Notiziario Notizie Italia Governo pensa a riforme a rate, verso partenza a singhiozzo per reddito di cittadinanza e Quota 100

Governo pensa a riforme a rate, verso partenza a singhiozzo per reddito di cittadinanza e Quota 100

Dietro lo scontro a parole, con poche aperture per il momento a modifiche sostanziali alla Manovra, il governo M5S-Lega nasconde la crescente necessità di trovare un compromesso con l’Unione Europea. Una soluzione potrebbe essere quella di mantenere l’obiettivo del 2,4% di deficit per il 2019 per non perdere di credibilità davanti all’elettorato, ma allo stesso tempo creare le premesse per un contenimento del deficit nel corso del prossimo anno mettendo in atto una sorta di “rateizzazione” delle riforme messe nero su bianco nella legge di bilancio rigettata dall’Ue.

L’intento è quello di diluire nel tempo i costi più rilevanti, ossia reddito di cittadinanza e Quota 100. Per il primo, stando a quanto riporta oggi Il Corriere della Sera, serviranno mesi per realizzare il testo di legge e pertanto si potranno dilazionare le risorse. Addirittura il quotidiano di via Solferino indica la possibilità che i 9 miliardi di euro previsti nel primo anno di implementazione saranno poi ripartiti per il triennio 2019-2021. Discorso simile per la riforma pensionistica che sarà fatto con un po’ di ritardo rispetto al target di gennaio, in modo da diluirne i costi, e con l’idea di avviare una prima fase sperimentale.

Convincere l’UE senza rinunciare alle promesse elettorali
In questo modo il governo giallo-verde intende far capire alla Commissione europea la sua voglia di collaborare senza però rinunciare all’impianto di base della Manovra. Ammorbidimento delle posizioni che trapela dalle dichiarazioni degli ultimi giorni con anche Matteo Salvini e Luigi Di Maio che si stanno rendendo conto che livelli di spread così elevati non sono sostenibili a lungo.

Tria e non solo, cresce il fronte dei “responsabili”
Stando alla ricostruzione odierna su alcuni organi di stampa il ministro Giovanni Tria, che avrebbe nuovamente minacciato le dimissioni con un nuovo intervento del Colle per evitare che lo strappo si consumasse, nel corso del consiglio dei ministri di sabato scorso aveva avvertito circa il forte pericolo derivante da spread a questi livelli con la pressione sulle banche che rischia di divenire insostenibile e il governo dovrà spendere dei soldi per salvarle. Pensiero ribadito in parte nell’intervento di ieri sera a Porta a Porta.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, che in questi giorni ha più volte espresso preoccupazione per i risvolti dello spread sulle banche. L’esponente leghista ha avvisato che con spread in area 400 sarà necessario intervenire con risoluzione. In tal senso Il Corriere anticipa che Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, stia preparando “un intervento molto forte” in vista del discorso che terrà il 31 ottobre alla Giornata del risparmio.