Ue: per ridurre la dipendenza dal gas russo la soluzione è focalizzarsi sulle rinnovabili

Per ridurre la dipendenza dal gas russo, l'UE punta sulle rinnovabili come soluzione strutturale. Ecco la strategia europea tra GNL, gasdotti alternativi e transizione energetica: analisi, ostacoli e prospettive.

Pubblicato 15 Aprile 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:53

La dipendenza dal gas russo è diventata una delle questioni più urgenti per l’Europa: ridurla richiede una strategia chiara, che combini diversificazione delle forniture nel breve periodo e una transizione accelerata verso le energie rinnovabili nel lungo termine. La guerra in Ucraina ha reso evidente quanto sia fragile un sistema energetico costruito su un’unica fonte di approvvigionamento, spingendo l’UE a cercare soluzioni concrete e rapide.

Il contesto: quanto dipende l’Europa dal gas russo?

Prima del conflitto in Ucraina, la Russia copriva circa il 40% del fabbisogno di gas dell’Unione Europea. Una quota enorme, che ha reso il Vecchio Continente vulnerabile a pressioni geopolitiche e a shock di fornitura improvvisi. Ridurre questa dipendenza non è semplice: richiede tempo, investimenti e una visione strategica di lungo periodo.

Le soluzioni a breve termine: GNL e gasdotti alternativi

L’UE ha firmato un accordo con gli USA sul gas naturale liquefatto (GNL) che stabilisce un framework per la fornitura di gas naturale pari a circa il 10% di quello attualmente importato dalla Russia. Nel lungo termine, il piano prevede che gli Stati Uniti e i partner internazionali forniscano circa 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno all’UE — in aggiunta ai 22 miliardi già forniti e ai 37 miliardi che dovrebbero essere garantiti a breve dagli USA.

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Tuttavia, secondo Mark Lacey, Head of Global Resource Equities, e i Portfolio Manager Alexander Monk e Felix Odey di Schroders, questa strada presenta due ostacoli concreti:

  • Capacità di offerta limitata: gli Stati Uniti non possono aumentare le forniture in modo illimitato, e l’Europa si trova in competizione con altri paesi per l’acquisto di GNL sui mercati globali.
  • Infrastrutture di rigassificazione insufficienti: il GNL è liquido e deve essere riconvertito in gas attraverso appositi impianti. L’Europa non dispone ancora della capacità di rigassificazione necessaria per assorbire volumi significativamente maggiori, anche se sono in corso piani di espansione.

Anche aumentare la fornitura attraverso i gasdotti esistenti è complesso: i principali fornitori alternativi — Algeria (con progetti di espansione dell’operatore Sonatrach), Norvegia e Regno Unito — hanno margini di crescita limitati, e lo sviluppo di nuovi impianti è stato molto contenuto negli ultimi anni.

UE: per ridurre la dipendenza dal gas russo la soluzione è focalizzarsi sulle rinnovabili

La risposta più efficace e strutturale, secondo gli esperti di Schroders, è chiara: focalizzarsi sulle rinnovabili è la soluzione più logica e sostenibile per ridurre la dipendenza dal gas russo. Non si tratta solo di una scelta ambientale, ma di una necessità strategica ed economica.

Ecco perché le energie rinnovabili rappresentano la via maestra:

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  • Convenienza economica: anche tenendo conto dei recenti aumenti dei prezzi delle materie prime, la generazione di energia da fonti rinnovabili — eolico e solare in particolare — risulta già significativamente più economica rispetto ai sistemi termoelettrici e a carbone.
  • Indipendenza geopolitica: a differenza del gas, il sole e il vento non possono essere soggetti a embarghi o pressioni politiche. Investire nelle rinnovabili significa costruire un’autonomia energetica reale e duratura.
  • Volontà politica e investimenti già presenti: il principale ostacolo non è la mancanza di risorse o di consenso politico, ma la logistica: le disruption legate alla pandemia hanno rallentato la filiera di approvvigionamento di componenti e materiali necessari per l’installazione di impianti eolici e solari.

I tempi della transizione: quando si vedranno i risultati?

Gli esperti sono chiari: la transizione verso le rinnovabili è un processo di lungo termine. Non esiste una soluzione rapida che possa sostituire dall’oggi al domani i volumi di gas russo. Tuttavia, con un impegno costante e investimenti mirati, l’Europa può progressivamente ridurre la sua esposizione e costruire un sistema energetico più resiliente.

Le aspettative degli analisti puntano a un graduale allentamento dei colli di bottiglia logistici nei prossimi anni, con un’accelerazione significativa nella capacità installata di eolico e solare. Parallelamente, l’espansione delle infrastrutture di rigassificazione offrirà una maggiore flessibilità nel breve e medio periodo.

La strategia europea: un approccio su due binari

In sintesi, la strategia dell’UE per affrancarsi dal gas russo si muove su due binari paralleli:

  1. Breve-medio termine: diversificazione delle forniture attraverso GNL americano, accordi con fornitori alternativi (Algeria, Norvegia, Regno Unito) e potenziamento delle infrastrutture di rigassificazione.
  2. Lungo termine: accelerazione massiccia della transizione energetica verso le rinnovabili, con eolico e solare come pilastri principali di un sistema energetico europeo indipendente e sostenibile.

Due strumenti diversi, ma con un punto in comune: la necessità di agire adesso, senza attendere che la situazione geopolitica si stabilizzi da sola.

FAQ: le domande più frequenti sulla dipendenza europea dal gas russo

Perché l’Europa dipende così tanto dal gas russo?
Per decenni, il gas russo è stato conveniente, abbondante e facilmente accessibile tramite una rete di gasdotti diretti. Questa convenienza ha portato molti paesi europei a non diversificare sufficientemente le proprie fonti di approvvigionamento.
Il GNL americano può sostituire completamente il gas russo?
No, almeno non nel breve periodo. La capacità di esportazione degli USA è limitata e l’Europa non dispone ancora di sufficienti terminali di rigassificazione per assorbire grandi volumi aggiuntivi. Il GNL è una soluzione parziale e transitoria.
Perché le rinnovabili sono considerate la soluzione principale?
Perché eliminano alla radice la dipendenza da qualsiasi fornitore estero di combustibili fossili. Eolico e solare sono fonti domestiche, inesauribili e sempre più economiche, che rendono l’Europa strutturalmente più autonoma e resiliente.
Quanto tempo ci vorrà per ridurre significativamente la dipendenza dal gas russo?
Gli esperti indicano un orizzonte di diversi anni per una riduzione sostanziale. Nel breve termine si punta alla diversificazione delle forniture; nel medio-lungo termine, l’espansione delle rinnovabili è destinata a ridurre progressivamente il ruolo del gas nel mix energetico europeo.
Quali sono i principali ostacoli alla transizione verso le rinnovabili?
Il principale ostacolo attuale non è la volontà politica né la disponibilità di capitali, ma la logistica: le disruption nelle catene di fornitura globali hanno rallentato la produzione e l’installazione di impianti eolici e solari.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.