Notiziario Notizie Italia Agenzia europea del farmaco: Milano e Bratislava in testa

Agenzia europea del farmaco: Milano e Bratislava in testa

Il voto segreto dei ministri degli Affari europei per assegnare l’Ema, in uscita da Londra dopo la Brexit, vede ora favorite Milano e Bratislava

Milano e Bratislava sono la coppia di città adesso favorite, secondo il Financial Times, nella corsa per aggiudicarsi la sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. La sentenza finale arriverà con il voto segreto dei ministri degli Affari europei, in calendario il prossimo 20 novembre. Insieme all’Ema si voterà anche per l’assegnazione della sede dell’Eba, l’Autorità bancaria europea.

 

Una battaglia di lobby e politica

Tanti i fattori e le pressioni che guideranno la scelta dei ministri degli Affari esteri. Dalle potenzialità ricettive della città, allo stile di vita, alla disponibilità di istituzioni e scuole internazionali fino a questioni più meramente politiche come la volontà di premiare un Paese dell’Est Europea, sotto rappresentato nelle agenzie europee.

“Bratislava, capitale della Slovacchia – riporta il quotidiano britannico – è vista a Bruxelles come un bastione contro le pulsioni anti-europee delle regioni dell’Est Europa”. Il timore è che una delusione su questo fronte possa aumentare la distanza tra questi Paesi e le istituzioni centrali europee. “Inizialmente i leader dell’Unione europea avevano stabilito dei criteri pratici per decidere a quale città assegnare la sede dell’Ema – scrive il quotidiano britannico non senza ironia – ma il tutto si è risolto poi in un mercato dei cavalli”.

 

Le preferenze dei dipendenti

Uno dei criteri per la decisione prende in considerazione le preferenze dei dipendenti dell’Agenzia. In un sondaggio a fine settembre all’interno dell’Ema, Milano si era classificata al quarto posto sulle diciannove città contendenti, preceduta da Amsterdam, Barcellona e Vienna. Tuttavia Amsterdam e Vienna non avrebbero ancora disponibilità di un edificio adeguato ad ospitare l’Agenzia mentre Barcellona si è auto-squalificata dopo il voto per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna e le conseguenti tensioni.

Milano propone invece il Pirellone, l’ex-sede principale della Regione lombardia, edificio storico della città. Nel capoluogo meneghino si erano dichiarati disposti a trasferirsi il 69% dei dipendenti. Ben più problematico un trasferimento a Bratislava, accettabile solo per il 30% dello staff dell’Ema.