Finanza Notizie Italia Auto elettriche: il 45% degli automobilisti italiani intenzionati all’acquisto

Auto elettriche: il 45% degli automobilisti italiani intenzionati all’acquisto

Contro il caro carburanti una soluzione può essere l’acquisto di auto elettriche. Una recente indagine di EY EV Country Readiness Index fotografa lo stato dell’arte nel mondo e in Italia rivelando che Cina, Norvegia e Svezia sul podio dei Paesi leader nella mobilità elettrica.

Mobilità elettrica: lo stato dell’arte in Italia

In Italia, a fronte di una quota del 66% di veicoli elettrici che verranno lanciati sul mercato italiano entro il 2026, solo il 18% sarà prodotto sul territorio nazionale. Andando nel dettaglio emerge come la Cina mantiene la prima posizione per quanto riguarda i progressi realizzati in termini di veicoli elettrici dove, sia a livello manifatturiero che infrastrutturale, consolida saldamente la propria leadership assecondata anche da un mercato interno in cui oltre il 51% dei consumatori intervistati è intenzionato ad acquistare un veicolo elettrico come prossima vettura.

In seconda posizione si trova la Norvegia, da sempre pioniera nel campo dell’e-mobility con un sistema maturo a livello di infrastrutture e mercato che sconta però un settore manifatturiero poco sviluppato nel Paese. Seguono Svezia, Germania e Regno Unito e infine l’Italia occupa nel ranking il 12° posto, seguita in fondo da Giappone, Canada e India all’ultima posizione.

Guardando all’Italia in modo particolare, l’analisi conferma il dato positivo circa la propensione all’acquisto di un veicolo elettrico (indicato
dal 45% dei consumatori intervistati 2° posto nel ranking generale), il lato negativo della medaglia è rappresentato però dalla scarsa willingness to pay per la fascia premium di mercato (la fetta più grande dell’offerta EV in questo momento).

Il contesto regolatorio vede l’Italia allineata alla maggior parte degli Stati dell’Indice EY per quanto concerne il sistema di incentivi all’acquisto, gli impegni relativi al bando dei motori a combustione (2035) e l’obiettivo net zero per il 2050. Rimangono però alcune aree di miglioramento nella normativa volte a favorire in primo luogo lo snellimento delle procedure (come fatto per la recente regolamentazione in merito agli affidamenti dei servizi di ricarica in autostrada 2 ), ma anche proponendo incentivi non monetari (ad esempio low-emission zone e vantaggi riservati a possessori di auto elettriche) come già attuato ampiamente da Paesi quali Norvegia, Cina e Germania.