Finanza Notizie Italia Governo vuole evitare spauracchio licenziamenti in Tim. Di Maio: dialogo con tutti pensando ai posti di lavoro

Governo vuole evitare spauracchio licenziamenti in Tim. Di Maio: dialogo con tutti pensando ai posti di lavoro

Prende sempre più corpo la possibilità di una aggregazione della rete Tim con quella di Open Fiber. Il vice premier Luigi Di Maio ha confermato che il governo è al lavoro per favorire la nascita di player unico italiano. “Stiamo lavorando per creare le condizioni affinché venga creato un singolo player italiano”, ha affermato Di Maio che intende procedere a ritmo spedito parlando con tutti gli interessati e risolvere la questione entro la fine dell’anno. “I pentastellati sono i principali sponsor dell’operazione che troverebbe comunque l’avallo di Lega e Tesoro.

“Non c’è nessuna volontà di fare espropri – ha detto Di Maio intervenendo a La7 – e in tal senso agiremo dialogando con tutti e pensando ai posti di lavoro”.

I nodi del dossier Tim 
Il dossier tim è molto delicato per il governo poichè ci sarebbero in ballo 22mila posti di lavoro che in base alle ultime stime potrebbero salire a 30mila nel giro di due anni. Stando a quanto riferito da Il Sole 24 Ore, ci sarebbero 22mila posti di lavoro a rischio in Telecom Italia, e potenzialmente potrebbero salire a 30mila nell’arco di un paio d’anni, e pertanto il governo vorrebbe intervenire indirettamente favorendo una fusione della rete di Tim con quella di Open Fiber. Inoltre il quotidiano di Confindustria parla anche del rischio di un assalto al fortino Telecom da parte di Orange, che già in passato aveva mostrato interesse al dossier Telecom.

L’operazione avverrebbe sotto la regia di Cdp che detiene una quota vicina al 5% in Telecom Italia e al 50% in Open Fiber. Telecom Italia, che a inizio anno ha avviato l’ter per la separazione della rete, nel recente passato ha più volte sottolineato la disponibilità a discutere un’integrazione con Open Fiber. Di contro Enel, azionista di riferimento di Open Fiber insieme alla Cassa Depositi e Prestiti, si era mostrata più fredda con disponibilità a un accordo commerciale ma non a un’integrazione.