Case a 1 euro: le nuove liste dei Comuni italiani, dove si trovano e come prenderle

Case a 1 euro in Italia: le nuove liste dei Comuni aggiornate al 2026, dove si trovano le abitazioni disponibili e come fare per acquistarle. Guida completa con costi reali e procedura passo per passo.

Pubblicato 20 Marzo 2026 Aggiornato 18 Ottobre 2026 06:34

Case a 1 euro: dove si trovano, quali sono i Comuni italiani con le nuove liste attive e come fare per prenderle. Tutto quello che devi sapere prima di candidarti.

Pagare una casa 1 euro è possibile, ma il prezzo reale arriva dopo. Il meccanismo è semplice solo sulla carta, perché dietro quel costo simbolico c’è un percorso preciso, con obblighi e tempi stretti.

I Comuni coinvolti sono ormai decine. Dal 2009 a oggi si è arrivati a oltre settanta amministrazioni che hanno attivato bandi per vendere immobili abbandonati. L’obiettivo non è semplicemente vendere, ma riportare abitanti nei centri storici svuotati negli anni. E nel 2026 il fenomeno non si è fermato: nuovi Comuni si aggiungono alle liste ogni mese.

Case a 1 euro: le nuove liste dei Comuni italiani aggiornate al 2026

Non esiste una lista unica aggiornata in tempo reale. Ogni Comune pubblica il proprio bando, con regole e tempi diversi. Questo significa che le disponibilità cambiano continuamente. Un paese può aprire le candidature per pochi mesi e poi chiuderle per anni.

Detto questo, è possibile tracciare una mappa aggiornata dei territori più attivi. Ecco i principali Comuni italiani che hanno avviato o rinnovato iniziative di case a 1 euro:

Sud Italia e Isole

  • Sicilia: Sambuca di Sicilia, Mussomeli, Gangi, Salemi, Bivona, Troina. Tra i pionieri del progetto, continuano ad aggiornare i bandi con nuovi immobili disponibili.
  • Calabria: Brancaleone, Cinquefrondi, Albidona. Piccoli centri dell’entroterra con patrimoni edilizi storici da recuperare.
  • Sardegna: Ollolai, Bonnanaro, Nulvi, Montresta. Alcuni di questi borghi hanno già completato diversi cicli di assegnazione.
  • Campania e Basilicata: Presenti con iniziative locali, spesso legate a programmi regionali di ripopolamento.

Centro e Nord Italia

  • Toscana: Fabbriche di Vergemoli, Zeri. Borghi montani con case storiche in stato di abbandono.
  • Lazio: Patrica, Maenza, Giuliano di Roma. Piccoli centri dei Lepini con bandi periodici.
  • Piemonte: Locana, Borgomezzavalle. Valli alpine con forte spopolamento e programmi attivi.
  • Marche e Abruzzo: Diversi Comuni dell’entroterra appenninico, spesso con case danneggiate dal sisma e incentivi aggiuntivi per la ristrutturazione.

Come trovare la lista aggiornata: il metodo più affidabile è consultare direttamente il sito istituzionale del Comune di interesse, oppure seguire portali specializzati come 1eurohouses.com o le sezioni dedicate sui siti regionali. Alcune Regioni, come la Sicilia, aggregano i bandi attivi in un’unica sezione.

Dove si trovano davvero queste case

La maggior parte delle opportunità è nel Sud Italia. Sicilia, Calabria e Sardegna concentrano il numero più alto di borghi coinvolti. Ma non sono gli unici territori. Ci sono iniziative anche in Toscana, Lazio, Piemonte e Marche, spesso in piccoli centri lontani dai principali flussi turistici.

casa a 1 euro dove
Dove trovare una di queste case sul territorio italiano (www.finanza.com)

Chi cerca queste case finisce spesso sui siti istituzionali dei Comuni, oppure su portali locali poco aggiornati. La difficoltà è proprio qui: trovare informazioni complete non è immediato.

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Come prendere una casa a 1 euro: la procedura passo per passo

Capire come funziona l’acquisto è fondamentale prima di candidarsi. Il processo si articola in fasi precise, con scadenze che non possono essere ignorate.

1. Trovare il bando attivo

Il primo passo è individuare un Comune con un bando aperto. Ogni bando specifica gli immobili disponibili, i requisiti del candidato, le modalità di presentazione della domanda e le scadenze. Alcuni Comuni accettano candidature tutto l’anno, altri aprono finestre temporali di pochi mesi.

2. Presentare la domanda

La domanda include generalmente: documento d’identità, codice fiscale, dichiarazione di interesse per uno specifico immobile e, in alcuni casi, una prima bozza del progetto di recupero. Alcuni Comuni richiedono anche la prova di disponibilità finanziaria per sostenere i lavori.

3. Il progetto di ristrutturazione

Il prezzo di 1 euro è simbolico. L’acquirente deve presentare un progetto di ristrutturazione entro sei mesi e avviare i lavori entro un anno. Il completamento deve avvenire entro tre anni.

Non è una formalità. Il progetto viene valutato e deve essere coerente con le condizioni dell’immobile e con le richieste del Comune. In molti casi è richiesto anche un deposito cauzionale o una fideiussione, che può variare tra i 1.000 e i 5.000 euro.

4. Il rogito e le pratiche burocratiche

Il passaggio notarile, le pratiche catastali e le autorizzazioni sono a carico dell’acquirente. Il Comune vende l’immobile, ma non interviene nei lavori. Le spese notarili e di registrazione possono variare tra i 1.500 e i 3.000 euro a seconda del Comune e della complessità dell’atto.

5. I lavori e il collaudo finale

Una volta firmato il rogito, inizia il conto alla rovescia. I lavori devono essere avviati entro i termini stabiliti e completati entro tre anni. Al termine, il Comune verifica la conformità dei lavori al progetto approvato. Solo a quel punto l’assegnazione diventa definitiva.

Quanto si spende davvero per una casa a 1 euro

Il costo principale è la ristrutturazione. Le cifre variano molto, ma una stima ricorrente si aggira tra i 20.000 e i 25.000 euro, spesso anche di più se l’immobile è in condizioni critiche.

Molte case sono ferme da decenni. Impianti da rifare, tetti da sistemare, strutture da consolidare. In alcuni casi si parte praticamente da zero.

Ecco un riepilogo delle voci di spesa tipiche:

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  • Fideiussione o deposito cauzionale: da 1.000 a 5.000 euro
  • Spese notarili e catastali: da 1.500 a 3.000 euro
  • Progetto architettonico e pratiche edilizie: da 2.000 a 5.000 euro
  • Lavori di ristrutturazione: da 20.000 a 80.000 euro (o più, in base alle condizioni)
  • Totale stimato: tra 25.000 e 90.000 euro

A questo si aggiunge la gestione del cantiere, che non è sempre semplice. Nei piccoli centri trovare imprese disponibili o professionisti può richiedere tempo. Chi non vive sul posto deve coordinare tutto a distanza.

Perché queste iniziative continuano ad attirare interesse

Il prezzo simbolico resta un elemento forte, ma non è l’unico. L’idea di acquistare una casa in un borgo storico, anche a fronte di lavori importanti, continua a generare richieste da tutta Italia e dall’estero.

C’è anche una componente pratica. In alcuni casi è possibile accedere a bonus edilizi o incentivi per l’efficienza energetica, che riducono una parte dei costi. Non sempre, e non in modo uniforme, ma esistono.

Allo stesso tempo, non tutti i progetti vanno a buon fine. Alcuni acquirenti rinunciano dopo l’acquisto, altri non rispettano le scadenze. I Comuni, in questi casi, possono revocare l’assegnazione e rimettere l’immobile a bando.

Nel 2026 l’interesse per le case a 1 euro rimane alto, alimentato anche dalla crescita dei prezzi immobiliari nelle grandi città. Per molti, un borgo da recuperare rappresenta un’alternativa concreta — a patto di avere le risorse e la determinazione per portare il progetto a termine.

FAQ: Case a 1 euro, le domande più frequenti

Chi può acquistare una casa a 1 euro?

In genere chiunque, inclusi i cittadini stranieri. Alcuni Comuni danno priorità a chi si impegna a trasferire la residenza nel borgo. Non esistono limiti di reddito, ma è richiesta la capacità economica di sostenere i lavori.

Le case a 1 euro si trovano solo al Sud?

No. Sebbene la concentrazione maggiore sia in Sicilia, Calabria e Sardegna, esistono iniziative attive anche in Toscana, Piemonte, Lazio, Marche e Abruzzo.

Quanto tempo ho per ristrutturare?

Di norma il progetto va presentato entro 6 mesi dal rogito, i lavori avviati entro 12 mesi e completati entro 3 anni. Le scadenze variano da Comune a Comune: verifica sempre il bando specifico.

Cosa succede se non rispetto le scadenze?

Il Comune può revocare l’assegnazione e trattenere la fideiussione versata. In alcuni casi è prevista anche una penale aggiuntiva. È fondamentale rispettare il cronoprogramma concordato.

Come faccio a sapere se un Comune ha un bando aperto?

Consulta il sito ufficiale del Comune, le sezioni “Bandi e concorsi” o “Patrimonio immobiliare”. In alternativa, segui portali aggregatori specializzati o le pagine social dei Comuni che spesso pubblicano aggiornamenti in tempo reale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.