Finanza Notizie Mondo Criptovalute, La vera rivoluzione non è il Bitcoin, ma la Blockchain

Criptovalute, La vera rivoluzione non è il Bitcoin, ma la Blockchain

Pubblicato 30 Gennaio 2018 Aggiornato 30 Maggio 2022 12:50

 

 
 
Bisogna separare la “bitcoin-mania” dalla straordinaria tecnologia blockchain. La riflessione contenuta in un report di Pyrford International Ltd., boutique di investimento specializzata di BMO Global Asset Management, tende a discriminare tra un fenomeno, quello delle criptovalute, che potrebbe essere “passeggero” oltre che ad alto rischio, e una tecnologia, la blockchain, che al contrario dovrebbe crescere e scardinare le antiche modalità di transazione del denaro.

 

Il vantaggio della disintermediazione…

 

Cominciamo dalle origini. Nell’ottobre del 2008, cioè a ridosso della crisi finanziaria globale, un certo Satoshi Nakamoto pubblica un articolo dal titolo “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” proponendo un sistema di pagamento basato sulla rete che sfrutta un registro pubblico decentralizzato, ovvero il “blockchain”.

Ciò di cui abbiamo bisogno – dice Nakamoto – è un sistema di pagamento elettronico basato su prove crittografiche e non sulla fiducia, che permetta a due parti di concludere una transazione senza il bisogno di una terza parte fidata”.
Come sottolinea il report, il concetto essenziale di Nakamoto è utilizzare il potenziale offerto dalla rete per rimuovere gli intermediari (per esempio le istituzioni finanziarie) e sostituirli con un meccanismo di transazioni in tempo reale, sicuro, anonimo, verificabile, affidabile e peer-to-peer.Questo meccanismo è la blockchain: un’architettura complessa ma assolutamente efficace e la moneta digitale è il bitcoin, anche se oggi circolano già più di mille criptovalute”.
 
… e dell’anonimato
 
Ma che cosa è la blockchain? In sintesi, si tratta infatti di una catena di “blocchi”. Ogni blocco contiene i dati relativi alla transazione, un riferimento temporale e un hash pointer che rimanda al blocco precedente. I dati dei blocchi sono impossibili da modificare. E i blocchi di transazioni sono tutti collegati (chained) tramite una firma crittografica che permettere di creare un registro digitale permanente, verificabile e a prova di intrusione.
L’anonimità garantita dalle transazioni in bitcoin ha ovviamente attirato l’attenzione di coloro che hanno un interesse a mantenere la segretezza dei pagamenti e le voci riguardo all’utilizzo di questa valuta legate ad attività illecite abbondano. “Non sarebbe una sorpresa venire a sapere che diversi governi effettuano pagamenti segreti tramite criptovalute”, scrivono gli analisti di Pyrford.

 

Il potenziale della catena

 

Già nel 2015 Sir Mark Walport, capo dei consulenti scientifici del governo del Regno Unito, aveva studiato la blockchain e il report che è seguito, dal titolo “Tecnologie a registro distribuito: oltre la blockchain”, fornisce un’ottima visione d’insieme sulle nuove possibilità aperte da questa nuova tecnologia.

Tra i tanti passaggi di questo report, colpisce il seguente: “Le tecnologie a registro distribuito hanno il potenziale di cambiare il modo in cui i governi raccolgono le tasse, distribuiscono i benefit, rilasciano i passaporti, registrano i dati del catasto, seguono la catena distributiva dei prodotti e in generale garantiscono l’integrità dei registri e dei servizi governativi […] le criptovalute sono di interesse per le Banche centrali e per i dipartimenti finanziari dei governi […] perché la distribuzione elettronica di monete digitali offre diverse opportunità di efficientamento e, a differenza del denaro fisico, è accompagnata da un registro delle transazioni che non è presente per la moneta fisica […] Le tecnologie a registro distribuito potrebbero risolvere diversi problemi di business relativi a costi, duplicati e riconciliazioni”.
E’ evidente che il concetto di blockchain, che – come affermano gli analisti di Pyrford – è rivoluzionario. L’Australian Securities Exchange ha recentemente annunciato che ha in programma di adottare la tecnologia blockchain come sostituto della più datata tecnologia CHESS usata per tenere traccia delle transazioni sul mercato azionario.

E molti altri probabilmente seguiranno – è scritto nel report – La tecnologia blockchain e le criptovalute sono sicuramente destinate a rimanere, tuttavia non è automaticamente vero che per questa ragione i bitcoin continueranno ad aumentare di valore”.

Iniziate a familiarizzare con la terminologia, ne sentirete parlare sempre più spesso”, concludono gli analisti di Pyrford International.