Orari visite fiscali: le novità dall’INPS
Orari visite fiscali INPS aggiornati: fasce di reperibilità (10-12 e 17-19), le novità digitali del 2025 per la richiesta dei controlli medici e gli obblighi del lavoratore in malattia.
Gli orari delle visite fiscali INPS sono uno degli aspetti più pratici — e spesso più fraintesi — della gestione della malattia dei dipendenti. Cosa è cambiato di recente? Quali fasce orarie deve rispettare il lavoratore? E come funziona oggi la richiesta di visita fiscale da parte del datore di lavoro? Ecco tutto quello che c’è da sapere, aggiornato alle ultime novità dell’INPS.
Orari visite fiscali INPS: la regola base
Durante il periodo di malattia, il lavoratore dipendente è tenuto a rispettare le fasce orarie di reperibilità stabilite dall’INPS per le visite fiscali. Gli orari in vigore sono:
- dalle 10:00 alle 12:00
- dalle 17:00 alle 19:00
Queste fasce si applicano tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi. La mancata reperibilità durante questi orari — salvo giustificato motivo — può comportare la perdita parziale o totale dell’indennità di malattia e, nei casi più gravi, conseguenze disciplinari fino al licenziamento.
Le novità dall’INPS: richiesta digitale delle visite fiscali
Con il messaggio INPS n. 1505/2025, l’istituto ha introdotto una novità rilevante nella procedura di richiesta delle visite fiscali. I datori di lavoro possono ora richiedere un controllo medico direttamente dal portale telematico INPS, contestualmente alla ricezione del certificato medico inviato in via digitale dal medico curante.
Questa semplificazione produce effetti concreti su entrambi i lati del rapporto di lavoro:
- Per il datore di lavoro: tempi più rapidi, meno burocrazia, maggiore controllo sulle assenze.
- Per il lavoratore: maggiore trasparenza e tracciabilità del processo, con riduzione dei margini di contestazione informale.
Riguarda migliaia di lavoratori in tutti i settori: dalla vigilanza alla logistica, dalla sanità al commercio. Conoscere le nuove modalità è quindi fondamentale per evitare sorprese.
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Chi può richiedere la visita fiscale
La visita fiscale può essere richiesta da due soggetti distinti:
- Il datore di lavoro, tramite il portale INPS (novità introdotta con il messaggio n. 1505/2025).
- L’INPS stesso, d’ufficio, per verificare lo stato di malattia del lavoratore.
In entrambi i casi, il medico fiscale si presenta al domicilio del lavoratore durante le fasce orarie di reperibilità. Se il lavoratore è assente senza giustificazione, scatta la sanzione.
Quando il lavoratore può essere assente durante la visita fiscale
Esistono situazioni in cui l’assenza durante le fasce di reperibilità è giustificata e non comporta sanzioni. Le principali sono:
- Visita medica urgente o ricovero ospedaliero
- Forza maggiore documentata
- Situazioni di necessità certificate
In questi casi è indispensabile comunicare tempestivamente l’assenza all’INPS e conservare tutta la documentazione a supporto.
Come funziona il periodo di malattia: regole economiche
Un aspetto fondamentale da considerare è il cosiddetto periodo di comporto, ossia il tempo massimo di assenza per malattia durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto. Questo limite, generalmente fissato a 180 giorni annui, varia in base ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). Superare tale soglia può autorizzare il datore di lavoro a procedere con il licenziamento, salvo eccezioni legate a specifiche inadempienze aziendali, come quelle relative alla sicurezza sul lavoro.
Dal punto di vista economico, il sistema di retribuzione durante la malattia prevede due fasi distinte:
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- Primi tre giorni (periodo di carenza): il pagamento è interamente a carico del datore di lavoro.
- Dal quarto giorno in poi: subentra l’INPS con un’indennità che oscilla tra il 50% e il 66,66% della retribuzione giornaliera, a cui può aggiungersi un’integrazione del datore di lavoro secondo il CCNL applicato.
Alcune categorie professionali — come collaboratori domestici, dirigenti e portieri — seguono normative specifiche che potrebbero escluderli dal diritto all’indennità INPS standard.
Obblighi del lavoratore durante la malattia
Quando un dipendente si ammala, deve:
- Informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, nei tempi previsti dal contratto.
- Far trasmettere il certificato medico all’INPS in modalità telematica da parte del medico curante.
- Rispettare le fasce orarie di reperibilità (10:00–12:00 e 17:00–19:00) ogni giorno, festivi inclusi.
- Comunicare il domicilio di reperibilità se diverso da quello di residenza.
FAQ — Domande frequenti sulle visite fiscali INPS
Quali sono gli orari delle visite fiscali INPS?
Le visite fiscali possono avvenire dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni compresi sabato, domenica e festivi.
Il datore di lavoro può richiedere una visita fiscale?
Sì. Con le novità introdotte dall’INPS nel 2025, il datore di lavoro può richiedere la visita fiscale direttamente tramite il portale telematico dell’istituto, in modo rapido e digitale.
Cosa succede se il lavoratore non è reperibile durante la visita fiscale?
Se non c’è una giustificazione valida, il lavoratore rischia la perdita dell’indennità di malattia per il periodo di assenza ingiustificata e, nei casi più gravi, sanzioni disciplinari.
Gli orari di reperibilità valgono anche nei giorni festivi?
Sì. Le fasce orarie di reperibilità si applicano ogni giorno dell’anno, senza eccezioni per domeniche o festività.
Quanto dura il periodo di comporto?
In genere è fissato a 180 giorni annui, ma può variare in base al CCNL applicato. Superato questo limite, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per superamento del comporto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.