Gas: clima mite e riscaldamenti spenti mandano a picco i consumi

Clima mite e riscaldamenti spenti mandano a picco i consumi di gas in Europa: -22% la domanda residenziale. Ma le centrali elettriche bruciano il 14% in più. Tutti i dati e gli scenari per i prossimi mesi.

Pubblicato 11 Novembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:08

Clima mite, riscaldamenti spenti e prezzi alle stelle: questi tre fattori combinati hanno mandato a picco i consumi di gas in Europa, offrendo un momento di respiro a un mercato che resta sotto pressione in vista dei mesi più freddi. Ma il quadro è tutt’altro che semplice: mentre le famiglie riducono i consumi domestici, le centrali elettriche continuano a bruciare quantità crescenti di gas per tenere accese le luci.

Clima mite e riscaldamenti spenti: il crollo della domanda di gas

Il consumo di gas in Europa è sceso in modo significativo nelle settimane di temperatura sopra la media, con le famiglie che hanno tenuto il riscaldamento spento grazie al clima caldo, dando un po’ di sollievo a un mercato in difficoltà in vista dell’inverno.

Secondo i dati della piattaforma di analisi di mercato EnergyScan di Engie SA, la domanda totale di gas in Europa occidentale è scesa del 22% rispetto all’anno precedente, trainata dagli utenti residenziali, commerciali e piccoli industriali. Un calo record che riflette sia il cambiamento climatico stagionale sia una risposta concreta degli utenti all’aumento dei prezzi.

Non solo temperatura: anche i prezzi frenano i consumi

Oltre al clima caldo, la domanda è stata frenata dall’aumento dei prezzi del gas, con molti piccoli utenti industriali che hanno ridotto le loro attività per sopravvivere. Questo ridimensionamento, insieme ai forti afflussi di GNL (gas naturale liquefatto) e ai siti di stoccaggio pieni, ha contribuito ad attenuare i timori che i governi debbano limitare le forniture di gas ai clienti nei prossimi mesi.

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Ci sono, come ha dichiarato Julien Hoarau, responsabile delle analisi di EnergyScan, «segnali emergenti di cambiamento comportamentale per quanto riguarda l’uso del riscaldamento». Questo ha contribuito a esercitare «una forte pressione ribassista sui prezzi spot del gas in tutta Europa e ha rafforzato la capacità del continente di bilanciare il suo sistema del gas quest’inverno».

Il rovescio della medaglia: le centrali elettriche bruciano più gas

Se l’autunno mite ha contribuito a conservare combustibile, le centrali elettriche continuano a bruciare quantità crescenti per tenere accese le luci. Il settore elettrico ha infatti aumentato i consumi del 14% rispetto all’anno precedente.

Sebbene i prezzi di riferimento rimangano tre volte superiori alla media storica, un’ondata di interruzioni di impianti nucleari in Francia e una bassa produzione idroelettrica altrove hanno costretto i Paesi a bruciare più gas per generare elettricità. I dati mostrano che:

  • L’uso di gas per la generazione di elettricità in Francia è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.
  • La Germania ha utilizzato circa il 40% in più di gas per alimentare le centrali elettriche.

Cosa succederà nei prossimi mesi: scenari e incertezze

L’incertezza continua a offuscare i prossimi mesi, con una domanda e un’offerta difficili da prevedere. Ecco i principali fattori da tenere d’occhio:

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  • L’arrivo del freddo renderà inevitabilmente più difficile la riduzione della domanda, con i riscaldamenti che torneranno ad accendersi in tutta Europa.
  • Le misure di contenimento dei prezzi in alcuni Paesi potrebbero frenare l’incentivo a tagliare i consumi, come è già avvenuto in Spagna.
  • Il riavvio delle attività industriali europee potrebbe far aumentare la domanda di gas.
  • Un miglioramento della produzione nucleare francese potrebbe ridurre l’uso del gas per la generazione di energia elettrica, alleggerendo la pressione sul mercato.

Il bilancio complessivo resta quindi fragile: il clima mite e i riscaldamenti spenti hanno mandato a picco i consumi nel breve periodo, ma la tenuta del sistema dipenderà dalla capacità dell’Europa di gestire la domanda nei mesi invernali più critici.

FAQ: Gas, clima e consumi in Europa

Perché il clima mite fa scendere i consumi di gas?

Quando le temperature sono sopra la media stagionale, le famiglie e le imprese tengono i riscaldamenti spenti più a lungo, riducendo direttamente la domanda di gas per uso domestico e commerciale. È il principale meccanismo che ha portato al calo del 22% registrato dai dati EnergyScan.

Il calo dei consumi significa che il problema energetico è risolto?

No. Il calo è temporaneo e legato alle condizioni climatiche favorevoli. Con l’arrivo del freddo, la domanda tornerà a salire. Inoltre, il settore elettrico continua a consumare grandi quantità di gas per compensare la minore produzione nucleare e idroelettrica.

Cosa sono i siti di stoccaggio del gas e perché sono importanti?

I siti di stoccaggio sono infrastrutture sotterranee dove il gas viene accumulato nei mesi estivi per essere utilizzato in inverno. Averli pieni è un segnale positivo per la sicurezza degli approvvigionamenti, ma non garantisce da solo la copertura del fabbisogno in caso di inverno rigido o di picchi di domanda imprevisti.

Perché la Francia consuma più gas del solito per l’elettricità?

La Francia dipende storicamente dal nucleare per la produzione di elettricità. Le interruzioni di numerosi impianti nucleari hanno ridotto questa capacità, costringendo il Paese a ricorrere al gas per compensare il deficit di produzione elettrica.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.