Notiziario Notizie Italia Esuberi UniCredit: gilet azzurri della Fabi minacciano marcia fino a Parigi

Esuberi UniCredit: gilet azzurri della Fabi minacciano marcia fino a Parigi

I bancari italiani in marcia verso l’Eliseo per portare il caso dei 10mila esuberi di UniCredit direttamente all’attenzione del presidente francese Emmanuel Macron. Ad annunciare la “marcia su Parigi” è stato Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, dalle pagine de Il Sole 24 Ore. “Siamo pronti ad andare a manifestare in Francia sotto l’Eliseo, a Parigi. Se l’amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier, andrà avanti con il piano industriale da 10mila esuberi, porteremo il caso direttamente all’attenzione del presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron” così Sileoni.

Il caso UniCredit preoccupa i sindacati

La Fabi, insieme a First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, sono tutt’oggi impegnati nel rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei 290mila bancari Abi. Ma è il caso UniCredit che infiamma il dibattitto all’interno del settore bancario. Carmelo Raffa, Coordinatore della FABI SICILIA, preannuncia azioni eclatanti dopo la riunione dei quadri del sindacato convocata per il 10 settembre. Non staremo con le mani nelle mani, – afferma Raffa – e al Signor Mustier faremo vedere i sorci verdi. Messina, Sicilia, tutt’Italia ed anche Parigi  saranno le Sedi dove esploderà la protesta dei gilet azzurri della FABI”. Dichiarazioni forti che fanno emergere il clima di tensione che si respira oggi nel settore bancario italiano. Solo qualche giorno fa l’Area Studi di Mediobanca ha quantificato il numero di sportelli che in dieci anni in Italia, dal 2008 al 2018, hanno chiuso, -27,7%. In termini assoluti, nel nostro Paese si registrano 8.715 sportelli in meno rispetto a dieci anni fa, mentre il calo dei dipendenti bancari è pari a 63.979 unità. Guardando ai singoli istituti, il calo maggiore si registra proprio in Unicredit che passa dai 176mila dipendenti del 2008 ai 93.348 della fine dello scorso anno (-45,3%), dato che però include le diverse cessioni realizzate in questi anni dall’istituto. Seguono Mps (-29,6%), Banco Bpm (-25,9% rispetto al dato pre-fusione del 2008 tra Bpm e Banco Popolare) e, infine, Intesa Sanpaolo (-15%).

Sileoni quindi sottolinea la forte preoccupazione che vive oggi il sindacato sul tema esuberi che tornerà a farsi sentire “quando ripartiranno le fusioni”. Oltre a UniCredit, tante le situazioni di crisi che la Fabi sta monitorando “minuto per minuto” sottolinea il segretario, da banca Carige  fino a Mps dove, sottolinea Sileoni, “il problema sarà quando lo Stato deciderà di uscire dal gruppo ove lavorano molte migliaia di bancari”. Dito puntato contro la politica che, denuncia il sindacalista, sembra aver perso interesse per i problemi di banche e bancari, “la spina dorsale dell’economia del nostro paese” sottolinea il segretario.