Acciaieria di Genova, il governo punta sul forno elettrico

Il governo sceglie il forno elettrico per l'Acciaieria di Genova a Cornigliano: una strategia di decarbonizzazione che mira a coniugare acciaio verde e reindustrializzazi

Pubblicato 20 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 08:13

L’Acciaieria di Genova torna al centro del dibattito nazionale: il governo punta sul forno elettrico come soluzione per rilanciare la produzione di acciaio a Cornigliano, coniugando sviluppo industriale e riduzione delle emissioni. La scelta tecnologica è già sul tavolo delle istituzioni, ma divide residenti, sindacati e ambientalisti.

Da un lato chi vede nel forno elettrico un’opportunità concreta di reindustrializzazione verde; dall’altro chi teme che le promesse di sostenibilità restino sulla carta, senza garanzie reali per la salute pubblica e per i lavoratori dell’acciaieria di Genova.

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Perché il governo punta sul forno elettrico per l’Acciaieria di Genova

La scelta del forno elettrico non è casuale. Rispetto ai tradizionali altiforni alimentati a carbone, il forno elettrico ad arco (EAF – Electric Arc Furnace) consente di:

  • ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ nel processo di produzione dell’acciaio;
  • utilizzare rottame ferroso come materia prima, abbattendo la dipendenza da minerali grezzi importati;
  • adattarsi più facilmente all’energia rinnovabile, rendendo il ciclo produttivo progressivamente più sostenibile;
  • garantire flessibilità produttiva, con costi operativi più contenuti nel lungo periodo.

Il piano rientra nella più ampia strategia governativa di decarbonizzazione del settore siderurgico italiano, in linea con gli obiettivi europei di neutralità climatica. Secondo le istituzioni, l’aggiornamento dell’acciaieria di Genova con questa tecnologia potrebbe assicurare nuovi posti di lavoro qualificati e contribuire allo sviluppo infrastrutturale dell’intera area portuale.

Il progetto industriale: cosa prevede il piano per Cornigliano

Il sito di Cornigliano, già segnato da decenni di storia industriale pesante, è al centro di un progetto di riconversione che punta a trasformarlo in un polo dell’acciaio verde. Le linee principali del piano prevedono:

  1. Installazione del forno elettrico ad arco: il cuore tecnologico dell’operazione, con investimenti significativi in infrastrutture e sicurezza degli impianti.
  2. Bonifica e risanamento ambientale: condizione preliminare richiesta da comitati cittadini e autorità locali prima di qualsiasi riavvio produttivo.
  3. Formazione e riconversione dei lavoratori: percorsi specifici per aggiornare le competenze del personale già impiegato nel sito.
  4. Monitoraggio ambientale continuativo: sistemi di controllo delle emissioni in tempo reale, con dati accessibili alla cittadinanza.

Tuttavia, alcuni attivisti si chiedono fino a che punto le promesse di

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.