Finanza Notizie Italia Silver economy: perché gli over 65 sono un’opportunità per le imprese  

Silver economy: perché gli over 65 sono un’opportunità per le imprese  

 

La chiamano ‘silver economy’, ovvero l’economia che ruota attorno agli over 65. Una fetta di popolazione che giocherà un ruolo chiave nel prossimo futuro per la vita di famiglie, ma anche per le imprese. Un tema affrontato nel lungo studio del Centro studi Confindustria (Csc) a cura di Massimo Rodà e Francesca G.M. Sica, che vedono  proprio ‘nell’economia griglia’ un elemento positivo in termini di “consumi, ricchezze e nuove opportunità per le imprese”. 

La sfida demografica: come coglierla con la Silver economy

Non solo la dinamica ambientale, ma anche quella demografica (soprattutto l’invecchiamento della popolazione) rappresenta una delle sfide più importanti per molti sistemi economici. Sono sotto gli occhi di tutti i cambiamenti degli ultimi decenni, con la popolazione mondiale che è cresciuta rapidamente, diventando più longeva e aumentando la disuguaglianza tra le diverse fasce di età.

Una sfida che vale soprattutto per Paesi come l’Italia, che si caratterizza per una popolazione mediamente molto longeva (83 anni, 11 anni in più dell’aspettativa di vita media nel resto del mondo) e con una quota di over 65 tra le più alte al mondo, il 22,8% del totale. In particolare, il Centro studi di Confindustria indica che l’indice di vecchiaia ha toccato nel 2018 il livello di 173,1 (massimo storico): ogni 100 giovani ci sono 173 anziani (erano 130 nel 2000); l’indice di dipendenza degli anziani ha raggiunto il 35,7%, cioè ogni 3 persone attive nel mercato del lavoro 1 è over 65; il valore più elevato in Europa (31%) e il secondo al mondo dopo il Giappone (46%).

Accanto a fattori che sicuramente impattano in maniera negativa sulle dinamiche economiche e sociali, tra cui l’aumento dei costi sanitari, la carenza di profili professionali e di servizi finanziari per gli anziani, le difficoltà nel rendere sostenibili i sistemi pensionistici, la Silver Economy offre importanti potenzialità. Il ventaglio va dalle erogazione di servizi sanitari (la c.d. Long Term Care, ovvero le prestazioni per la non autosufficienza, dall’assistenza alle residenze per anziani), all’offerta di beni e servizi ad hoc per la terza età che spaziano dai servizi residenziali a quelli culturali e ricreativi, ai viaggi e turismo, domotica, alimentazione.

Over 65 in Italia: alcuni numeri e alcune tendenze

Un esercito, quello della silver economy, in aumento. La domanda direttamente attribuibile agli over 65 è, infatti, ampia e in aumento: vale circa 200 miliardi di euro, quasi un quinto dei consumi delle famiglie italiane, e raggiungerà il 30% nel 2050. Nel prossimo decennio la struttura dei consumi non dovrebbe cambiare in modo significativo, ma si assisterà ad un aumento della dimensione della Silver Economy sulla spesa delle famiglie residenti: sotto l’ipotesi che la propensione al consumo rimanga costante, nel 2030 la quota varrà circa il 25% del totale e nel 2050 circa il 30%.

Rispetto a un decennio fa gli “anziani” sono in grado di generare una domanda potenziale maggiore, crescente e diversificata, anche considerato che la loro situazione reddituale e finanziaria è più solida e più stabile rispetto alle altre classi di età e ha risentito poco della lunga crisi economica. Cosa cambia in termini di spesa? Gli esperti del CsS che hanno affrontato il tema della ‘silver economy’ sottolineano che “i consumi degli over 60 sono più alti rispetto a quelli degli under 30 nel comparto dell’alimentazione, della casa e della salute. Rispetto a dieci anni fa gli anziani spendono di più per internet (utilizzato da quasi il 30% dei 65-74enni), per attività culturali (teatro, cinema e musei) e per la pratica sportiva”.

“Catturare questa domanda potenziale è un’opportunità che le imprese non possono lasciarsi sfuggire”, indicano Massimo Rodà e Francesca G.M. Sica, autori dell’approfondimento del CsC, sottolineando che “gli anziani in salute rappresentano un segmento di consumatori appetibile per le imprese. Diverse aziende stanno ritarando i propri prodotti, beni o servizi, a misura di anziano.

Più nel dettaglio bisogna considerare il fatto che gli over 65 si caratterizzano per un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35); un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35); una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila); una solidità finanziaria superiore, con 1 anziano su 10 indebitato (a fronte di quasi 1 su 3 tra gli under 40). C’è anche un’incidenza della povertà inferiore della metà rispetto agli under 35 (13% rispetto 30%). Non solo hanno mostrato una resilienza al ciclo economico visto che il reddito medio annuo degli over 65, tra le diverse fasce d’età, è l’unico ad avere superato i livelli pre-crisi.