Testamento di Silvio Berlusconi. Le novità per Fininvest e MFE
Testamento di Silvio Berlusconi: tutto sulla divisione del patrimonio da 7 miliardi, le quote di Fininvest e MFE, i lasciti a Marta Fascina e le novità per la governance del gruppo.
Il testamento di Silvio Berlusconi ha segnato un passaggio storico per uno degli imperi imprenditoriali più importanti d’Italia. A poco meno di un mese dalla scomparsa del Cavaliere, i cinque figli e Marta Fascina, ultima compagna di Berlusconi, si sono presentati davanti al notaio Arrigo Roveda per l’apertura ufficiale delle ultime volontà.
Silvio Berlusconi era uno degli uomini più ricchi d’Italia e d’Europa, con un patrimonio stimato intorno ai 7 miliardi di euro, costruito attorno alla holding di famiglia Fininvest. Le sue disposizioni testamentarie hanno ridisegnato gli equilibri di potere all’interno del gruppo, con ricadute dirette su MFE (ex Mediaset), Mondadori e Mediolanum.
Ecco tutto quello che sappiamo sul testamento di Silvio Berlusconi, le novità per Fininvest e MFE e come è stato suddiviso il patrimonio.
Il testamento di Silvio Berlusconi: cosa prevede
Stando a quanto riportato dall’agenzia Ansa, i figli maggiori del Cavaliere, Marina e Pier Silvio Berlusconi, hanno ricevuto una quota tale da raggiungere complessivamente il 53% di Fininvest, la holding attraverso cui vengono controllate Mondadori, una partecipazione in MFE (l’ex Mediaset) e una quota di Mediolanum.
La holding è inoltre proprietaria del Monza Calcio — attualmente in Serie A — e del Teatro Manzoni di Milano.
Marina e Pier Silvio detenevano già il 15,3% di Fininvest prima dell’apertura del testamento. La primogenita è presidente di Fininvest, mentre Pier Silvio Berlusconi è amministratore delegato di MFE e consigliere di amministrazione di Fininvest.
I tre figli nati dalla seconda moglie Veronica Lario — Barbara, Eleonora e Luigi — possedevano già il 21,4% di Fininvest e hanno ricevuto la parte restante dell’eredità. All’interno delle aziende di famiglia ricoprono ruoli più marginali: Barbara e Luigi sono consiglieri di amministrazione di Fininvest, mentre Eleonora non ricopre alcun incarico societario.
👉 Leggi anche: UniCredit: le mosse strategiche che muovono il mercato
I lasciti in denaro: Fascina, Paolo Berlusconi e Dell’Utri
Oltre alla redistribuzione delle quote societarie, il testamento di Silvio Berlusconi ha previsto lasciti in denaro a persone a lui vicine:
- 100 milioni di euro al fratello Paolo Berlusconi
- 100 milioni di euro alla compagna Marta Fascina
- 30 milioni di euro a Marcello Dell’Utri, storico amico e collaboratore
Come è stato suddiviso il patrimonio: la logica della divisione
Silvio Berlusconi deteneva il 61% delle quote totali di Fininvest, mentre la parte rimanente era già stata distribuita in misura più o meno uguale tra i cinque figli.
La legge italiana prevede che, in assenza di coniuge e in presenza di più figli, due terzi del patrimonio vengano divisi in parti uguali tra i figli, mentre il terzo residuo può essere assegnato liberamente dal testatore.
In concreto, la quota di Berlusconi in Fininvest è stata ripartita così:
- Il 40% circa di Fininvest è stato diviso in parti uguali tra i cinque figli (8% a testa), rispettando la quota legittima.
- Il restante 20% è andato a Marina e Pier Silvio in parti uguali, come quota disponibile.
Il risultato finale è che i due figli maggiori, sommando le quote già possedute a quelle ereditate, detengono ora la maggioranza assoluta del 53% di Fininvest, mentre gli altri tre figli controllano la parte restante.
Perché Marina e Pier Silvio hanno ricevuto di più: la questione degli equilibri societari
La suddivisione non è stata casuale. Prima dell’apertura del testamento esisteva una disparità strutturale: pur ricoprendo i ruoli apicali nelle società del gruppo, Marina e Pier Silvio detenevano complessivamente una quota inferiore rispetto ai tre figli minori, meno coinvolti nella gestione operativa.
Destinando loro una quota maggiore, Silvio Berlusconi ha perseguito due obiettivi precisi:
- Correggere lo squilibrio tra responsabilità manageriale e peso societario.
- Evitare che i figli minori potessero esercitare un diritto di veto sulle decisioni strategiche delle aziende.
Una scelta attesa da più osservatori del mercato, che garantisce continuità nella governance del gruppo.
👉 Leggi anche: Superbonus 2026: quali lavori restano agevolati e le nuove regole di tracciabilità
Le novità per Fininvest e MFE dopo il testamento
L’eredità di Silvio Berlusconi aveva una rilevanza che andava ben oltre la sfera familiare, perché tre delle principali società controllate da Fininvest sono quotate in Borsa:
- MFE – MediaForEurope (ex Mediaset)
- Mediolanum
- Mondadori
La Fininvest è invece sempre rimasta una società di proprietà privata della famiglia. Con la nuova distribuzione delle quote, la governance del gruppo risulta più stabile e concentrata nelle mani di chi già gestisce operativamente le aziende. Per MFE in particolare, la conferma di Pier Silvio Berlusconi come punto di riferimento strategico rappresenta un segnale di continuità per investitori e mercati.
La solidità dell’assetto proprietario post-testamento è considerata un elemento chiave per le prospettive future del gruppo, in un settore — quello dei media — in rapida evoluzione a livello europeo.
FAQ sul testamento di Silvio Berlusconi
Quando è stato aperto il testamento di Silvio Berlusconi?
Il testamento è stato aperto ufficialmente il 5 luglio 2023, davanti al notaio Arrigo Roveda, alla presenza dei cinque figli e di Marta Fascina.
Quanto vale l’eredità di Berlusconi?
Il patrimonio di Silvio Berlusconi era stimato intorno ai 7 miliardi di euro, concentrato principalmente nella holding Fininvest e nelle società da essa controllate.
Chi ha ereditato la maggioranza di Fininvest?
Marina e Pier Silvio Berlusconi detengono insieme il 53% di Fininvest, garantendo loro il controllo della holding e, di riflesso, delle partecipazioni in MFE, Mondadori e Mediolanum.
Quanto ha ricevuto Marta Fascina dal testamento?
Marta Fascina ha ricevuto un lascito in denaro di 100 milioni di euro, così come il fratello di Berlusconi, Paolo. A Marcello Dell’Utri sono andati 30 milioni di euro.
Cosa succede alle società quotate in Borsa dopo il testamento?
MFE, Mediolanum e Mondadori continuano a operare con una governance stabile, rafforzata dalla concentrazione del controllo di Fininvest nelle mani di Marina e Pier Silvio Berlusconi, che già ricoprivano i ruoli esecutivi principali.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.