Finanza Notizie Italia Non solo TAV, cantieri fermi per 27 miliardi. Da sblocco possibile impatto di oltre +1% sul Pil

Non solo TAV, cantieri fermi per 27 miliardi. Da sblocco possibile impatto di oltre +1% sul Pil

Sos cantieri. A inizio 2019 in Italia ci sono cantieri bloccati per un valore complessivo di 27 miliardi di euro, senza contare la TAV Torino-Lione (dati indagine ANCE). Questo valore si riferisce a investimenti in opere pubbliche la cui realizzazione è ferma per ragioni burocratiche. La stima, rimarca il Centro Studi di Confindustria nel report Congiuntura Flash, potrebbe anche essere inferiore al valore effettivo dei lavori fermi, perché l’indagine non copre tutti gli appalti.

Spinta a settore costruzioni e non solo
Nel debole contesto economico italiano, riaprire tali cantieri potrebbe avere un forte impatto espansivo sulle costruzioni e su diversi altri settori. Secondo le stime del CsC, questa mossa può spingere il PIL italiano di oltre l’1% in tre anni rispetto allo scenario previsivo di base, con un aumento molto limitato del deficit. 

 

CsC vede 2019 difficile per industria e dinamica produzione ancora negativa
Per l’Italia si prospetta un anno difficile tra export debole, investimenti attesi in calo, industria in sofferenza.  “Il commercio globale è in calo: Cina in rallentamento e pesa l’Eurozona debole, con la manifattura in flessione e la BCE che tiene i tassi a zero”, rimarca il report di CSC che cita anche i rischi di una frenata degli Usa.

Relativamente all’Italia, tengono finora i consumi, ma con un futuro incerto e l’attività economica che a inizio 2019 resta debole. Il PMI a gennaio è sceso a 48,8 (da 49,5 nel 4° trimestre 2018), con un calo marcato nel manifatturiero, per valutazioni più negative su ordini e produzione, meno nei servizi.

A gennaio per la produzione industriale Confindustria si aspetta un piccolo rimbalzo, anche per la ricostituzione delle scorte (stime CSC), ma il trasporto di gas a uso industriale è sceso del 5% e preoccupa il calo degli ordini (-2,0% a fine 2018). Nei mesi successivi, dunque, la dinamica della produzione rischia di essere ancora negativa, dopo il forte calo dell’ultimo quarto del 2018 (-1,1%), quando si è ridotto molto il fatturato (-1,6%), specie nei beni intermedi.

La minore fiducia delle imprese, che in particolare giudicano peggiorate le condizioni per investire, fa prevedere una frenata della spesa per macchinari, attrezzature e altro capitale fisso. La produzione di beni strumentali in Italia è già scesa bruscamente nel 4° trimestre 2018 (-1,3%). Da inizio 2019, inoltre, restano in campo minori incentivi fiscali per gli investimenti produttivi.