Notiziario Notizie Italia Telecom Italia: inizia il capitolo Rossi, sul tavolo resta tema azioni risparmio e Open Fiber

Telecom Italia: inizia il capitolo Rossi, sul tavolo resta tema azioni risparmio e Open Fiber

Dopo anni trascorsi in Bankitalia e nel mondo delle assicurazioni passa a quello delle telecomunicazioni. Salvatore Rossi, ex direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, si prepara a scrivere una nuova pagina della sua carriera nei panni di presidente di Telecom Italia, prendendo il posto di Fulvio Conti. 

L’ufficializzazione è arrivata ieri al termine del consiglio di amministrazione di Tim che “ha deliberato all’unanimità la cooptazione di Salvatore Rossi e la sua nomina a presidente del cda, con le attribuzioni da legge, Statuto e documenti di autodisciplina (ivi inclusa la partecipazione di diritto al comitato strategico)”. Il board ha accertato il possesso dei requisiti d’indipendenza di Rossi e confermato la qualifica di consigliere indipendente alla luce delle attribuzioni e del ruolo conferiti. Rossi, si legge nella nota, non risulta detenere azioni Tim. Una nomina che dovrebbe essere ratificata in occasione della prossima assemblea.

Dalle risparmio a Open Fiber, i temi che restano sul tavolo
Adesso il clima potrebbe rasserenarsi. L’uscita di scena a fine settembre di Fulvio Conti era arrivata dopo i dissidi con i francesi di Vivendi, primo azionista di Tim con il 23,9%, che aveva accusato l’ormai ex presidente di non aver tenuto una condotta imparziale lo scorso novembre, quando il cda aveva revocato le deleghe del precedente amministratore delegato Amos Genish, per sostituirlo con Gubitosi.

E come scriveva qualche giorno fa Mediobanca Securities in un report: “Un cda unito a supporto della strategia del ceo è un punto chiave della storia azionaria” di Telecom Italia. Sul tavolo restano infatti diverse questioni da affrontare, come la conversione delle azioni risparmio e il dossier Open Fiber. Sul tema delle risparmio, secondo uno studio di Jp Morgan, citato da La Repubblica, “il costo del capitale delle rnc di Telecom è diventato insostenibile, dato che il privilegio sul dividendo fa sì che l’azienda spenda il 15% l’anno per le risparmio”. “La conversione aumenterebbe la liquidità di Tim, ma per Jp Morgan migliorerebbe anche la governance”, scrive ancora il quotidiano romano.

Capitolo trimestrale: per Equita debolezza sul domestico, bene riduzione debito
Per Salvatore Rossi si avvicina anche l’appuntamento con i conti del terzo trimestre, che il gruppo guidato da Gubitosi comunicherà il prossimo 7 novembre. Gli analisti di Equita, che hanno una raccomandazione buy e target a 0,62 euro su Tim, si attendono “un trimestre debole sul mercato domestico, sia in termini di ricavi (-6,2%) sia di EBITDA (-7,2%)”. Tra le note positive gli esperti della sim milanese indicano in un report datato 18 ottobre “un miglioramento sequenziale su mobile così come nei KPIs del fisso”. “Ci aspettiamo che prosegua la riduzione del debito netto (oltre 200 milioni attesi nel terzo trimestre), guidato da minori capex e miglior controllo sul circolante”, indicano ancora da Equita.

Intanto a Piazza Affari Telecom Italia si muove in territorio negativo, con il titolo che cede lo 0,22% a 0,536 euro.