Finanza Mutui a tasso variabile: in 14 mesi rate aumentate del 52%

Mutui a tasso variabile: in 14 mesi rate aumentate del 52%

13 Marzo 2023 15:32

Nell’arco di quattordici mesi le rate dei mutui potrebbero arrivare a subire un aumento del 52%.

Che cosa comporta tutto questo? Questo aumento, per le famiglie italiane, si trasforma in una spesa aggiuntiva di 237 euro.

Questa, sostanzialmente è una delle conseguenze che si verrebbero a verificare se, secondo quanto ha anticipato Christine Lagarde, il prossimo 16 marzo la BCE dovesse procedere con un nuovo aumento del costo del denaro.

A pagare dazio a questa decisione sarebbero quanti hanno sottoscritto un mutuo medio a tasso variabile, che vedrebbero aumentare la rata mensile di 35 euro.

Mutui, continuano a lievitare le rate

Facile.it ha analizzato l’aumento delle rate nel corso degli ultimi mesi e ha cercato di prevedere di quanto possano aumentare, nel caso in cui la BCE dovesse confermare il nuovo rialzo dei tassi: si parla di 50 punti base.

Le simulazioni sono state effettuate su un mutuo a tasso variabile, dell’importo di 126.000 euro, rimborsabile in 25 anni e sottoscritto nel corso del mese di gennaio 2022.

Il tasso di partenza, ossia il Tan, che è stato preso in considerazione nell’analisi, è pari allo 0,67% e corrisponde ad una rata mensile pari a 456 euro.

Dalla seconda metà del 2022, la Banca Centrale Europea ha deciso di combattere l’inflazione andando ad aumentare più volte il costo del denaro.

Questa decisione ha contribuito a far aumentare, in maniera notevole, i tassi dei mutui variabili, che sono arrivati a sfiorare il 4% nel corso del mese di marzo 2023.

L’incremento dei tassi pare che, almeno per il momento, non sia destinato a bloccarsi.

La BCE potrebbe effettuare un nuovo aumento dello 0,50% di qui a pochi giorni: una decisione che potrebbe portare la rata mensile del mutuo a qualcosa come 693 euro.

Per capire come cambieranno nella realtà le rate dei mutuatari bisognerà aspettare di vedere come si muoverà effettivamente l’Euribor, ma chi è alle prese con i rincari ha oggi a disposizione alcuni strumenti importanti – spiegano gli esperti di Facile.it -. Si può scegliere di surrogare il finanziamento, passando ad un tasso fisso o uno variabile più conveniente o, se si hanno i requisiti, rinegoziare il mutuo con la propria banca sfruttando le nuove regole introdotte del Governo. Dal momento che non esiste una soluzione in assoluto migliore rispetto all’altra, il consiglio è di rivolgersi ad un consulente così da identificare l’opzione più adatta alle proprie esigenze.

I tassi potrebbero continuare a crescere

Purtroppo, per le famiglie che hanno a che fare con un mutuo, quello di marzo potrebbe non essere l’ultimo aumento.

Andando a guardare alle aspettative di mercato – ossia i Futures sugli Euribor – gli analisti ritengono che a giugno 2023 l’Euribor a tre mesi possa arrivare intorno al 3,80%.

Nel caso in cui queste previsioni si rilevassero corrette, il tasso del mutuo che è stato preso in considerazione nell’analisi arriverebbe al 5,04% e la rata si attesterebbe intorno a 740 euro:

un importo superiore di 280 euro rispetto a quella del mese di gennaio 2022.

Questo sicuramente è uno dei motivi per i quali molti mutuatari, per far fronte alle rate troppo alte e per tutelarsi da eventuali aumenti futuri, stanno valutando la possibilità di cambiare banca.

Il trend è confermato dai dati di Facile.it, che mettono in luce come le richieste di surroga siano tornate a crescere e, nei primi due mesi dell’anno, abbiano rappresentato quasi il 20% del totale delle domande di finanziamento, valore raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il problema relativo all’aumento dei tassi, comunque, coinvolge anche gli aspiranti mutuatari, che oggi devono fare i conti con condizioni meno favorevoli rispetto al passato.

Non sorprende vedere che, negli ultimi mesi, chi ha presentato domanda di finanziamento per l’acquisto della prima casa abbia puntato a importi più contenuti rispetto al passato.

Sempre secondo l’analisi di Facile.it, nei primi due mesi del 2023 la richiesta media per mutui prima casa è scesa a 136.935 euro, valore in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2022.