Finanza Notizie Italia Famiglie italiane e crisi Covid: 3,4 mln quelle che hanno perso più del 50% del reddito. In difficoltà soprattutto gli autonomi

Famiglie italiane e crisi Covid: 3,4 mln quelle che hanno perso più del 50% del reddito. In difficoltà soprattutto gli autonomi

Mentre si attendono i dettagli sull’avvio della cosiddetta Fase 2, con il premier Giuseppe Conte che dovrebbe entro la fine della settimana illustrare il piano che potrebbe partire il prossimo 4 maggio, l’emergenza Covid-19 continua ad avere inevitabili ripercussioni a livello economico sulle famiglie italiane. Stando ai dati dell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il 58,6% dei rispondenti, pari a 10.800.000 famiglie, ha dichiarato di aver visto calare il proprio reddito a causa della situazione in corso, con una riduzione media complessiva stimata per questo sotto-campione pari a circa il 60% delle entrate.

Più nel dettaglio il 12,1% degli intervistati, equivalenti a circa 2.223.000 famiglie, ha detto di aver visto sparire più del 50% del reddito familiare e il 6,4% (1.179.000 famiglie) ha addirittura ammesso di aver perso il 100% delle entrate. Se si analizza la situazione a livello territoriale emerge che il calo dei redditi ha colpito tutto il Paese, ma l’impatto maggiore è stato al Sud e nelle Isole.

Calo dei redditi, in crisi molti italiani

A livello nazionale, un rispondente su 5 (19,4%), pari a circa 3.586.000 famiglie, ha dichiarato di trovarsi già oggi in difficoltà economica, mentre il 38,7% dei rispondenti, vale a dire 7.148.000 famiglie, ritiene di potercisi trovare a breve se il quadro non migliorerà. Ed è sempre nel sud Italia che la situazione appare più critica, con le famiglie che hanno dichiarato di essere già oggi in difficoltà economica che sono pari al 23%. Condizione altrettanto difficile anche tra i nuclei con figli minorenni (23,8%) e in quelli monoreddito (25%). Vivono soprattutto al Nord Ovest, invece, gli italiani che hanno dichiarato di potersi trovare a breve in difficoltà (45,4%).

In difficoltà economica soprattutto i lavoratori autonomi

Analizzando i dati in base alla professione dei rispondenti si vede come la crisi abbia in questa fase colpito più duramente le famiglie di liberi professionisti, piccoli e medi imprenditori e lavoratori autonomi. Tra i rispondenti che rientrano in queste categorie, il 23,6% ha detto di aver ridotto di oltre il 50% il reddito familiare e il 12,1% ha addirittura dichiarato di avere perso tutte le entrate economiche. La percentuale di chi, tra queste tipologie di lavoratori, ha visto sparire l’intero reddito è doppia rispetto alla media nazionale (6,4%) e tripla se confrontata con quella di chi è assunto con un contratto da dipendente (3,8%). Quasi un autonomo su 4 (23%) ha dichiarato di essere già oggi in difficoltà economica e addirittura più di uno su 2 (52%) ha ammesso di potercisi trovare a breve se le cose non miglioreranno (a fronte di una media nazionale pari al 38,7%).

Gli aiuti previsti dal Governo: bonus da 600 euro, il più utilizzato

Sempre per far fronte alla situazione di difficoltà, 2.400.000 famiglie (pari a circa il 13,1%) hanno utilizzato una o più misure introdotte dai decreti del Governo. Guardando ai soli interventi per i quali gli italiani hanno potuto scegliere se aderire o meno, quello più utilizzato è stato il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva (48,7% di chi ha fatto uso di aiuti governativi), seguito dal prolungamento della validità della polizza Rc auto o moto e del rinvio dell’obbligo di revisione (13,2%). Terzo posto per la possibilità di sospendere le rate del mutuo (9,8%).

Ma quali sono gli interventi ritenuti più utili agli occhi degli italiani? Al primo posto si è posizionato, con il 52,8% delle preferenze, il divieto di licenziamenti e l’ampliamento della cassa integrazione, seguito dal bonus di 600 euro per autonomi e partite Iva (47,5) e dalla possibilità di sospendere le rate del mutuo (39,2%). Quarto posto per il fondo di garanzia per i prestiti alle imprese (29,7%).