Finanza Notizie Italia Rumor Bce spingono l’euro, vendite su Bund e Btp. Banche azzoppano il Ftse Mib

Rumor Bce spingono l’euro, vendite su Bund e Btp. Banche azzoppano il Ftse Mib

La Bce si appresta a valutare l’uscita dal QE e il mercato attende con sempre maggior ansia il meeting di giovedì 14 giugno. Oggi Praet ha avallato i rumor della vigilia dicendosi fiducioso che il target di inflazione verrà raggiunto e quindi la Bce dovrebbe subito iniziare a valutare l’sucita dal QE. 

Secondo quanto riportato ieri da Bloomberg, l’istituto di Francoforte potrebbe dettagliare settimana prossima le modalità di chiusura del QE. Stamattina il capo economista della BCE, Peter Praet, ha confermato che la Bce è pronta a discutere e valutare già la prossima settimana le modalità di uscita dalle politiche ultra-espansive con forza economia e crescita salari che dovrebbero spingere l’inflaizone verso il target del 2%. “La prossima settimana, il Consiglio direttivo della Bce valuterà se i progressi finora sono stati sufficienti a giustificare una graduale uscita dal QE”, ha aggiunto Praet, sottolineando che si tratterà comunque solo di un “giudizio”.

Parole che stanno sostenendo l’euro (1,176 contro il dollaro) e di contro spingendo le vendite sui Bund. Il rendimento del decennale tedesco è salito rapidamente allo 0,41% dallo 0,366% della vigilia.

Btp soffrono ancora, spread a 250 pb e banche sotto stress
Intanto si profila un’altra giornata difficile per gli asset Italia. In attesa del passaggio alla Camera del premier Conte per ottenere la fiducia, questa mattina fioccano le vendite sui Btp e di pari passo si muove in deciso ribasso Piazza Affari. L’indice Ftse Mib cede l’1% a quota 21.513 punti. E’ stato annullato quasi totalmente il rimbalzo avvenuto dopo la soluzione della crisi politica con l’accordo per il governo M5S-Lega con il saldo da inizio anno di Piazza Affari tornanto in negativo.

Ieri il nuovo governo Conte ha ottenuto la fiducia al Senato con il mercato che non ha accolto bene le parole del nuovo premier. La conferma di tutte le proposte di politica fiscale espansiva contenute nel contratto di governo hanno ridestato i timori sul fronte debito e il rendimento dei Btp è tornato a salire. “Il rimarcare la matrice populista del governo così come lo spauracchio della Troika successivamente ventilato dall’ex premier Monti hanno evidentemente infastidito gli investitori”, sottolinea Mps Capital Services.

“La situazione politica italiana resterà incerta e, considerando il suo potenziale impatto sulla politica della Bce, la volatilità del mercato potrebbe continuare ad essere elevata”, sottolinea Yoshinori Shigemi, strategist di JP Morgan Asset Management.

Lo spread Btp-Bund si mantiene sostenuto tornando quota 250 punti base dopo avere oltrepassato quota 240 punti nella seduta di ieri in scia al discorso del premier Giuseppe Conte. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario si attesta al 2,89%, in netto rialzo dai minimi a 2,72% di avvio giornata.

 

A pagare maggiormente dazio anche oggi sono banche, le più sensibili al rischio Btp. Oltre -2% per Unicredit, -2,6% per Intesa Sanpaolo. 

Tra le big del listino milanese cede terreno anche Eni (-0,53%) nonostante Societe Generale abbia alzato il prezzo obiettivo da 17 a 19 euro, confermando il giudizio Buy.

Tra i segni più spiccano sono Stm (+1,22%) e Mediaset (+0,68%)