Lavoro ibrido: il vantaggio è anche per l’azienda, risparmierebbe 10.000 euro a dipendente

Il lavoro ibrido fa risparmiare alle aziende fino a 10.000 euro a dipendente: scopri dove si concentrano i vantaggi economici, i benefici per i lavoratori e l'impatto sulla produttività.

Pubblicato 11 Maggio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:48

Il lavoro ibrido, cioè quello svolto in parte da remoto (da casa o da un altro luogo) e in parte presso la sede aziendale, rappresenta un beneficio per tutti. Non solo per il lavoratore ma anche per l’azienda. Conti alla mano, tra tagli al riscaldamento e alla luce e altre voci di spesa fissa, il risparmio medio per l’azienda può aggirarsi intorno ai 10.000 euro a dipendente. Risorse che potrebbero essere reinvestite nell’attività o impiegate diversamente.

Lavoro ibrido: il vantaggio è anche per l’azienda, risparmierebbe 10.000 euro a dipendente

Un risparmio notevole, che varia in base alle dimensioni dell’attività ma che comunque c’è. Ad esempio, una banca globale con 200.000 dipendenti risparmierebbe circa 2 miliardi di euro adottando il modello ibrido. Il risparmio per un’azienda del tech con 20.000 dipendenti sarebbe intorno ai 190 milioni di euro, mentre un’azienda di servizi con 2.000 dipendenti vedrebbe minori costi per 19 milioni di euro.

Calcoli e stime arrivano da una ricerca condotta da IWG, player del lavoro ibrido in Italia e nel mondo, dimostrando come il modello di lavoro ibrido sia destinato ad accelerare. Il numero di aziende dell’indice inglese FTSE250 interessate ad applicare un modello di ufficio ibrido è già tre volte superiore al numero di imprese che intendono continuare a lavorare come in precedenza.

Dove si concentrano i risparmi aziendali

I risparmi per le aziende non sono solo legati alla riduzione dei costi delle utenze, come luce, riscaldamento o raffreddamento, acqua e rifiuti, ma dipendono anche dall’ubicazione degli uffici. Ecco le principali voci di risparmio:

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  • Affitti e spazi fisici: se gli edifici si trovano in centri urbani costosi, come spesso accade, ridurre la presenza in ufficio permette di rinegoziare i contratti o ridimensionare gli spazi.
  • Utenze: meno dipendenti in sede significa consumi ridotti di energia elettrica, riscaldamento, raffreddamento e acqua.
  • Servizi accessori: mense, parcheggi, forniture per ufficio e manutenzione ordinaria si riducono proporzionalmente alla presenza fisica.
  • Costi di pendolarismo rimborsato: in molti contratti collettivi, parte delle spese di trasporto è a carico dell’azienda; il lavoro ibrido alleggerisce questa voce.

Il risparmio si estende anche ai dipendenti

Il tempo e il denaro impiegato dal personale per gli spostamenti da e verso la sede potrebbero essere spesi altrove, con una ricaduta positiva sull’economia. Una ricerca di Confused.com ha calcolato che il lavoro ibrido può far risparmiare ai dipendenti in media 391 euro al mese sul viaggio in treno e sulle spese collegate, e fino a 152 euro al mese se si spostano in auto, con i pendolari di lunga distanza che risparmierebbero sostanzialmente di più.

I benefici sociali: equilibrio vita-lavoro e fidelizzazione dei talenti

Al di là dei risparmi economici, il lavoro ibrido comporta benefici anche sul piano sociale, rispondendo alle crescenti richieste di un migliore equilibrio vita-lavoro. Un recente sondaggio di IWG ha evidenziato che:

  • Quasi la metà degli impiegati (49%) lascerebbe il proprio lavoro se gli venisse chiesto di tornare in ufficio cinque giorni a settimana.
  • Tre quarti dei lavoratori (72%) preferirebbero poter lavorare in modo flessibile a lungo termine piuttosto che tornare in ufficio cinque giorni a settimana con un aumento di stipendio del 10%.

In un contesto in cui attrarre e trattenere i talenti è una priorità strategica, il lavoro ibrido si configura come uno strumento competitivo concreto, non solo un benefit accessorio.

Produttività: i numeri smentiscono i timori

Il lavoro ibrido non sta solo contribuendo a un risparmio in denaro sia per le aziende sia per i dipendenti, ma sta anche creando un impatto positivo sulle capacità lavorative dei dipendenti. Una ricerca PWC ha rilevato che il 57% dei dirigenti d’azienda ha dichiarato che, grazie a una politica di lavoro più flessibile, le loro aziende hanno ottenuto risultati migliori rispetto al passato per quanto riguarda la produttività. Solo il 4% dei dirigenti ha riportato un calo nella produttività dei dipendenti: un dato che ridimensiona uno dei principali argomenti contro lo smart working.

L’impatto ambientale positivo del lavoro ibrido

C’è infine da considerare anche l’impatto ambientale positivo. Il lavoro ibrido permette di ridurre l’impronta di carbonio legata al pendolarismo. Recenti studi hanno calcolato che permettere al personale di lavorare da casa, almeno una parte del tempo, potrebbe ridurre le emissioni legate agli scarichi delle automobili fino al 10 per cento. Un contributo concreto agli obiettivi di sostenibilità che molte aziende si sono date, con ricadute positive anche sull’immagine aziendale.

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FAQ sul lavoro ibrido e i vantaggi per le aziende

Quanto risparmia un’azienda con il lavoro ibrido?

Secondo la ricerca IWG, il risparmio medio si aggira intorno ai 10.000 euro per dipendente. Per una grande organizzazione con 200.000 dipendenti, come una banca globale, il risparmio complessivo può superare i 2 miliardi di euro.

Il lavoro ibrido riduce davvero la produttività?

No, secondo i dati disponibili. La ricerca PWC indica che il 57% dei dirigenti ha registrato un miglioramento della produttività con il lavoro flessibile, e solo il 4% ha segnalato un calo.

Quali sono le voci di costo che si riducono con il lavoro ibrido?

Le principali sono: affitti e spazi fisici, utenze (luce, riscaldamento, acqua), servizi accessori (mense, parcheggi, forniture) e, in alcuni casi, rimborsi spese di trasporto ai dipendenti.

I dipendenti risparmiano davvero con il lavoro ibrido?

Sì. Chi si sposta in treno può risparmiare in media 391 euro al mese, chi usa l’auto fino a 152 euro al mese. I pendolari di lunga distanza registrano risparmi ancora più significativi.

Il lavoro ibrido aiuta a trattenere i dipendenti?

I dati IWG sono chiari: il 49% dei lavoratori lascerebbe il proprio impiego se obbligato a tornare in ufficio cinque giorni a settimana. Offrire flessibilità è quindi un fattore chiave per la fidelizzazione dei talenti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.