Finanza Mutui a tasso variabile, inizia la discesa dei prezzi aspettando i tagli Bce

Mutui a tasso variabile, inizia la discesa dei prezzi aspettando i tagli Bce

4 Aprile 2024 12:33

Quanti hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile possono tirare un sospiro di sollievo. Dalle ultime rilevazioni di mercato si comprende, in maniera abbastanza chiara, che è iniziato il calo. La strada è stata intrapresa e dovrebbe rafforzarsi nel corso dei prossimi mesi, soprattutto dal momento in cui la Bce deciderà di allentare la stretta monetaria e inizierà a tagliare i tassi.

Nell’attesa le famiglie hanno la possibilità di risparmiare, ricorrendo alle surroghe. Le quali risultano essere ancora in forte crescita, almeno stando alle ultime rilevazioni effettuate dall’Osservatorio MutuiOnline.it.

Mutui: le famiglie sono sotto pressione

Cosa sta accadendo nel mercato dei mutui? E soprattutto cosa sta accadendo nel corso di queste settimane? Secondo un recente studio di Crif, più di un quarto dei mutui attivi nel mese di gennaio 2022 era a tasso variabile. Le rate sono aumentate, in media, del 36%; toccando il picco del 49% per i finanziamenti che sono stati erogati nel corso degli ultimi cinque anni. Questo ha costituito un vero e proprio salasso per le finanze di molte famiglie, che sono state messe a dura prova dall’inflazione e dai salari che sono rimasti al palo.

Di particolare importanza risulta essere un dato messo in evidenza da Crif: nonostante il peso delle rate dei mutui che sono state pagate nel periodo compreso tra gennaio 2022 e dicembre 2023, l’indebitamento dei mutuatari è cresciuto del 25% rispetto al 2019. Siamo davanti ad un’impennata che ha ben pochi precedenti nella storia.

Le dinamiche di crescita dei tassi di interesse hanno portato nell’ultimo biennio a un significativo impatto sui mutuatari a tasso variabile. L’analisi condotta da Crif fornisce un quadro dettagliato di questa situazione, rilevando soprattutto come sia variata l’esposizione finanziaria dei sottoscrittori di mutui erogati negli ultimi 5 anni – spiega Simone Capecchi, executive director di Crif -. Tuttavia, nonostante questi impatti, i dati evidenziano che non c’è stato un incremento significativo nel tasso di insolvenza sebbene si sia osservato un aumento della tensione finanziaria. Le prospettive di un possibile abbassamento dei tassi a giugno 2024 fanno sperare per un sollievo ai mutuatari, riducendo la pressione e contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria. In ogni caso, è fondamentale, nell’attuale contesto macroeconomico e geopolitico di incertezza, rimanere vigili per affrontare le sfide che lo scenario potrebbe presentare.

L’aumento delle rate mensili ha determinato un peggioramento del rapporto tra rata e reddito, che è salito di otto punti percentuali rispetto ai minimi di metà 2022.

I tassi iniziano a scendere

I tassi, però, hanno iniziato a scendere. Stando a quanto indicato all’interno dell’ultimo Bollettino mensile dell’Abi, l’Irs a dieci anni registrato nel corso del mese di febbraio 2024 è stato pari al 2,62%, portando a casa un calo di 90 punti rispetto al massimo del mese di ottobre 2023. Andamento simile anche per l’Euribor, che si è fermato su un 3,93%, registrando un calo di sette punti rispetto a quello di ottobre 2023. In un certo senso sembrerebbe che il mercato abbia deciso di anticipare le decisioni che in molti si aspettano che la Banca Centrale Europea possa prendere.

Le conferme, in questa direzione, arrivano anche dall’Osservatorio di Mutuionline.it. Andando a guardare ai mutui a 20 e 30 anni – che risultano essere quelli più richiesti dalle famiglie – il Tan medio del variabile è fissato al 5,04%, percentuale che risulta essere un decimale in meno rispetto a novembre. Andamento in discesa anche per il fisso, che ha toccato quota 3,29%, dopo che ad ottobre 2023 aveva sfiorato il 4,05%. Questa differenza spiega perché a febbraio la quota dei mutui a tasso fisso di nuova erogazione risulta essere arrivata al 96,6%: nel corso del terzo trimestre 2022 superava di poco la metà. La quota di variabile, invece, si è dimezzata rispetto al quarto trimestre 2023, andandosi a fermare al 2,4%. Il misto, invece, si ferma solo all’1%. Crescono le surroghe di quasi quindici punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre 2023: costituiscono il 36,2% delle richieste.

Mutuionline.it ha fatto alcune simulazioni, dalle quali emerge che ci sono significativi risparmi rispetto a dodici mesi fa. Un mutuo, della durata di vent’anni e dell’importo di 160.000 euro richiesto da quarantenne con la residenza a Milano, prevedeva a marzo 2023 un tasso fisso al 3,60 e una rata di 936 euro al mese, contro un tasso odierno del 2,73% e una rata di 866 euro.