Finanza Notizie Italia Casa: superbonus 110% si ridurrà al 75%, ecco le novità allo studio

Casa: superbonus 110% si ridurrà al 75%, ecco le novità allo studio

Restyling in arrivo per il Superbonus al 110%, la maxi agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio che eleva al 110% la possibilità di detrarre dall’Irpef una serie di spese sostenute per interventi sugli immobili, come il cappotto termico e l’installazione di impianti di climatizzazione, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, a cui aggiungere altri lavori. Il tutto per attuare la tanto agognata ripresa economica dopo la pandemia Covid puntando sul settore immobiliare.

 

Superbonus 110%: le modifiche allo studio
Ma il Superbonus potrebbe cambiare. Tutto parte dalla prossima approvazione del documento definitivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che sarà presentato al mondo entro il prossimo 30 aprile. In esso si prevede sì una proroga dell’attuale disciplina sul superbonus al 2023 ma in arrivo ci modifiche e anche sostanziali. Stante alle ultime indiscrezioni, pare che il Superbonus verrà ridotto, dall’attuale aliquota 110% al 75%. Ma non solo. La maxi agevolazione verrà estesa ad altri soggetti quali strutture ricettive, come alberghi e hotel fino a strutture pubbliche, quali scuole, università, tribunali.

Ma non solo Superbonus. Secondo i rumors, a cambiare sarà l’intero novero delle detrazioni fiscali per lavori in casa. Ristrutturazione, bonus mobili e bonus verde, fino all’ecobonus tutti rientreranno sotto un unico ombrello, un’unica detrazione che sarà fissa al 75%. Una vera e propria rivoluzione. L’intenzione del Parlamento è quella di armonizzare tutte le detrazioni fiscali sotto un’unica aliquota fiscale del 75% e creare un testo unico delle detrazioni fiscali. Inoltre si potrebbe introdurre una disciplina più semplice per fruire dello sconto in fattura o della cessione del credito, alternative alla detrazione nella dichiarazione dei redditi, che verrebbe poi spalmata non più in dieci ma in cinque anni. Parola d’ordine quindi semplificare e armonizzare il tutto per permettere a più contribuenti di fruirne.