Finanza Notizie Italia Ora legale tutto l’anno: ecco quanto ci farebbe risparmiare

Ora legale tutto l’anno: ecco quanto ci farebbe risparmiare

Come ogni anno, nell’ultimo week end del mese di ottobre dobbiamo passare dall’ora legale a quella solare. Questa volta dovremo spostare le lancette di un’ora indietro la notte tra sabato 29 e domenica 30 ottobre. Nel corso delle ultime settimane, però, si è aperto il dibattito sull’opportunità di adottare l’ora legale per tutto l’anno. Il motivo di questa ipotesi è strettamente legato al caro bollette: negli ultimi sette mesi, l’ora legale ha permesso ai consumatori di risparmiare, complessivamente, qualcosa come 190 milioni di euro. A questo punto è necessario porsi una domanda: è davvero una buona idea passare all’ora solare in un momento in cui le giornate diventano più corte?

L’ora legale Vs ora solare

La prima volta che l’ora legale è comparsa in Italia era il 1916. Dopo varie sospensioni, alcune delle quali dettate dalla Seconda Guerra Mondiale, venne ufficialmente adottata nel 1965. Lo scopo, fin da subito, era stato quello di risparmiare energia elettrica. Oggi, proprio in prossimità della data di ritorno dell’ora solare, c’è chi inizia a fare i primi conti per capire quanto questo cambiamento ci possa costare. Tenere spente le luci per un’ora in più al giorno, potrebbe dimostrarsi molto utile, in un periodo contraddistinto dal caro bollette.

Una prima stima è arrivata grazie a Conflavoro Pmi, l’associazione che tutela e rappresenta le piccole e media imprese. Secondo il Centro Studi dell’associazione mantenendo l’ora legale si potrebbero risparmiare fino a 2,7 miliardi di euro nel corso del 2023.

Nello studio redatto da Conflavoro Pmi vengono effettuati alcuni esempi pratici, che ci possono servire a comprendere quali benefici ci siano a mantenere l’ora legale:

Sulla base di un calcolo spannometrico, ipotizzando che nel periodo in cui vige l’ora solare si applicasse l’ora legale (da 30 ottobre al 26 marzo, per un totale 147 giorni), si acquisterebbe un’ora di luce naturale al giorno in più, per complessive 147 ore. Da qui, la nostra stima di risparmio.

Il fabbisogno energetico in Italia

Lo studio precisa che la previsione si basa direttamente sul fabbisogno energetico certo, basato sui dati forniti direttamente da Terna nel 2021, che vedono i consumi attestarsi su 318,1 miliardi di KWh, rinnovabili comprese. Il costo dell’energia elettrica è stato calcolato basandosi sul prezzo del mercato tutelato da Arera: 0,51 euro/KWh per il mese di ottobre 2022.

Le previsioni di spesa potrebbero anche essere riviste al rialzo, dato che nel corso dei primi otto mesi del 2022 è stato registrato un fabbisogno mensile pari a 25,9 miliardi di KWh, che potrebbero arrivare a oltre 354 miliardi KWh entro la fine dell’anno.

Altroconsumo ha stimato che tra il 2004 ed il 2021 l’Italia, grazie all’ora legale, ha risparmiato quasi 10,5 miliardi di KWh. In termini più strettamente economici, questo risparmio si traduce per i cittadini in circa 1,8 miliardi di euro spesi in meno. Il lato positivo dell’ora legale non si fa sentire unicamente sulle tasche dei risparmiatori, ma corrisponde anche ad un minor impatto ambientale in termini di CO2. Grazie all’ora legale, quindi, si potrebbe evitare di immettere in atmosfera quasi 200 mila tonnellate di anidride carbonica.

Ora legale: ecco perché ci fa risparmiare

Cerchiamo di capire perché, con l’ora legale, si risparmia sulla bolletta. Nei mesi compresi tra marzo ed ottobre c’è a disposizione più luce, dato che il sole sorge prima e tramonta più tardi. Portando avanti le lancette di un’ora, le ore di luce coprono meglio quelle destinate alle attività umane. In questo modo è possibile godere di un’ora in più di luce alla sera.

In Italia, nel caso in cui ci fosse l’ora solare, il sole nei mesi estivi sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20.00. Con l’ora legale il periodo di luce (dall’alba al tramonto) è compreso tra le 5.30 e le 21.00. Questo permette di accendere le luci di sera un’ora più tardi.

Che cosa ha deciso l’Europa

Dopo una consultazione pubblica, avvenuta tra il mese di luglio e quello di agosto del 2018, il Parlamento Europeo ha deciso, con l’84% dei voti a favore, l’abolizione dell’obbligo, per i vari paesi membri, di passare da un’ora all’altra due volte all’anno. Entro la fine del 2021, ogni paese avrebbe dovuto decidere, in piena autonomia, se adottare per sempre l’ora legale o quella solare. Nessuno dei paesi, che fanno parte dell’Unione europea, ha legiferato in merito. Sono in pochi che hanno dichiarato apertamente le proprie intenzioni.

L’Italia, per il momento, ha chiesto all’Europa di non decidere. Il Governo Conte bis avrebbe inoltrato una formale richiesta a Bruxelles per lasciare le cose come stanno. Recentemente, però, si stanno susseguendo degli appelli alle istituzioni – una delle ultime è arrivata dal Sima, Società Italiana di Medicina Ambientale – per spingere l’Italia a tenere per sempre l’ora legale. La domanda che in molti si pongono è se abbia senso continuare ad alternare ora legale con ora solare, soprattutto alla luce dei prezzi dell’energia. Non ci converrebbe tenere l’ora legale tutto l’anno?