Meno ossessione verso i profitti e focus su benessere dei lavoratori. Tudor Jones spiega cosa rende le società più virtuose

Paul Tudor Jones spiega perché meno ossessione verso i profitti e più focus sul benessere dei lavoratori rendono le società più virtuose — e più redditizie. I dati della classifica Just 100 e la critica al capitalismo di Friedman.

Pubblicato 13 Gennaio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:07

Meno ossessione verso i profitti e focus sul benessere dei lavoratori: è questa la ricetta che, secondo Paul Tudor Jones, rende le società più virtuose — e, paradossalmente, anche più redditizie nel lungo periodo. Il co-fondatore di Just Capital, la società di ricerca specializzata in ESG investing, ha ribadito questo concetto in occasione della pubblicazione della classifica Just 100, che ogni anno individua le migliori aziende del mercato azionario statunitense in base alle metriche ESG (ambientali, sociali e di governance).

Il capitalismo di Friedman è superato: la tesi di Tudor Jones

Le aziende che ottengono i risultati migliori, spiega Tudor Jones, si concentrano sulle “metriche più importanti, che sono generalmente problemi di portafoglio e legati al lavoro”, e non esclusivamente sul profitto. Questo perché i principi della teoria classica di Milton Friedman sul capitalismo sono ormai superati.

“Il problema con quello che diceva Milton Friedman — che l’unico scopo per un’azienda è quello di generare un profitto — è che se questo è il tuo unico motivo, ciò crea la capacità di essere amorale nelle tue decisioni”, ha dichiarato Jones a Squawk Box della CNBC.

A supporto della sua tesi, Tudor Jones cita il caso delle azioni di Purdue Pharma: “Il loro unico scopo era quello di realizzare un profitto e la conseguenza di ciò è stata una crisi degli oppioidi che ha ucciso 400.000 americani”. Un esempio estremo, ma efficace per illustrare i rischi di un capitalismo privo di bussola etica.

“Non puoi inseguire uno scopo commerciale senza portare l’etica, la moralità e le conseguenze sociali delle tue azioni”, ha aggiunto Jones. “Non si può nemmeno dire che fare un profitto è economicamente il modo migliore per creare un sistema di produzione, perché abbiamo perso 400.000 lavoratori in quella crisi degli oppioidi”.

Cosa rende le società più virtuose secondo Tudor Jones

La risposta di Tudor Jones è chiara: meno ossessione verso i profitti e più focus sul benessere dei lavoratori. Non si tratta di filantropia, ma di una strategia di lungo periodo che produce risultati concreti anche per gli investitori.

“Non si può avanzare una proposta di valore per gli investitori e gli azionisti nel lungo periodo se non ci si prende cura delle altre parti interessate: dipendenti, clienti, comunità, il pianeta”, ha spiegato l’investitore.

Il punto centrale, secondo Jones, è il salario equo: “La questione n. 1 per gli americani riguardo alle aziende è pagare un salario equo. Lasciare che i lavoratori condividano più entrate aziendali è una buona cosa ed è un bene anche per gli affari”.

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I dati della classifica Just 100: le aziende virtuose performano meglio

Tudor Jones non si ferma alla teoria: i dati della classifica Just 100 dimostrano che le società con un approccio più etico ottengono risultati superiori anche sul piano finanziario. In particolare:

  • Le società nell’elenco Just 100 donano 19 volte di più alle comunità locali rispetto alla media;
  • Forniscono informazioni sul divario retributivo con maggiore frequenza e trasparenza;
  • Pagano il 20% in più in dividendi rispetto al resto delle società USA;
  • Guadagnano il 4,5% in più rispetto alle aziende non presenti nella classifica.

Dati che, secondo Jones, confermano come il focus sul benessere dei lavoratori non sia in contraddizione con la creazione di valore per gli azionisti, ma ne sia anzi un presupposto fondamentale.

I criteri ESG che pesano di più: il lavoro al primo posto

Nella metodologia della classifica Just 100, i problemi dei lavoratori pesano per il 39% del punteggio complessivo — la voce più rilevante. I fattori considerati includono:

  • Offerta di un salario dignitoso, superiore ai minimi di legge;
  • Protezione della salute, sicurezza e benessere dei lavoratori oltre quanto richiesto dalla normativa vigente;
  • Offerta di benefit di alta qualità;
  • Investimento nella forza lavoro attraverso formazione e istruzione continua.

La classifica, che riflette anche la posizione dominante delle aziende tecnologiche nel mercato azionario statunitense, premia dunque chi mette le persone al centro della propria strategia — non come costo da minimizzare, ma come asset da valorizzare.

FAQ: Tudor Jones, ESG e benessere dei lavoratori

Chi è Paul Tudor Jones e cosa c’entra con gli investimenti ESG?

Paul Tudor Jones è uno dei più noti gestori di hedge fund al mondo. È co-fondatore di Just Capital, una società di ricerca indipendente che misura le performance ESG delle grandi aziende americane e pubblica ogni anno la classifica Just 100.

Cosa significa “meno ossessione verso i profitti” per un’azienda quotata?

Non significa rinunciare alla redditività, ma ampliare la definizione di successo aziendale includendo il benessere dei dipendenti, l’impatto sulla comunità e la sostenibilità ambientale. Secondo Tudor Jones, questo approccio produce risultati migliori anche per gli azionisti nel lungo periodo.

Le aziende ESG rendono davvero di più?

Secondo i dati della classifica Just 100, sì: le società virtuose pagano il 20% in più in dividendi e guadagnano il 4,5% in più rispetto alla media del mercato USA. Il focus sul benessere dei lavoratori, lungi dall’essere un costo, si traduce in performance finanziarie superiori.

Qual è la critica di Tudor Jones a Milton Friedman?

Tudor Jones sostiene che la dottrina di Friedman — secondo cui l’unico scopo dell’impresa è massimizzare il profitto — crei le condizioni per decisioni amorali. Il caso Purdue Pharma e la crisi degli oppioidi sono citati come esempio concreto delle conseguenze di un capitalismo senza etica.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.