Finanza Notizie Italia Covid manda in crisi le Università: 10.000 iscritti in meno nel 2020/21, due terzi al Sud

Covid manda in crisi le Università: 10.000 iscritti in meno nel 2020/21, due terzi al Sud

La crisi generata dal Covid si abbatte anche sul mondo dell’istruzione. Secondo quanto rivela la Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, la pandemia ha provocato un crollo delle iscrizioni all’Università nel prossimo anno accademico, soprattutto al Mezzogiorno.

Al 2020, dice Svimez, si stimano approssimativamente 292.000 maturi al Centro Nord e circa 197.000 al Mezzogiorno. Si è poi provveduto a stimare l’impatto della crisi economica sul tasso di passaggio scuola/università. La precedente crisi ha evidenziato una elevata elasticità di tale tasso all’indebolimento dei redditi delle famiglie soprattutto nel Mezzogiorno. Alla luce di ciò si stima una riduzione del tasso di proseguimento di 3,6 punti nel Mezzogiorno e di 1,5 nel Centro-Nord.

Nel Mezzogiorno studenti più poveri

L’impoverimento delle famiglie, a seguito della crisi, si tradurrà, come avvenuto in passato, in una contrazione della spesa destinata agli studi universitari dei figli. L’Associazione così divide la platea per fasce di contribuzione: nella prima fascia rientrano gli studenti che pagano una retta inferiore a 800 euro, nella seconda tra 800 e 1.500 euro, nella terza oltre 1.500 euro. Come nelle attese, quasi il 50% degli studenti del Mezzogiorno e il 30% di quelli del Centro-Nord rientrano nella prima fascia (retta annuale < 800 euro). Proprio le famiglie comprese nella fascia da 1-800 euro sono quelle più esposte al rischio di rinuncia alla prosecuzione del percorso universitario con un duplice costo sia individuale in termini di occupabilità e reddito atteso sia collettivo in termini di competitività del sistema Paese.

Le proposte della Svimez

Sulla base di ciò, l’associazione redige una serie di proposte per risolvere a questo problema. Tra queste rendere sistematica la proposta strutturale del Ministero dell’Università di estendere la no tax area da 13.000 a 20.000 in tutto il Paese, prevedere innalzamento a 30.000 e poi istituire in conseguenza della crisi, una borsa di studio statale che copra l’intera retta 2020 nelle Università pubbliche, vincolata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di studi nel primo anno di corso.