Finanza Notizie Italia Indagine Manpower: “avvio lento” per il mercato lavoro nei primi mesi del 2018  

Indagine Manpower: “avvio lento” per il mercato lavoro nei primi mesi del 2018  

Tempo di previsioni per il mercato del lavoro che inizierà il 2018 senza verve. Anzi, i primi tre mesi dell’anno saranno caratterizzati da un avvio lento. I datori di lavoro italiani, infatti, segnalano piani di assunzioni generalmente modesti per il primo trimestre del 2018, solo le grandi aziende hanno una previsione pari a +16 per cento. Queste le principali indicazioni che emergono dall’ultimo Meos (ManpowerGroup Employment Outlook Survey), l’indagine trimestrale sull’occupazione dell’agenzia del lavoro ManpowerGroup.

Secondo il sondaggio, solo il 6% dei datori di lavoro prevede un aumento del personale, il 7% si attende una riduzione e l’84% indica che la situazione non muterà. Le intenzioni di assunzione sono 3 punti percentuali più deboli rispetto al trimestre precedente ma rimangono relativamente stabili rispetto al primo trimestre 2017.

“Nel primo trimestre del 2018 non sono prevedibili sostanziali cambiamenti migliorativi nell’andamento delle assunzioni. I datori di lavoro assumono personale solo quando necessario, per essere più agili nel breve periodo e
riuscire ad adattare costantemente i livelli di forza lavoro per poter soddisfare le diverse necessità”, afferma Stefano Scabbio, presidente area mediterranea, nord ed est Europa di ManpowerGroup.

Mercato del lavoro nel mondo: l’Italia frena, boom di Giappone, India e Stati Uniti
E calata in un contesto globale, l’Italia rimane ancora indietro. Secondo l’indagine trimestrale sull’occupazione condotta da ManpowerGroup, effettuata su circa 59.000 datori di lavoro in 43 Paesi, il 2018 aprirà con previsione di crescita occupazionale zero per l’Italia (in compagnia dell’Austria) al contrario di quanto succederà nei Paesi dell’area Asia Pacifico, dove si registrerà un incremento del numero dei dipendenti da un massimo del 25% a Taiwan e del 24% in Giappone, fino a valori minori ma sempre significativi della Cina, che torna a “correre” con un +8%. Positive anche le previsioni per gli Stati Uniti, dove è prevista una crescita del 19 per cento.