Finanza Notizie Italia Consumi: esplode la voglia di e-commerce tra gli italiani, anche per la spesa alimentare

Consumi: esplode la voglia di e-commerce tra gli italiani, anche per la spesa alimentare

Non solo shopping. Con la pandemia e il lockdown il rapporto tra italiani e e-commerce si è rafforzato, anche per le spese legate al mondo food. E l’uso del canale online per gli acquisti è destinato a salire ancora. E’ ciò che emerge dall’Osservatorio “The World after Lockdown” curato da Nomisma e Crif, che ormai da oltre sette mesi analizza in maniera continuativa l’impatto della pandemia Covid-19 sulle vite dei consumatori, grazie al coinvolgimento di un panel omnibus di 1.000 italiani.

 

Nasce una nuova smart attitude
Il fenomeno e-commerce cresce inarrestabile tanto da generare una “nuova smart attitude”.  Complessivamente, considerando tutti i beni di largo consumo, l’abbigliamento, l’elettronica e tutti gli altri beni semi-durevoli (elettrodomestici grandi e piccoli, elettronica di consumo, giocattoli, casalinghi, mobili e arredo, brico), il 70% degli italiani tra 18 e i 65 anni ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. Se si considerano, invece, i soli prodotti del largo consumo confezionato (alimentari, bevande, prodotti per la cura della casa e l’igiene della persona, pet care) acquistati su tutti i canali digitali, gli acquirenti online sono oggi oltre 19 milioni.

L’accelerazione digitale indotta dalle “esigenze da lockdown”, spinge gli italiani a utilizzare la spesa digitale. Anche dopo l’allentamento delle misure restrittive, secondo la ricerca, il 37% dei food shopper online ha infatti registrato un aumento del ricorso al canale digitale per gli acquisti di prodotti alimentari e bevande rispetto al 2019. È inoltre significativa la crescita potenziale con il 29% che si dice interessato a sperimentare il carrello digitale in futuro. 

Entrando ancora più nel dettaglio della ricerca, se la maggior parte della spesa alimentare avviene sui siti delle insegne della grande distribuzione (canale utilizzato dal 73% di chi compra alimenti sui canali virtuali), in molti – spinti dalla difficoltà nel trovare slot di consegna disponibili o della mancata copertura del servizio nella propria città – sperimentano anche altri canali online come i pure players (32% chi acquista alimentari online), i siti/app di vendita online specializzati in food & beverage, testati almeno una volta dal 13% di chi ha fatto la spesa digital. Una volta effettuato l’ordine online, la maggior parte degli user sceglie la consegna dell’acquisto direttamente a domicilio (modalità preferita dal 78%), il 16% propende per il click & collect con il ritiro presso il punto vendita. La multicanalità da lockdown ha fatto esplodere anche l’utilizzo dei locker, tanto che oggi è il 6% dei food shopper online a scegliere di farsi recapitare la spesa fatta online presso gli armadietti self-service più vicini, così da sfruttare per il ritiro il momento più comodo della giornata.

Ma cosa spinge la spesa alimentare online? Innanzitutto, la possibilità di acquistare 24 ore su 24
(primo driver di scelta); il 18% preferisce il canale virtuale per evitare code e scegliere con più calma i prodotti da mettere nel carrello e il 17% non vuole rinunciare alla comodità di non doversi spostare da casa. Sul fronte opposto, chi preferisce acquistare prodotti alimentari nei negozi fisici, ne fa soprattutto una questione di shop experience: la maggior parte non ha intenzione di rinunciare al piacere di fare la spesa dal vivo (primo fattore indicato dal 37%) e di poter vedere/toccare i prodotti prima di metterli nel carrello (21%). A seguire, il 19% preferisce i negozi fisici per motivi economici: per il 10%, infatti, i costi di spedizione sono troppo alti e il 9% trova che i prezzi dei prodotti sul web non siano sempre convenienti.

 

Tra le altre tendenze, la pandemia ha fatto impennare anche le vendite online degli altri prodotti non alimentari (elettronica, abbigliamento, arredo, …) consolidando un trend già in atto: 1 italiano su 4 ha aumentato (di oltre il +5% rispetto al 2019) la spesa per prodotti non food sui canali digitali. Tra i prodotti più acquistati online spiccano informatica ed elettronica (il 48% degli italiani ha acquistato sul web prodotti appartenenti a questa categoria), complice lo smartworking, seguiti da abbigliamento e calzature (30%), farmaci da banco/parafarmaci o integratori (24%) e arredo/accessori per la casa (20%). In generale, i primi canali online di riferimento per l’acquisto dei beni non alimentari sono i marketplace come Amazon o Ebay (preferiti dal 69%), seguiti dai negozi online specializzati in una categoria di prodotti preferiti dall’11% e da shop online di negozi/catene fisici indicati dal 10%.