Notiziario Notizie Altri paesi Europa Boom inflazione non risparmia Apple: non escluso ritocco al rialzo prezzi iPhone

Boom inflazione non risparmia Apple: non escluso ritocco al rialzo prezzi iPhone

L’inflazione colpisce anche Apple. Il colosso di Cupertino deve affrontare costi crescenti per la logistica globale e l’aumento degli stipendi dei dipendenti, oltre alla possibilità che i consumatori rimandino la sostituzione del vecchio iPhone con un nuovo modello.

 A maggio, il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è stato dell’8,6%, il livello più alto dal 1981. Altri mercati importanti per le vendite di Apple registrano livelli di inflazione simili o addirittura superiori. L’ultima volta che Apple ha affrontato un contesto inflazionistico come questo, era un’azienda pubblica da meno di un anno e il suo prodotto più venduto era il computer domestico Apple II.

I costi che pesano su Apple

Uno dei costi in aumento che pesano sulle tasche di Apple è legato alla carenza di silicio causata dal lockdown a causa del dilagarsi del Covid in Cina durante la prima metà dell’anno e alla carenza generale di chip meno avanzati necessari per completare i prodotti. IL ceo Tim Cook ha tuttavia affermato che alcuni componenti stanno diventando meno costosi. Apple potrebbe anche dover affrontare un aumento dei costi del lavoro. L’azienda sta aumentando le retribuzioni dei suoi dipendenti retail in risposta alle condizioni di mercato dopo che alcuni rivali, tra cui Google, Amazon e Microsoft, hanno apportato modifiche ai compensi all’inizio dell’anno nel tentativo di attrarre e trattenere i migliori talenti tecnologici.

Ma l’aumento dei costi non è lo scenario peggiore per Apple. Il rischio maggiore è che l’inflazione e altre condizioni macroeconomiche finiscano per danneggiare la domanda dei prodotti Apple. Tradizionalmente, durante una recessione o in presenza di un potere d’acquisto in calo, i consumatori rimandano l’acquisto di beni durevoli, tra cui l’elettronica, dicono gli economisti. Nel caso di Apple, questo potrebbe significare che i consumatori che hanno acquistato un telefono due o tre anni fa potrebbero decidere di non passare all’ultimo modello quest’anno e di rimandare la spesa a quando le condizioni economiche saranno migliori. Gli investitori solitamente credono che i clienti Apple saranno fedeli e quindi propensi a continuare ad aggiornare regolarmente i loro dispositivi, ma una flessione legata all’inflazione potrebbe mettere in discussione questa convinzione, danneggiando il multiplo degli utili di Apple.

Ad aprile Apple ha dichiarato che la domanda rimaneva elevata e ha suggerito di non aver visto segni di deterioramento della fiducia dei consumatori. Ma i mercati degli smartphone e dei computer portatili stanno mostrando alcuni segnali di rallentamento. Il segmento di fascia alta del mercato degli smartphone, dove Apple è leader, sta resistendo meglio di quello delle occasioni a basso costo, anche se le vendite di telefoni hanno iniziato a calare. Secondo Counterpoint, nel “mercato ultra-premium”, ovvero i telefoni che costano più di 1.000 dollari, Apple ha conquistato il 66% delle unità spedite nel primo trimestre. “Con l’aumento dell’inflazione globale, i segmenti entry-level e di fascia di prezzo inferiore saranno probabilmente più colpiti”, scrivono i ricercatori di Counterpoint.

Negli ultimi cinque anni, Apple ha aumentato più volte i prezzi dei suoi iPhone. Nel 2017, Apple ha introdotto un modello di iPhone di fascia alta da 1.000 dollari, che ha attirato una percentuale sostanziale di clienti disposti a pagare di più per un dispositivo più potente. Più recentemente, Apple ha alzato silenziosamente i prezzi anche nel 2020, quando ha aumentato il prezzo di partenza del modello principale e più venduto – all’epoca l’iPhone 12 – da 699 a 799 dollari. Venerdì Reuters ha rilevato che Apple ha aumentato il prezzo del suo telefono di punta in Giappone di quasi un quinto, con l’iPhone 13 entry level che ora costa l’equivalente di 870 dollari. L’azienda potrebbe aumentare i prezzi in modo più generalizzato anche quest’anno? Cook non lo esclude. Forbes nei mesi scorsi ha azzardato che negli Stati Uniti, i prezzi dell’iPhone 14 Pro e dell’iPhone 14 Pro Max dovrebbero aumentare di ben 100 dollari rispetto alle versioni corrispondenti del precedente modello, passando rispettivamente a 1099 e 1199 dollari, mentre l’iPhone 14 Max, il successore a grande schermo dell’iPhone 13 Mini (699 dollari), dovrebbe costare fino a 300 dollari in più rispetto al suo predecessore. Nel caso del top di gamma si tratterebbe di un rialzo di oltre il 9%, superiore quindi al +8,6% dell’attuale inflazione Usa.

Non resta che attendere l’autunno per sapere se il colosso di Cupertino cercherà di far valere il suo status di società con il potere di determinazione dei prezzi e se in effetti i consumatori non batteranno ciglio davanti a questo aggravio di prezzo.