Lago di Como, Varenna propone una tassa di sbarco: ecco i dettagli
Lago di Como, Varenna propone una tassa di sbarco per i turisti giornalieri: ecco come funziona, quanto potrebbe costare e perché il Comune ha avanzato questa proposta contro l'overtourism.
Fonte immagine: pexels
Nel cuore del Lago di Como, la piccola Varenna si trova a fare i conti con una realtà che accomuna molte delle più belle località italiane: l’assalto dei visitatori e le sue conseguenze, spesso sottovalutate. Qui, dove ogni scorcio sembra uscito da una cartolina e la vita scorre a un ritmo che altrove si è ormai perso, il fenomeno dell’overtourism rischia di stravolgere gli equilibri di un borgo che vuole restare autentico, ma che si ritrova sempre più spesso a dover gestire una folla ben oltre le proprie capacità. La soluzione? Una proposta concreta e, per certi versi, coraggiosa: introdurre una tassa di sbarco per i turisti giornalieri, quelli che arrivano, scattano una foto e se ne vanno, lasciando dietro di sé più problemi che ricordi.
Lago di Como, Varenna propone una tassa di sbarco: ecco i dettagli
La proposta è chiara: chiunque arrivi a Varenna come visitatore giornaliero — senza pernottare — dovrà versare un contributo economico al Comune. Il sindaco Mauro Manzoni ha illustrato l’iniziativa sottolineando che non si tratta di una misura punitiva, ma di uno strumento di riequilibrio finanziario tra chi consuma i servizi del borgo e chi li finanzia.
I punti chiave della proposta sono:
- Chi paga: i turisti giornalieri, i cosiddetti visitatori «mordi e fuggi», che non pernottano e quindi non versano la tassa di soggiorno già in vigore.
- Come si paga: l’importo potrebbe essere integrato direttamente nei biglietti dei traghetti e dei mezzi di trasporto che collegano Varenna al resto del lago, oppure riscosso all’arrivo in paese.
- A quanto ammonta: la cifra esatta non è ancora stata fissata ufficialmente; le discussioni sono in corso tra l’amministrazione comunale e gli enti competenti.
- Come vengono usati i proventi: ogni euro raccolto sarà reinvestito nel territorio — gestione del traffico, pulizia delle strade, personale stagionale e servizi urbani essenziali.
Tassa di sbarco: una risposta necessaria all’assalto turistico
Durante l’ultimo weekend pasquale, la situazione è diventata emblematica: oltre 100.000 persone hanno letteralmente invaso il piccolo comune, mettendo a dura prova ogni servizio essenziale. In questo contesto, il sindaco Manzoni ha messo sul tavolo la proposta della tassa di sbarco, pensata proprio per quei visitatori che usufruiscono delle infrastrutture senza contribuire economicamente al loro mantenimento.
Non si tratta di una misura punitiva, ma di un tentativo di riequilibrare le cose: se chi soggiorna già paga la tassa di soggiorno, perché chi consuma il paese in poche ore dovrebbe essere esentato? L’importo non è ancora stato fissato, ma si parla di integrarlo nei biglietti dei trasporti o di riscuoterlo all’arrivo, con la promessa che ogni euro raccolto sarà reinvestito nel miglioramento di servizi urbani, dalla gestione del traffico alla pulizia delle strade.
Come funziona la tassa di sbarco: la normativa di riferimento
La tassa di sbarco non è una novità assoluta nel panorama fiscale italiano. Il Codice del Turismo e successive disposizioni normative consentono ai Comuni — in particolare a quelli insulari o raggiungibili principalmente via acqua — di istituire un contributo di sbarco in sostituzione o in aggiunta all’imposta di soggiorno. Varenna, affacciata sul Lago di Como e raggiungibile in larga parte tramite i traghetti del servizio di navigazione, rientra nei requisiti che potrebbero legittimare l’applicazione di questo strumento fiscale.
In pratica, il meccanismo funziona così:
- Il Comune delibera l’istituzione della tassa e ne fissa l’importo massimo (generalmente fino a 2,50 euro per passeggero, salvo aggiornamenti normativi).
- La riscossione avviene tramite i vettori di trasporto (compagnie di navigazione, traghetti) che la includono nel prezzo del biglietto.
- I proventi vengono versati al Comune e vincolati a interventi di tutela ambientale, manutenzione e servizi turistici.
Un modello già sperimentato altrove
Non è la prima volta che una realtà italiana sceglie questa strada: basti pensare alle Isole Borromee, dove una tassa simile ha portato a incassi di 1 milione di euro l’anno, tutti reinvestiti nel territorio. Anche Varenna ha già dimostrato di saper valorizzare le risorse provenienti dal turismo: la tassa di soggiorno ha generato 348.000 euro in un singolo periodo, utilizzati per finanziare l’ufficio turistico, il potenziamento della pulizia, il personale stagionale e manifestazioni culturali come il Varenna Lake Como Festival. Numeri che parlano chiaro: una gestione oculata può davvero fare la differenza e restituire qualità della vita ai residenti, oltre che ai visitatori.
Altre località del Lago di Como si stanno muovendo nella stessa direzione?
Varenna non è l’unico Comune lacustre a ragionare su strumenti di questo tipo. Lungo le sponde del Lago di Como, diverse amministrazioni stanno valutando misure analoghe per contenere i flussi nei periodi di punta e garantire la sostenibilità dei servizi locali. La proposta di Varenna potrebbe quindi diventare un modello di riferimento per l’intero comprensorio, aprendo la strada a un approccio coordinato alla gestione del turismo di massa.
Verso un turismo più sostenibile sul Lago di Como
L’obiettivo finale è ambizioso ma necessario: costruire un modello di turismo sostenibile, capace di valorizzare le bellezze del Lago di Como senza sacrificarne l’identità. La tassa di sbarco non vuole essere un deterrente, ma un invito a vivere Varenna con tempi più umani, incentivando soggiorni più lunghi e responsabili. Se il progetto funzionerà, potrebbe diventare un esempio virtuoso anche per altre località italiane alle prese con l’overtourism, dimostrando che la tutela del territorio e la qualità dell’accoglienza possono — e devono — andare di pari passo.
FAQ: tassa di sbarco a Varenna, le domande più frequenti
Cos’è la tassa di sbarco a Varenna?
È un contributo che il Comune di Varenna intende introdurre per i turisti giornalieri che visitano il borgo sul Lago di Como senza pernottare. L’obiettivo è far sì che anche chi usufruisce dei servizi locali per poche ore contribuisca al loro finanziamento.
Chi deve pagare la tassa di sbarco?
I visitatori «mordi e fuggi», ovvero coloro che arrivano a Varenna in giornata senza soggiornare in strutture ricettive. Chi pernotta paga già la tassa di soggiorno e non sarebbe soggetto alla nuova imposta.
Quanto costerà la tassa di sbarco a Varenna?
L’importo definitivo non è ancora stato stabilito. La normativa italiana prevede generalmente un massimale di 2,50 euro per passeggero, ma la cifra esatta dipenderà dalla delibera comunale.
Quando entrerà in vigore la tassa di sbarco?
Al momento la proposta è ancora in fase di discussione e valutazione da parte dell’amministrazione comunale. Non è stata ancora fissata una data ufficiale di entrata in vigore.
Come verranno usati i proventi della tassa di sbarco?
I fondi raccolti saranno reinvestiti nel territorio: gestione del traffico, pulizia, personale stagionale e miglioramento dei servizi urbani a beneficio sia dei residenti sia dei visitatori.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.