Notiziario Notizie Altri paesi Europa Referendum Svizzera su rivoluzione moneta sovrana, ecco cosa cambierebbe

Referendum Svizzera su rivoluzione moneta sovrana, ecco cosa cambierebbe

Domenica 10 giugno la Svizzera voterà sulla proposta di modifica al sistema monetario dopo l’iniziativa pubblica che ha richiesto un referendum nazionale sull’introduzione della cosiddetta “Vollgeld”, ossia moneta sovrana, sostenuta dalla destra libertaria così come dalla sinistra anti-bancaria. Le probabilità che la proposta passi non sono alte, ma nel caso prevalesse il sì l’impatto sull’intero sistema bancario svizzero è potenzialmente enorme.

I dettagli della proposta
La proposta prevede che la Banca nazionale svizzera (BNS) diventi l’unico creatore di denaro, proibendo alle banche commerciali di creare moneta elettronica. Attualmente nei sistemi bancari di tutto il mondo, le banche possono creare moneta elettronica prestando a clienti e accreditando questo importo sui conti.

La proposta quindi da un lato mira a togliere al sistema bancario la capacità di creare moneta scritturale, attribuendo alla banca centrale il diretto controllo della quantità di moneta; dall’altro vuole superare l’interpretazione della moneta come passività della banca centrale, permettendo a quest’ultima di distribuire liquidità direttamente sia al Tesoro che alle famiglie. “La prima parte della proposta ha importanti implicazioni, mentre la seconda ricorda confusamente il meccanismo noto come helicopter money“, sottolinea Marco Maffezzoli, Professore Associato di Economia presso l’Università Bocconi, che aggiunge come la prima parte della riforma rischia di avere “un effetto depressivo, difficilmente quantificabile, sull’offerta di credito bancario – e quindi sull’economia reale – senza portare vantaggi dal punto di vista della stabilità finanziaria”.

Dopo una fase di transizione, è previsto che tutti i depositi a vista diventino passività della banca centrale ed escano dai bilanci delle banche, le quali assumeranno semplicemente il ruolo di gestori. Il sistema bancario non potrà più erogare prestiti che non siano già garantiti da riserve presso la banca centrale.

Obiettivi della proposta
Gli obiettivi della riforma sono molteplici: aumentare la stabilità finanziaria, ridurre i profitti del sistema bancario, eliminare la necessità di costosi interventi di salvataggio liberando lo stato dalla sua condizione di ostaggio delle banche, aumentare la trasparenza del sistema orientandone l’attività al servizio dell’economia reale.

Ripercussioni su economia e franco svizzero
In Svizzera, rimarca un recente studio di Standard & Poor’s (S&P), circa l’85% del ristretto aggregato monetario M1 della BNS (misura di l’offerta di moneta) è denaro elettronico sotto forma di depositi a vista. Solo circa il 15% di M1 sono monete e banconote emesse dalla BNS. “Se passerà il sì – rimarca S&P – si andrebb a impedire alle banche di creare moneta elettronica. Invece, la BNS sarebbe l’unico creatore di mezzi di pagamento legali. S&P ritiene poco probabile che passi il sì, ma anche in tal caso prefigura uno scenario in cui parlamento svizzero e BNS facciano procedere la riforma con cautela per ridurre al minimo l’impatto economico e finanziario sul sistema elvetico.

“Il referendum è rimasto in gran parte sotto il radar al di fuori della Svizzera – commentano gli esperti di Ing – . Ciò potrebbe tuttavia essere un errore. Sondaggi recenti indicano che la vittoria del No non è un affare fatto. Un Sì dovrebbe preannunciare un periodo di grande incertezza, in cui il franco svizzero potrebbe soffrire. A più lungo termine, il credito più costoso e scarso danneggiare l’economia, ma il franco potrebbe beneficiare di politiche deflazionistiche”.