Finanza L’indicatore per capire se comprare la prima casa è ancora un buon investimento

L’indicatore per capire se comprare la prima casa è ancora un buon investimento

Con il rialzo dei tassi dei mutui, conviene ancora comprare casa? O è preferibile andare in affitto? Sono due domande che nascono spontaneamente, alla luce dei recenti aumenti decisi dalla Bce. Il mattone sembrerebbe essere ancora un porto sicuro per i risparmi di molte famiglie. Ma è bene sottolineare che lo sforzo finanziario delle famiglie, per acquistare casa, è molto più impegnativo rispetto a dodici mesi fa. Stando ad un calcolo effettuato da Idealista.it, una famiglia – a seguito dell’aumento dei costi dei mutui – deve dedicare all’acquisto di un immobile il 23,3% del proprio reddito familiare, contro il 19,4% che doveva impegnare fino ad un anno fa.

Il tasso di sforzo è un parametro adottato per misurare il peso della casa sul potere d’acquisto del nucleo familiare. In tutte le province italiane, le famiglie sono costrette ad effettuare un maggiore sforzo per acquistare la casa dei propri sogni. Ma l’investimento immobiliare continua a rimanere un porto sicuro.

Prima casa, un buon investimento

A sostenere che l’acquisto della prima casa continui ad essere un buon investimento è l’Ufficio Studi Tecnocasa. Benché sia opportuno muoversi con una certa prudenza e, nonostante l’aumento delle rate dei mutui, gli acquirenti non si dovrebbero scoraggiare.

A riconoscere la bontà dell’investimento è il Loan to Value, ossia il rapporto tra l’importo del finanziamento concesso dall’istituto di credito ed il valore del bene che si pone a garanzia del prestito. Nel nostro caso, il Loan to Value è meno vantaggioso rispetto allo scorso anno. A determinare questa situazione è stato l’aumento delle rate dei mutui, che è stato registrato nel corso degli ultimi mesi. Nonostante il maggior costo del finanziamento immobiliare, l’acquisto della casa continua a rimanere un investimento migliore rispetto ad altri. Almeno secondo gli esperti di Tecnocasa.

Alcune simulazioni

L’ufficio studi Tecnocasa ha effettuato una simulazione d’acquisto di un bilocale e di un trilocale a Milano. Si è ipotizzato la copertura dell’80% del valore dell’immobile e si è preso in considerazione il tasso medio delle erogazioni alle famiglie per i mutui del mese di aprile, secondo i dati di Banca d’Italia, e si preso in considerazione un tasso pari al 2,3% per il mese di agosto. A Milano, mediamente, un bilocale usato costa sui 296.000 euro, con una rata pari a 1.039 euro al mese. Alcuni mesi la rata mensile è aumentata di 56 euro. Gli aumenti adesso arrivano a:

  • 94 euro al mese per un bilocale da 500.500 euro in una zona centrale;
  • 67 euro per una da 357.500 euro in semicentro;
  • 47 euro in una zona periferica, per una soluzione da 250.000 euro.

Nel caso di un trilocale, la rata mensile è pari, mediamente, a 1.379 euro ed ha subito un aumento di 75 euro al mese. Aumento che sale a 124 euro al mese per un trilocale che costa 665.000 euro in centro, a 89 euro per una soluzione da 475.000 euro in semicentro e a 62 euro al mese per un trilocale da 332.500 euro in periferia.

Per completare il quadro, segnaliamo che Milano è la provincia – secondo Idealista – nella quale lo sforzo richiesto per acquistare una casa è cresciuto di più: è passato da un tasso del 21,5% del reddito familiare nel terzo trimestre del 2021 al 34% di quest’anno. Tecnocasa ritiene che gli aumenti siano contenuti e che l’investimento possa offrire, ancora oggi, più vantaggi e sicurezza rispetto ad altri, nonostante i maggiori sforzi che una famiglia deve effettuare per pagare le rate del muto.