Riscaldamenti 2025-2026: le regole per accensione, orari e temperature
Riscaldamenti 2025-2026: date di accensione e spegnimento per zona climatica, orari consentiti, temperature massime e deroghe comunali. Tutto quello che devi sapere per la stagione invernale.
Fonte immagine: Finanza.com
Con l’arrivo dell’autunno torna la domanda più pratica per milioni di italiani: quando si possono accendere i riscaldamenti nel 2026? Quali sono gli orari consentiti e le temperature massime da rispettare? Le regole per la stagione di riscaldamento 2025-2026 riprendono il quadro normativo ordinario fissato dal DPR 74/2013, con la suddivisione del territorio in zone climatiche, limiti di orario precisi e temperature di esercizio definite per legge. Di seguito trovi tutto quello che devi sapere per gestire l’impianto nel rispetto delle norme e senza sprechi.
Riscaldamenti 2025-2026: il quadro normativo di riferimento
La stagione invernale 2025-2026 segna un ritorno alla normalità regolatoria: gli interventi temporanei introdotti in risposta alle emergenze energetiche degli anni scorsi sono superati e la programmazione degli impianti torna a seguire un calendario d’accensione definito, calibrato sulle esigenze reali di ogni area geografica.
Il riferimento normativo principale rimane il DPR 74 del 2013, che fissa le linee guida per l’impiego dell’energia termica negli edifici, definendo con precisione i periodi di funzionamento degli impianti in base alla zona climatica di appartenenza del Comune. L’obiettivo è garantire il benessere termico della popolazione mantenendo un uso consapevole delle risorse energetiche.
Zone climatiche: la suddivisione del territorio italiano
Il cuore del sistema è la suddivisione del territorio in sei zone climatiche (dalla A alla F), identificate in base ai gradi-giorno di ciascun Comune. Più alta è la lettera, più rigido è il clima e più lungo è il periodo in cui è consentito tenere accesi i riscaldamenti.
- Zona A – Comuni con clima molto mite (es. alcune aree costiere della Sicilia): periodo di accensione ridotto al minimo.
- Zona B – Clima temperato caldo: accensione limitata ai mesi più freddi.
- Zona C – Clima mediterraneo moderato (es. Roma, Napoli): accensione consentita per un numero di ore giornaliere inferiore rispetto alle zone settentrionali.
- Zona D – Clima continentale (es. Firenze, Bologna): orari più ampi e stagione più lunga.
- Zona E – Clima freddo (es. Milano, Torino, gran parte del Nord): la zona più diffusa in Italia, con il periodo di accensione più esteso tra le zone non montane.
- Zona F – Clima alpino e d’alta montagna: nessun limite di ore giornaliere, ma restano i vincoli di temperatura massima.
Per sapere a quale zona appartiene il tuo Comune, puoi consultare il sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica o verificare direttamente sul portale del tuo Comune.
Date di accensione e spegnimento per zona climatica
Le date ufficiali di inizio e fine della stagione di riscaldamento 2025-2026, stabilite dal DPR 74/2013, sono le seguenti:
- Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo (massimo 6 ore/giorno)
- Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo (massimo 8 ore/giorno)
- Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo (massimo 10 ore/giorno)
- Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile (massimo 12 ore/giorno)
- Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile (massimo 14 ore/giorno)
- Zona F: nessuna limitazione di periodo né di ore giornaliere
Queste date rappresentano il calendario ordinario. I Comuni possono modificarle tramite ordinanza sindacale in caso di condizioni climatiche eccezionali (vedi sezione deroghe).
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Orari di accensione: come si distribuiscono le ore consentite
Le ore giornaliere di funzionamento indicate per ogni zona non devono necessariamente essere concentrate in un unico blocco: l’impianto può essere acceso e spento più volte nell’arco della giornata, purché il totale non superi il limite previsto per la propria zona climatica.
La scelta degli orari spetta al responsabile dell’impianto (il proprietario dell’abitazione, l’amministratore di condominio o il terzo responsabile incaricato). La prassi più comune prevede due fasce principali:
- Mattina: dalle 6:00 alle 9:00 circa
- Sera: dalle 17:00 alle 23:00 circa
Questa distribuzione consente di coprire i momenti di maggiore presenza in casa, ottimizzando i consumi nelle ore centrali della giornata.
Temperature massime consentite: i limiti da rispettare
Indipendentemente dalla zona climatica, la normativa fissa temperature massime di esercizio che gli impianti non devono superare:
- 20°C (±2°C) per abitazioni private, uffici, edifici scolastici e luoghi di culto
- 18°C (±2°C) per ambienti industriali, artigianali e assimilabili
La tolleranza di ±2°C significa che la temperatura interna può oscillare tra 18°C e 22°C nelle abitazioni, e tra 16°C e 20°C negli ambienti industriali. Superare questi limiti espone il responsabile dell’impianto a sanzioni amministrative.
Per strutture con esigenze particolari — come ospedali, case di cura, nidi d’infanzia e piscine — sono previste deroghe specifiche che consentono temperature più elevate e orari di funzionamento più flessibili, in considerazione delle necessità degli utenti.
Deroghe e ordinanze comunali
Nonostante la ripresa delle direttive ordinarie, rimangono alcuni margini di manovra. I Comuni possono emettere ordinanze specifiche nei seguenti casi:
- Ondate di freddo anomalo o temperature eccezionalmente basse prima delle date di accensione previste
- Necessità straordinarie legate alla salute pubblica
- Condizioni climatiche che rendono necessario prolungare la stagione oltre le date ordinarie di spegnimento
In questi casi, il sindaco può anticipare l’accensione o posticipare lo spegnimento, comunicandolo ufficialmente ai cittadini. È quindi buona prassi verificare le ordinanze del proprio Comune all’inizio di ogni stagione invernale, specialmente nelle zone di confine tra due fasce climatiche.
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Condomini: chi è responsabile e come funziona la gestione
Nei condomini con impianto centralizzato, la gestione del riscaldamento è affidata all’amministratore di condominio o a un terzo responsabile (una ditta specializzata). Sono loro a dover rispettare le date, gli orari e le temperature previste dalla normativa.
Gli inquilini e i condomini possono richiedere all’assemblea condominiale di modificare gli orari di accensione entro i limiti consentiti dalla zona climatica. In caso di impianti autonomi, invece, ogni proprietario è direttamente responsabile del rispetto delle regole.
Risparmio energetico e consigli pratici
Rispettare le regole non significa rinunciare al comfort. Ecco alcune indicazioni utili per ottimizzare i consumi nella stagione 2025-2026:
- Installa un termostato programmabile o smart per gestire automaticamente gli orari di accensione
- Mantieni la temperatura interna intorno ai 19-20°C: ogni grado in più aumenta i consumi di circa il 7%
- Effettua la manutenzione annuale della caldaia prima dell’inizio della stagione
- Verifica l’isolamento di finestre e porte per ridurre le dispersioni di calore
- Sfrutta l’irraggiamento solare aprendo le tende nelle ore centrali della giornata
FAQ – Domande frequenti sui riscaldamenti 2025-2026
Da quando si possono accendere i riscaldamenti nel 2026?
Dipende dalla zona climatica del tuo Comune. La data più comune per la Zona E (Nord Italia) è il 15 ottobre. Per la Zona C (Centro Italia) la data ordinaria è il 15 novembre. Il tuo Comune potrebbe anticipare queste date con un’ordinanza sindacale in caso di freddo eccezionale.
Qual è la temperatura massima consentita in casa?
La normativa fissa un massimo di 20°C con una tolleranza di ±2°C, quindi fino a 22°C. Superare questo limite espone il responsabile dell’impianto a sanzioni.
Quante ore al giorno si può tenere acceso il riscaldamento?
Varia in base alla zona climatica: da 6 ore/giorno nella Zona A fino a 14 ore/giorno nella Zona E. La Zona F non ha limiti di ore giornaliere.
Il Comune può cambiare le date di accensione?
Sì. I sindaci possono emettere ordinanze per anticipare l’accensione o prolungare la stagione in caso di condizioni climatiche eccezionali.
Chi controlla il rispetto delle regole?
I controlli sono effettuati dalle autorità comunali e regionali, spesso in collaborazione con le aziende di distribuzione del gas. Le sanzioni per chi supera le temperature o i periodi consentiti sono previste dal DPR 74/2013.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.