Finanza Notizie Italia Verso brusca frenata anche dei consumi delle famiglie. Confindustria invoca piano shock per l’economia

Verso brusca frenata anche dei consumi delle famiglie. Confindustria invoca piano shock per l’economia

La frenata dell’economia italiana contagia non solo l’industria, ma anche i consumi delle famiglie. Per l’anno in corso la crescita della spesa si dovrebbe fermermare ad un massimo di +0,4%, la metà dell’aumento stimato per il 2019 dal governo (+0,8%), per un totale di 3,6 miliardi di euro di consumi in meno. È quanto emerge dall’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche elaborate da Cer per Confesercenti, che rivede al ribasso le stime iniziali per il 2019.

 

CER stima minori consumi per 3,6 miliardi nel 2019

Si tratterebbe del risultato peggiore degli ultimi cinque anni e un peso anche per il Pil, per il quale la minore crescita dei consumi si tradurrà in una perdita di 2,1 miliardi di euro. Il dato conferma le maggiori difficoltà dell’Italia a superare la recessione rispetto agli altri paesi europei. Tanto che, a fine 2019, i consumi italiani a prezzi correnti saranno ancora 5 miliardi in meno dei livelli registrati nel 2011.

L’appello di Boccia 
Nel weekend è anche arrivato un nuovo appello del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che chiede al governo un “piano shock” per far ripartire l’economia. Un piano che deve contenere “misure coraggiose” con la riapertura immediata dei cantieri delle opere già finanziate. “Il che non avrebbe alcun impatto sul deficit pubblico e creerebbe centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro”, argomenta Boccia sottolineando come i dati di dicembre e gennaio confermano che purtroppo l’Italia subisce il rallentamento economico più di tutti.

Dubbi su efficacia misure governo
Dopo la conferma del rating da parte di Fitch, il governo ha reiterato la convinzione che nella seconda parte dell’anno prenderà vigore la ripresa economica per effetto dei provvedimenti varati con la legge di Bilancio. Boccia invece non vede la ripresa dietro l’angolo. “L’eventuale effetto sulla domanda interna auspicato dal governo non basterà a contenere il rallentamento dell’economia”, rimarca il numero uno di Confindustria che aggiunge: “La questione sociale si deve affrontare puntando sullo sviluppo. Dobbiamo combattere la povertà, non rischiare di far aumentare gli attuali cinque milioni di poveri”.