Finanza Notizie Italia Tariffe telefoniche: l’sms di Vodafone e Tim che aggira lo stop alle bollette a 28 giorni

Tariffe telefoniche: l’sms di Vodafone e Tim che aggira lo stop alle bollette a 28 giorni

Prosegue l’invio degli sms che annunciano un aumento delle tariffe dell’8,6%. L’Antitrust chiamato dal Codacons a intervenire dopo lo stop alle bollette a 28 giorni

“Ai sensi della Legge 172/2017 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, dal 25/03 i servizi e le eventuali promozioni attive sul tuo numero subiranno una modifica delle condizioni contrattuali e si rinnoveranno mensilmente anziché ogni 4 settimane. La tua spesa complessiva annuale non cambia. Il numero dei rinnovi mensili della tua offerta si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo di ciascun rinnovo aumenterà dell’8,6%. Per conoscere i dettagli delle modifiche, le tue offerte attive, informazioni sul recesso o passaggio ad altro operatore senza penali entro i prossimi 30 giorni, chiama il…”.

Questo sms è in giro da qualche giorno e continua ad arrivare sugli schermi dei telefonini dei clienti di Vodafone e Tim. I quali, sui social network, scatenano la loro rabbia.

 

“Fatta la legge, trovato l’inganno” scrive un utente di Twitter, “le compagnie telefoniche tolgono sì la fatturazione a 28 giorni ma praticano un aumento della stessa percentuale, facendo cartello”.

La legge cui fa riferimento l’utente del social network è quella citata all’inizio del messaggio spedito dalle due compagnie telefoniche, seguito poi, il 19 dicembre scorso, dalla delibera dell’autorità Antitrust. Con questa legge si vietava alle compagnie telefoniche di fatturare 13 bollette all’anno da 28 giorni ciascuna (prima erano 12 su base mensile) con previsione di sanzioni in caso di mancato adeguamento entro il 4 aprile 2018.

E in effetti le compagnie telefoniche si stanno adeguando, il messaggio che molti utenti hanno letto sullo schermo del loro telefono lo testimonia.

Hanno letto, però, anche qualcosa che non avrebbero voluto leggere: un aumento dell’8,6% annuo che equivale al maggiore costo che gli utenti pagavano con la fatturazione delle bollette a 28 giorni.

Insomma, la sensazione di essere stati presi in giro, tra i clienti di Vodafone e Tim è forte. Anche perché le compagnie telefoniche non stanno violando alcuna legge. L’utente, se vuole è libero di cambiare operatore.

Tariffe telefoniche: nuovo ricorso all’Antitrust

Il problema è che se tutti gli operatori agiscono alla stessa maniera, per il cliente non c’è possibilità di migliorare la sua situazione. È su questa base che il Codacons ha presentato, lo scorso 24 gennaio, un esposto all’Antitrust contro Vodafone e Tim, denunciando:

Tim e Vodafone, pur tornando alla fatturazione mensile, sembrerebbero aver confermato l’aumento delle tariffe di una percentuale pari all’8,6%, già avvenuto in forza del passaggio alla fatturazione a 28 giorni, richiedendo ai loro utenti lo stesso canone annuo spalmato su 12 mensilità, anziché 13… La sopradescritta pratica commerciale posta in essere da Tim e Vodafone sembrerebbe doversi considerare una strategia collusiva improntata ad un’imposizione unilaterale di vantaggiose condizioni contrattuali in danno dei consumatori”.   

Rimane per il momento in sospeso la situazione per gli utenti di Wind-Tre la quale ha reso noto che “ulteriori variazioni delle offerte sottoscritte dai clienti saranno con un’informativa entro i tempi stabiliti dalla legge” ossia almeno trenta giorni prima del 5 aprile 2018.