Investitori: portafogli ad alta volatilità con arrivo quarta ondata Covid e mancato ausilio BCE

Quarta ondata Covid e mancato rinnovo del PEPP BCE: perché gli investitori devono prepararsi a portafogli ad alta volatilità. L'analisi di Cirdan Capital e i consigli operativi per gestire il rischio.

Pubblicato 24 Novembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:11

La quarta ondata Covid torna a colpire l’Europa e, questa volta, la Banca Centrale Europea non prolungherà il programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) per far fronte alla recrudescenza del virus. Uno scenario che preoccupa gli investitori: portafogli ad alta volatilità rischiano di diventare la norma nei prossimi mesi, con ricadute dirette sulla stabilità dell’eurozona. La previsione arriva da Antonio De Negri, founder e CEO di Cirdan Capital, che individua due rischi principali capaci di destabilizzare i mercati finanziari nel breve e medio periodo.

Quarta ondata Covid e mancato ausilio BCE: i due rischi per gli investitori

Secondo l’analisi di Cirdan Capital, i fattori di rischio che gli investitori devono tenere sotto osservazione sono chiari e distinti:

  • La rapida diffusione del virus nella quarta ondata, con l’Europa tornata epicentro della crisi sanitaria.
  • Il mancato supporto della BCE, che non rinnoverà il PEPP, privando i mercati di uno scudo fondamentale contro l’incertezza economica.

«La nostra previsione», afferma De Negri, «è che tale scenario possa incrementare la volatilità nei portafogli degli investitori, poiché potrebbe generare incertezza riguardo alla stabilità economica dell’eurozona». Per questo motivo, Cirdan Capital privilegia un approccio prudenziale rispetto a uno opportunistico: meglio proteggere il capitale che inseguire rendimenti in un contesto di elevata incertezza.

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Impatto sui mercati: dalla supply chain all’inflazione

Analizzando le possibili conseguenze, De Negri prevede che la combinazione di questi due fattori possa avere un impatto sostanziale su più livelli:

  • Mercato del lavoro: nuove pressioni occupazionali legate al rallentamento delle attività economiche.
  • Supply chain disruption: ulteriori interruzioni nella filiera produttiva dell’eurozona, con effetti a cascata su settori già sotto stress.
  • Inflazione: le inefficienze nella catena di approvvigionamento rischiano di aggravare i livelli di inflazione nel medio periodo.

«Poiché crediamo si possano verificare ulteriori inefficienze della supply chain nell’economia reale, ci aspettiamo un rallentamento della crescita dei mercati finanziari nel breve periodo, il quale stimiamo possa aggravare i livelli di inflazione nel medio periodo», conclude il CEO di Cirdan Capital.

Perché questa volta l’impatto sanitario potrebbe essere limitato

Un elemento di distinzione rispetto alle ondate precedenti riguarda la tenuta del sistema sanitario. Grazie al consistente numero di vaccinati in Europa e alla maggiore organizzazione di enti pubblici e privati, Cirdan Capital non si aspetta che la quarta ondata possa avere un impatto sulla salute paragonabile a quello delle fasi iniziali della pandemia. Il rischio, dunque, è prevalentemente economico e finanziario, non sanitario.

Come gestire portafogli ad alta volatilità in questo scenario

Per gli investitori che si trovano a navigare in un contesto di alta volatilità senza il paracadute della BCE, alcune indicazioni operative diventano prioritarie:

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  1. Ridurre l’esposizione agli asset più ciclici, maggiormente sensibili alle oscillazioni della crescita economica.
  2. Aumentare la diversificazione geografica, per non concentrare il rischio sull’eurozona.
  3. Privilegiare strumenti difensivi — obbligazioni di qualità, settori non ciclici — in linea con l’approccio prudenziale suggerito da Cirdan Capital.
  4. Monitorare da vicino le decisioni BCE: ogni segnale di revisione della politica monetaria può amplificare o attenuare la volatilità di mercato.
  5. Tenere liquidità disponibile per cogliere eventuali opportunità che emergono nelle fasi di correzione.

FAQ: investitori e volatilità con la quarta ondata Covid

Perché la fine del PEPP preoccupa gli investitori?

Il PEPP ha rappresentato un acquisto massiccio di titoli da parte della BCE per stabilizzare i mercati durante la pandemia. La sua mancata proroga toglie un supporto strutturale ai mercati obbligazionari e azionari europei, aumentando il rischio di oscillazioni brusche nei portafogli.

La quarta ondata Covid può far crollare i mercati?

Secondo Cirdan Capital, l’impatto diretto sulla salute sarà più contenuto rispetto alle ondate precedenti. Il rischio maggiore è indiretto: rallentamento della crescita, disruption della supply chain e pressioni inflazionistiche che si traducono in maggiore volatilità, non necessariamente in un crollo generalizzato.

Cosa si intende per approccio prudenziale nella gestione del portafoglio?

Un approccio prudenziale privilegia la protezione del capitale rispetto alla massimizzazione del rendimento. In pratica significa ridurre il rischio complessivo del portafoglio, aumentare la quota di asset difensivi e mantenere una riserva di liquidità per affrontare eventuali correzioni di mercato.

L’inflazione è collegata alla quarta ondata Covid?

Sì, indirettamente. Le interruzioni nella filiera produttiva causate dalla pandemia riducono l’offerta di beni e servizi, spingendo i prezzi verso l’alto. Se a questo si aggiunge la mancanza di interventi espansivi da parte della BCE, il rischio di un’inflazione persistente nel medio periodo aumenta significativamente.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.