Finanza Notizie Italia Solidarietà per 29.500 lavoratori Tim, evitata Cigs. Di Maio: ora referendum interno

Solidarietà per 29.500 lavoratori Tim, evitata Cigs. Di Maio: ora referendum interno

Evitata la cassa integrazione straordinaria per 29.500 lavoratori Telecom Italia. Nella notte è stata raggiunta l”intesa tra sindacati, azienda e governo dopo una lunghissima trattativa iniziata ieri a metà giornata. Telecom ha accolto la richiesta dei sindacati di utilizzare i contratti di solidarietà per 29.500 lavoratori al posto della cassa integrazione straordinaria.

Esuberi gestiti con il prepensionamento
Secondo quanto anticipa Radiocor, l’accordo di massima raggiunto nella notte comprende anche la gestione dei 4.500 esuberi programmati dalla maggiore tlc italiana. L’intesa prevede l’utilizzo dell’art. 4 della legge Fornero, ovvero dei prepensionamenti. Per il 2018 potranno essere collocati in prepensionamento i lavoratori che avevano presentato istanza con l’accordo sottoscritto nel 2015; nel 2019 potranno essere prepensionati quanti maturano il diritto alla pensione entro il 31 maggio 2024; nel 2020 i prepensionamenti sono previsti per chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2025.

Lo scorso 16 maggio TIM aveva inviato al Ministero del lavoro la comunicazione del’intenzione di avviare la CIGS, ai fini di riorganizzazione, che avrebbe riguardato 29.736 lavoratori per 12 mesi. 

Esulta il Ministro dello sviluppo economico e Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio: “Sto uscendo adesso dalla sede del Ministero – ha scritto dopo la mezzanotte Di Maio su Facebook – . E’ tardi, ma sono felice perchè abbiamo raggiunto un accordo importante per la vita di migliaia di persone. Abbiamo chiuso poco fa l’accordo sulla trattativa Tim che sarebbe scaduto questa notte, lasciando in cassa integrazione circa 30.000 lavoratori e senza dare loro risposte concrete”. Di Maio ha aggiunto che seguirà le prossime fasi “con la massima attenzione” e l’accordo dovrà essere approvato anche dai lavoratori con un referendum interno “un principio che è alla base dei valori del Movimento 5 Stelle”.

“Questa crisi aziendale ci fa capire perchè è importante che Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico lavorino all’unisono”, ha conclus Di Maio che ha deciso di tenere la delega alle telecomunicazioni.