Finanza Notizie Italia Ambiente, disoccupazione e salute: i tre temi che preoccupano di più i giovani italiani  

Ambiente, disoccupazione e salute: i tre temi che preoccupano di più i giovani italiani  

17 Giugno 2021 09:41

 

Ambiente, disoccupazione e salute. Ruotano a questi macro temi le maggiori preoccupazioni dei Millennial e della GenZ in Italia. A un anno dall’inizio della pandemia i Millennial italiani sono preoccupati per le prospettive lavorative e finanziarie, mentre cresce l’attivismo della GenZ, che porta con sé una maggiore attenzione per il tema ambientale, ma anche una nuova sensibilità sulle discriminazioni legate al genere, all’etnia e all’orientamento sessuale. Una fotografia scattata dal “Millennial Survey 2021” di Deloitte, lo studio sul “sentiment” di Millennial (nati tra il 1983 e il 1994) e Gen Z (nati tra il 1995 e il 2003) in Italia e nel mondo. In questa edizione è stato condotto un sondaggio su oltre 23.000 intervistati in tutto il mondo (800 in Italia) per rilevare la loro opinione su temi chiave come il lavoro, la società e la loro visione del mondo in generale. Per la prima volta sono stati intervistati ragazzi e ragazze della GenZ.

“Ogni anno ciò che emerge dalla Millennial Survey ci serve per sintonizzarci con la parte più giovane del Paese e per capire in che direzione andrà il mondo: non stupisce, dunque, che i giovani si concentrino sempre più sulle questioni ambientali e di responsabilità sociale. Allo stesso tempo emerge una certa sfiducia nei confronti delle imprese e della loro capacità di fare la differenza su questi temi: è un monito di cui tutto il mondo del business deve tenere conto”, afferma Fabio Pompei, ceo di Deloitte Italia. “Soprattutto ora che con il Pnrr abbiamo davvero l’opportunità di conciliare il bisogno di ritorno alla crescita con la possibilità di rendere più sostenibile la nostra economia”.

Uno dei capitoli caldi è quello del ‘Lavoro e situazione economica‘. I ragazzi e le ragazze italiane, infatti, sono più preoccupati dei loro coetanei di altri Paesi per il lavoro: il 39% dei Millennial italiani teme la disoccupazione. Un dato significativamente più alto di quello globale, che si ferma al 27%. Anche per la GenZ, che comincia ad affacciarsi al mercato del lavoro, la disoccupazione è un tema rilevante: costituisce una preoccupazione per il 35% degli italiani contro una media del 25% rilevata per il campione globale. I giovani italiani sono più pessimisti dell’anno scorso sulle prospettive economiche e sociali del Paese: per la prima volta è stato rilevato che più del 50% dei Millennial e della GenZ italiani afferma che l’economia nazionale peggiorerà nel corso dell’anno.

Altro discorso riguarda le imprese. A livello globale, le opinioni sull’impatto sociale delle aziende sono peggiorate ed è diminuita anche la job loyalty, ovvero il sentimento di appartenenza che spinge i giovani a rimanere fedeli al proprio datore di lavoro. In costante declino negli ultimi cinque anni la fiducia dei giovani nei confronti del mondo delle imprese: meno della metà dei Millennial (47%) e della GenZ (48%) pensa che le imprese abbiano oggi un impatto sociale positivo. È la prima volta che questi livelli sono scesi al di sotto del 50% dall’inizio di questo sondaggio nel 2012. A livello italiano, mentre il 34% dei Millennial crede che il business abbia un impatto positivo sulla società, la percentuale di GenZ che afferma lo stesso è scesa dal 41% dell’anno scorso al 34% di quest’anno. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, meno Millennial e Gen Z in Italia ritengono che le aziende non perseguano altri obiettivi oltre al profitto.

Attivismo post-pandemico e azioni per migliorare il mondo? Su questo fronte i ragazzi e le ragazze italiani sono più scettici della media globale. Secondo la ricerca condoddat da Deloitte solo il 23% dei Millennial in Italia (contro il 37% della media globale) e il 31% della GenZ (contro il 40% della media globale) ritiene che l’impegno delle persone in materia di questioni ambientali e climatiche aumenterà dopo la pandemia. Allo stesso tempo, però, la GenZ italiana, e in misura minore i Millennial, si dichiara più impegnata dei coetanei di altri Paesi nel tentativo di educare e cambiare le opinioni di chi li circonda. Questo potrebbe significare che i giovani ripongono una fiducia limitata nei confronti delle generazioni “senior” e, a conferma di ciò, il 46% dei Millennial e il 53% della GenZ in Italia pensa che stiano “ostacolando il progresso”, un dato significativo che conferma il gap culturale che si sta creando su temi di grande rilevanza sociale.