Finanza Notizie Italia In Italia nei primi del 2019 si arriverà a 10mila start up. Cinque consigli per aver successo

In Italia nei primi del 2019 si arriverà a 10mila start up. Cinque consigli per aver successo

Nei primi mesi del 2019 le start up italiane raggiungeranno il traguardo fatidico delle 10.000 unità. Un numero che rivela quanto oggi il fenomeno sia in costante crescita. A fine 2018 difatti le startup innovative sono 9.758, per un incremento di 111 unità nel corso di un trimestre. A renderlo noto l’ultima edizione del rapporto, relativa al quarto trimestre del 2018 realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da InfoCamere, la società informatica del sistema camerale, in collaborazione con Unioncamere.

Le start up in Italia

Guardando all’Italia, le startup innovative rappresentano circa il 3% di tutte le società di recente costituzione, e in alcune aree del Paese la loro incidenza raggiunge picchi del 5% a livello regionale (Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige) e del 6% a livello provinciale (Trieste, Trento e Ascoli Piceno). Il principale polo attrattivo per le imprese innovative italiane è ancora una volta Milano, sede di ben 1.687 startup (17% del totale nazionale), più che in qualsiasi altra regione italiana. Al secondo posto Roma sempre più vicina a quota mille (969, il 10% nazionale).

I consigli per avere successo in una start up

Ne individua cinque Toucan Toco. Il primo considerare la raccolta di finanziamenti come un mezzo, non un fine. “È quindi importante sfruttarla come strumento di crescita, da utilizzare per aumentare il valore e la profittabilità e non per compensare il costo di strutture troppo grandi, per reclutare talenti super qualificati o per sostenere un business model inefficace” scrivon gli esperti. Secondo non ricorrere al fundraising per battere la concorrenza. Qui uno studio di Kerry Jones su oltre 150 start up che sono fallite, tra quelle che hanno raccolto più di 10 milioni il 19% afferma di aver fallito a causa di una concorrenza troppo forte. Il fundraising non è quindi la chiave di differenziazione sul mercato” scrivono “che si può invece ottenere con una costante innovazione”. Terzo non fare il passo più lungo della gamba: basandosi sullo stesso studio è emerso che il 30% delle startup non ha avuto successo a causa della mancanza di finanziamenti supplementari. Quarto dedicare tempo allo sviluppo del prodotto e quinto infine collaborare con gli investitori, “per non rischiare di essere acquisiti dopo il primo round e continuare quindi con profitto e soddisfazione la propria attività, gli startupper devono sapere collaborare a lungo termine con gli investitori, mettendo in luce e sviluppando il valore della propria idea”.