPS.

Che cos’è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica a carattere continuativo, disciplinata dalla Legge n. 18/1980 e successive modifiche. Viene riconosciuta dallo Stato come forma di sostegno concreto alle persone che, a causa di minorazioni fisiche o psichiche, si trovano in condizioni di non autosufficienza totale.

Non è un rimborso spese né una pensione: è un contributo mensile netto, esente da imposte, erogato per tutti i dodici mesi dell’anno, indipendentemente dal numero di giorni del mese.

Requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento

Per accedere alla prestazione è necessario soddisfare requisiti sanitari precisi, senza alcuna soglia di reddito o limite anagrafico. La natura inclusiva della misura è uno dei suoi tratti distintivi: chiunque si trovi nelle condizioni previste dalla legge ha diritto al beneficio.

Requisiti sanitari

Il richiedente deve rientrare in una delle seguenti condizioni, accertate dalla Commissione medico-legale dell’INPS:

  • Essere totalmente invalido (invalidità al 100%) a causa di minorazioni fisiche o psichiche;
  • Non essere in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • Non essere in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua.

Requisiti amministrativi

  • Essere cittadino italiano o straniero con permesso di soggiorno valido (comunitari e non);
  • Essere residente in Italia;
  • Non essere ricoverato in modo continuativo in strutture pubbliche a totale carico dello Stato (in tal caso l’indennità viene sospesa dopo 29 giorni consecutivi di ricovero).

Non esistono limiti di età: l’indennità spetta sia ai minori sia agli anziani, e può essere cumulata con altre prestazioni assistenziali e con lo svolgimento di attività lavorativa, salvo specifiche eccezioni (ad esempio il bonus anziani non autosufficienza, che può inglobare l’indennità stessa).

Importo dell’indennità di accompagnamento

L’importo dell’indennità di accompagnamento viene rivalutato annualmente in base agli indici ISTAT. Per l’anno in corso l’importo mensile è pari a 542,02 euro, erogato per 12 mensilità.

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La somma è:

  • Esente da IRPEF e da qualsiasi altra imposta;
  • Non soggetta a limiti di reddito;
  • Non cumulabile con l’indennità di accompagnamento per i ciechi civili assoluti (che prevede un importo diverso).
Importo indennità di accompagnamento INPS

Come funziona: dal riconoscimento al pagamento

Un aspetto fondamentale da conoscere riguarda la decorrenza del diritto: l’indennità viene riconosciuta a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda all’INPS, indipendentemente dai tempi di attesa per la visita medica. Questo significa che, anche se la valutazione richiede mesi, le somme maturate nel frattempo vengono corrisposte in arretrato.

Sospensione dell’indennità

L’erogazione viene temporaneamente sospesa nei seguenti casi:

  • Ricovero in struttura pubblica o convenzionata a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni consecutivi;
  • Detenzione in carcere.

Al termine del ricovero o della detenzione, l’indennità riprende automaticamente.

Come fare domanda all’INPS

Il percorso per ottenere l’indennità di accompagnamento si articola in tre fasi principali:

1. Certificato medico introduttivo

Il primo passo è rivolgersi al proprio medico curante, che deve compilare e trasmettere telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo, attestante la condizione di disabilità. Questo documento ha una validità di 90 giorni dalla data di emissione, entro i quali va presentata la domanda.

2. Presentazione della domanda

La domanda può essere inoltrata:

  • Direttamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS);
  • Tramite un patronato o un CAF;
  • Telefonando al Contact Center INPS (numero 803 164 da rete fissa, 06 164164 da cellulare).

3. Visita della Commissione medico-legale

Dopo la presentazione della domanda, l’INPS convoca il richiedente per la visita medica di accertamento presso la Commissione medico-legale integrata. In alcuni casi, soprattutto per patologie gravi o terminali, la valutazione può avvenire a domicilio o tramite esame della documentazione sanitaria (procedura semplificata).

Al termine dell’iter, se il riconoscimento è positivo, l’INPS avvia il pagamento con accredito sul conto corrente o libretto postale indicato dal beneficiario.

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Indennità di accompagnamento e altre prestazioni: cosa si può cumulare

L’indennità di accompagnamento è cumulabile con:

  • Pensione di invalidità civile;
  • Assegno di invalidità INPS;
  • Pensione di vecchiaia o anticipata;
  • Reddito da lavoro dipendente o autonomo;
  • Altre indennità assistenziali regionali o comunali.

Non è invece cumulabile con analoghe indennità di accompagnamento previste per ciechi civili assoluti o sordomuti, né — in alcuni casi — con il bonus anziani non autosufficienza, che può assorbirla.

Indennità di accompagnamento: il contesto normativo

Questa prestazione si inserisce nel più ampio sistema dell’assistenza alle persone con disabilità, ribadendo l’impegno delle istituzioni nel garantire una qualità della vita dignitosa e inclusiva. Non si tratta solo di un contributo economico, ma di un riconoscimento formale da parte dello Stato delle difficoltà quotidiane affrontate dalle persone con disabilità grave e dalle loro famiglie.

La solidarietà sociale rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro sistema di welfare, e l’indennità di accompagnamento ne è l’espressione più concreta: universale, incondizionata, e orientata alla dignità della persona.

FAQ sull’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento si perde se si lavora?

No. L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, sia dipendente sia autonoma. Il reddito non influisce né sull’accesso né sull’importo della prestazione.

Quanto tempo ci vuole per ottenere l’indennità di accompagnamento?

I tempi variano in base alla sede INPS e al carico di lavoro delle commissioni mediche. In media si attendono dai 3 ai 6 mesi dalla presentazione della domanda. Tuttavia, il diritto decorre dal mese successivo alla domanda: gli arretrati vengono corrisposti una volta completato l’iter.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con la pensione?

Sì, è pienamente cumulabile con la pensione di vecchiaia, di anzianità, di reversibilità e con la pensione di invalidità civile.

Cosa succede se il beneficiario viene ricoverato in ospedale?

L’indennità viene sospesa dopo 29 giorni consecutivi di ricovero in struttura pubblica a totale carico dello Stato. Riprende automaticamente alla dimissione.

L’indennità di accompagnamento è tassabile?

No. L’importo è completamente esente da IRPEF e da qualsiasi altra imposta, e non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.