Finanza Notizie Italia Milano Fashion week alle porte: sistema moda primo in Europa per produzione e valore aggiunto

Milano Fashion week alle porte: sistema moda primo in Europa per produzione e valore aggiunto

 

Italia batte Europa quando si parla di sistema moda. Un primato europeo in termini di produzione e valore aggiunto (pari a 3 volte quello tedesco, 4 volte quello spagnolo e quasi 5 volte quello francese). Nella catena globale del valore il Belpaese si piazza al quarto paese al mondo in termini di produzione e contribuisce in maniera significativa alle filiere produttive di moda dei partner del Vecchio continente. In vista dell’inizio della Milano Fashion Week, la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha elaborato l’analisi “Il sistema moda italiano tra tradizione e innovazione”, snocciolando numeri e prospettive per uno dei settore chiave dell’economia italiana.

I fondamentali di crescita del sistema moda italiano restano solidi, pur in uno scenario non esente da rischi legati alla possibile flessione del commercio internazionale. L’analisi condotta da Intesa Sanpaolo passa in rassegna il sistema moda che comprende tessile, abbigliamento e calzature, che nel 2017 ha generato  24,2 miliardi di euro di valore aggiunto. Rappresenta il 10% del manifatturiero e occupa circa 500 mila addetti, ovvero il 15,5% degli occupati complessivamente nella manifattura italiana. “Non si tratta solo di un’eccellenza nazionale – sottolinea Gregorio De Felice, capo economista Intesa Sanpaolo -. La moda Made in Italy mantiene saldo il suo primato in Europa, sia in termini di produzione che di valore aggiunto. Più di un terzo del valore aggiunto generato dal sistema moda dell’Unione Europea è associabile all’Italia (33,9%), una quota pari a tre volte quella tedesca, quattro volte quella spagnola e quasi cinque volte quella francese”.

Il primato italiano è evidente anche in termini di saldo commerciale, in attivo per quasi 20 miliardi di euro a fine 2017. “È un dato rilevante, soprattutto se confrontato con il disavanzo francese (-13,9 miliardi), tedesco (-19 miliardi) o del Regno Unito (-21 miliardi) – afferma De Felice -. Si tratta, inoltre, di un importante indicatore di competitività, che sintetizza diversi punti di forza della filiera produttiva italiana”.
Un punto di forza sta nell’organizzazione reticolare tipica dei distretti industriali. L’ampia base produttiva preserva nel tempo competenze e know-how, supportando una forte diversificazione di prodotto e l’elevata qualità della produzione Made in Italy. Il 70% circa delle esportazioni italiane della moda (pari a circa 51 miliardi di euro nel 2017) si posiziona sull’alta gamma. Sebbene la pressione concorrenziale sia elevata, soprattutto con l’avanzata dei player asiatici, l’Italia riesce ancora a mantenere elevate quote di mercato che, nell’alto di gamma, raggiungono il 16% nelle calzature e il 21% nel comparto pelli e pelletteria.

Soffermandosi sulle prospettive, il fatturato del sistema moda è destinato a crescere, secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, a un tasso medio annuo dell’1,5% nel periodo 2019-22, a prezzi costanti. A sostenere questa crescita sono soprattutto i mercati esteri, oltre a una ripresa del mercato interno. La propensione all’export del settore, già strutturalmente elevata (61,4% nel 2017), è infatti destinata ad aumentare ancora (fino a sfiorare il 66% nel 2022), spingendo verso un ulteriore miglioramento del saldo commerciale, che potrà avvicinarsi ai 25 miliardi di euro nell’orizzonte del 2022.

In un contesto di domanda globale in espansione, secondo Gregorio De Felice la sfida da cogliere sarà quella di approfittare di una crescita aggiuntiva della domanda mondiale dei prodotti di alta gamma che al 2021 stimiamo in circa 42 miliardi di dollari rispetto al 2016. “Intercettare tale domanda aggiuntiva rappresenta, per le imprese della moda italiana, un’importante sfida da cogliere. – sostiene l’esperto – Le opportunità di crescita si concentrano, soprattutto, nei mercati più distanti dall’Italia, quali Cina-Hong Kong, Giappone, Canada, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, dove l’alta gamma Made in Italy ha già conquistato traguardi importanti e continua a ricevere grande attenzioni”. E nel futuro del sistema moda italiano, sostenibilità, qualità e innovazione faranno sempre
più la differenza con i nostri concorrenti.

 

Buone le prospettive per il fatturato del sistema moda, al traino dei mercati esteri

Intesa Sanpaolo

Fonte:  Rapporto Analisi dei Settori Industriali, Prometeia-Intesa Sanpaolo, Maggio 2018