Investitori, inflazione e guerra hanno fatto crollare l’ottimismo ai livelli di inizio pandemia
Investitori, inflazione e guerra hanno fatto crollare l'ottimismo ai livelli di inizio pandemia: ecco cosa emerge dalla ricerca UBS su 2.800 investitori in 14 mercati e cosa fare per proteggere il proprio portafoglio.
Investitori, inflazione e guerra hanno fatto crollare l’ottimismo ai livelli di inizio pandemia: è questo il quadro allarmante emerso dall’ultima ricerca trimestrale sulla fiducia degli investitori condotta da UBS, leader mondiale nella gestione patrimoniale. Il sentiment negativo, diffuso tanto a livello globale quanto in Italia, riflette le crescenti preoccupazioni legate all’impatto dell’inflazione galoppante e dei conflitti geopolitici sull’economia reale e sui mercati finanziari.
Il crollo dell’ottimismo: cosa dice la ricerca UBS
L’indagine trimestrale di UBS — frutto dell’intervista di 2.800 investitori e 1.100 imprenditori in 14 mercati mondiali — fotografa un deterioramento netto della fiducia tra gli investitori ad alto patrimonio netto (HNW). L’ottimismo è scivolato fino ai livelli registrati nei primi mesi della pandemia, un benchmark che gli operatori di mercato considerano uno dei punti di minimo più significativi dell’ultimo decennio.
Le cause principali individuate dalla ricerca sono due:
- Inflazione persistente: l’erosione del potere d’acquisto spinge gli investitori a rivedere le proprie strategie, privilegiando la protezione del capitale rispetto alla crescita.
- Guerra e instabilità geopolitica: l’incertezza sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento globali alimenta la volatilità e scoraggia le scelte di investimento di lungo periodo.
Tre investitori su quattro temono di sbagliare le proprie scelte
Con l’ottimismo in calo, circa tre investitori su quattro dichiarano di avere il timore di prendere decisioni di investimento sbagliate nell’attuale contesto. La risposta prevalente è la prudenza: la maggior parte preferisce mantenere posizioni liquide, rimandare acquisti importanti e concentrarsi sui risparmi a fini previdenziali.
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Allo stesso tempo, gli investitori non rinunciano a guardare avanti: molti vedono potenziali opportunità in caso di ulteriore flessione dei mercati e mostrano interesse crescente per temi di investimento strutturali di lungo termine, tra cui:
- Sicurezza energetica
- Mobilità intelligente
- Automazione e robotica
La voce degli esperti: cosa consigliano i vertici di UBS
“Gli investitori a livello globale sono preoccupati per l’aumento dell’inflazione, per la guerra e per il rischio di recessione”, ha dichiarato Iqbal Khan, Presidente di UBS Europa, Medio Oriente e Africa e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “In periodi difficili come questo, è importante che gli investitori ricerchino l’aiuto e il punto di vista di un esperto che li assista nel comprendere il contesto e le potenziali opportunità in termini di liquidity, longevity e legacy.”
Gli imprenditori vanno controcorrente: ottimismo in ripresa
Il quadro non è però uniformemente negativo. Al contrario degli investitori, l’ottimismo degli imprenditori è in crescita dopo aver subito il crollo più importante degli ultimi due anni. La maggior parte ha in programma di continuare ad assumere e investire nelle proprie attività nei prossimi 12 mesi, segnale di una resilienza operativa che potrebbe sostenere la ripresa economica.
Quasi la metà degli imprenditori pensa tuttavia di aumentare i prezzi nei prossimi sei mesi, a fronte dell’incremento dei costi dei materiali e delle preoccupazioni per l’inflazione salariale — una dinamica che rischia di alimentare ulteriormente la spirale inflazionistica.
“Il maggiore ottimismo degli imprenditori e la loro attenzione costante alle assunzioni e agli investimenti nelle proprie attività è un segnale incoraggiante nell’attuale contesto di mercato, dato il loro ruolo trainante nell’economia globale”, ha dichiarato Tom Naratil, Presidente di UBS Americas e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Consulenze e soluzioni ponderate per la gestione patrimoniale nell’ambito della pianificazione aziendale, diversificazione del portafoglio e pianificazione dell’uscita saranno elementi fondamentali per gli imprenditori alle prese con il mercato.”
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Cosa fare in un contesto di bassa fiducia: le indicazioni pratiche
Quando inflazione e guerra fanno crollare l’ottimismo degli investitori, la gestione del rischio diventa prioritaria. Gli esperti suggeriscono alcune linee guida:
- Diversificare il portafoglio: ridurre la concentrazione su singoli asset o aree geografiche esposte ai conflitti geopolitici.
- Mantenere una quota di liquidità: permette di cogliere opportunità in caso di ulteriori correzioni di mercato senza dover liquidare posizioni in perdita.
- Investire su temi strutturali: sicurezza energetica, tecnologia e automazione offrono prospettive di crescita indipendenti dai cicli di breve periodo.
- Affidarsi a consulenti qualificati: in fasi di alta volatilità, il supporto di un esperto riduce il rischio di decisioni emotive e potenzialmente dannose.
- Proteggere i risparmi previdenziali: l’inflazione erode il valore reale del capitale nel tempo; strumenti indicizzati o asset reali possono offrire una copertura parziale.
FAQ: investitori, inflazione e guerra — le domande più frequenti
Perché l’ottimismo degli investitori è crollato ai livelli di inizio pandemia?
Secondo la ricerca UBS, la combinazione di inflazione elevata, instabilità geopolitica legata ai conflitti in corso e rischio di recessione ha generato un livello di incertezza paragonabile a quello vissuto nei primi mesi della pandemia, quando i mercati globali subirono crolli storici.
Cosa fanno gli investitori quando l’ottimismo è basso?
Tendono a privilegiare la liquidità, a rimandare acquisti importanti e a concentrarsi sulla protezione del capitale. Allo stesso tempo, molti attendono ulteriori correzioni di mercato per entrare su posizioni ritenute interessanti nel lungo periodo.
L’inflazione è ancora un rischio concreto per gli investitori?
Sì. L’inflazione riduce il rendimento reale degli investimenti e aumenta i costi di finanziamento, rendendo più difficile la pianificazione finanziaria sia per i privati sia per le imprese. Monitorare l’andamento dei prezzi e adeguare la strategia di portafoglio rimane una priorità.
Gli imprenditori sono più ottimisti degli investitori?
Sì, almeno secondo i dati UBS. Nonostante le difficoltà, la maggior parte degli imprenditori prevede di continuare ad assumere e investire, segnalando una fiducia nella tenuta del proprio modello di business anche in un contesto macroeconomico complesso.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.