Turismo, in viaggio 16 milioni di persone, ma i dati sono in calo e si teme un peggioramento futuro

Turismo, in viaggio 16 milioni di persone ma i dati sono in calo: -1,5% le presenze nelle strutture ricettive italiane. Assoturismo teme un peggioramento futuro tra prezzi alti e tensioni geopolitiche.

Pubblicato 23 Dicembre 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:05

Il turismo italiano si trova a un bivio: dopo due anni di crescita eccezionale, i numeri mostrano una frenata che preoccupa gli operatori del settore. Durante il periodo delle festività invernali, si stimano circa 16,3 milioni di presenze nelle strutture ricettive italiane, con una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Il calo è alimentato soprattutto dalla contrazione dei visitatori stranieri, un segnale nuovo rispetto agli ultimi anni. In viaggio 16 milioni di persone, ma i dati sono in calo e si teme un peggioramento futuro: è questo lo scenario che emerge dall’ultimo report del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.

La maggior parte dei turisti — circa due su tre — opterà per città d’arte o località montane, trainate anche dalle condizioni meteorologiche favorevoli per le attività sciistiche. Ma il sentiment degli imprenditori è cauto: la stagione è «buona», ma non brillante come ci si aspettava.

Le previsioni di Assoturismo: crescita che rallenta

Il quadro è tracciato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, sulla base di un sondaggio somministrato a un campione di 1.225 imprenditori della ricettività.

«Il turismo italiano si appresta a vivere per le feste una buona stagione turistica, anche se registra una lieve frenata dopo le performance più che positive degli ultimi anni» — ha dichiarato Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. «In parte, gli italiani continuano a misurarsi con un livello di prezzi elevato, e spostano sempre più spesso le vacanze fuori dai periodi tradizionali per risparmiare un po’. Pesa però anche la frenata del turismo straniero, la cui crescita aveva finora compensato l’erosione della domanda italiana: il comparto inizia a risentire delle turbolenze internazionali, si allargano i conflitti, aumentano le tensioni geopolitiche e peggiora l’economia di alcuni paesi dell’area euro».

I dati in calo: cosa dicono i numeri

Il report di Assoturismo fotografa un settore che, pur restando in territorio positivo, perde slancio su più fronti. Ecco i dati principali:

  • 16,3 milioni di presenze stimate nelle strutture ricettive italiane durante le festività invernali
  • -1,5% rispetto alla stagione precedente, che aveva superato i 16,5 milioni di presenze
  • -1,9% la flessione attesa per i turisti italiani
  • -1% la contrazione prevista per i turisti stranieri
  • 57% delle presenze composte da italiani (circa 9,3 milioni)
  • 43% da turisti stranieri (circa 7 milioni)

Il confronto con la stagione natalizia precedente — particolarmente positiva — pesa sul giudizio degli operatori, che faticano a replicare risultati record in un contesto macroeconomico più difficile.

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Le mete preferite da chi viaggia

Il turismo delle festività si concentrerà prevalentemente su montagna e città d’arte. Le località sciistiche prevedono un leggero incremento delle presenze, con un +0,3% tra i turisti italiani e un +0,4% tra gli stranieri, ma il trend potrebbe migliorare grazie alle prenotazioni last minute.

Sul fronte dei mercati internazionali, il quadro è articolato:

  • In crescita: arrivi da Stati Uniti, Svizzera, Polonia, Paesi Scandinavi e Corea del Sud
  • In calo: flussi da Germania, Regno Unito, Belgio, Ungheria e soprattutto Austria
  • Stabili: visitatori da Spagna, Australia, Paesi Bassi, Canada, Brasile e Francia
  • Extra UE in calo: prenotazioni in diminuzione da Giappone, Cina, India e Russia

Perché le aziende temono un rallentamento futuro

«L’obiettivo — si legge nel report — è quello di replicare i risultati della scorsa stagione, ma gli imprenditori segnalano un rallentamento generale del mercato. Tuttavia, il settore confida in un leggero miglioramento della tendenza grazie alle partenze last minute. La flessione prevista riguarda sia i turisti italiani (-1,9%) sia quelli stranieri (-1%).»

Le imprese temono un rallentamento strutturale per due principali motivi:

  1. Il confronto difficile con la stagione precedente, particolarmente positiva, durante la quale le presenze avevano superato i 16,5 milioni.
  2. Le incertezze sulla domanda, sia interna — frenata da prezzi ancora elevati — sia internazionale, influenzata dalle tensioni geopolitiche e dal peggioramento economico di alcuni paesi dell’area euro.

Questi fattori hanno portato a una contrazione delle presenze straniere, segnando una novità rispetto agli ultimi anni e aprendo interrogativi sulla tenuta del settore nei prossimi mesi.

Lo sguardo al futuro: il rischio che il calo si consolidi

«Il timore degli imprenditori della filiera del turismo è che il perdurare delle difficoltà si ripercuota anche sugli arrivi della prima parte del prossimo anno» — conclude Messina. «Bisogna lavorare per invertire la tendenza, anche con l’occasione del Giubileo, il cui impatto positivo ancora non si avverte, e che invece non deve essere un volano solo per Roma e Lazio, ma per tutto il Paese».

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Il settore guarda quindi con attenzione alle prossime settimane: le prenotazioni last minute potrebbero attenuare il calo, ma non bastano a dissipare le preoccupazioni su un mercato che, dopo anni di corsa, sembra aver imboccato una fase di assestamento — con il rischio che diventi un vero e proprio rallentamento se le condizioni esterne non migliorano.

FAQ: turismo italiano, domande frequenti

Quante persone viaggiano durante le festività invernali in Italia?

Secondo le stime di Assoturismo Confesercenti, si prevede che circa 16,3 milioni di persone soggiornino nelle strutture ricettive italiane durante le festività invernali, con una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

Perché i dati del turismo sono in calo?

Il calo è dovuto a una combinazione di fattori: prezzi ancora elevati che spingono gli italiani a posticipare le vacanze, tensioni geopolitiche internazionali, rallentamento economico in alcuni paesi europei e una conseguente riduzione dei flussi turistici stranieri verso l’Italia.

Quali mete sono più gettonate?

Le destinazioni preferite restano montagna e città d’arte, che raccolgono la maggioranza delle presenze. Le località sciistiche mostrano persino una lieve crescita, sostenuta dalle prenotazioni last minute.

Da quali paesi arrivano più turisti stranieri in Italia?

I mercati in crescita includono Stati Uniti, Svizzera, Polonia, Paesi Scandinavi e Corea del Sud. In calo invece i flussi da Germania, Austria, Regno Unito e, sul fronte extra-europeo, da Giappone, Cina, India e Russia.

Il turismo italiano rischia un peggioramento futuro?

Gli imprenditori del settore esprimono preoccupazione per i prossimi mesi: se le difficoltà attuali — prezzi alti, incertezza geopolitica, domanda estera in calo — dovessero persistere, il rallentamento potrebbe estendersi anche ai periodi successivi alle festività.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.