Kodak a un passo dal fallimento: debito da 500 milioni

Kodak è a un passo dal fallimento: debito da 500 milioni di dollari in scadenza, liquidità insufficiente e dubbi sulla continuità aziendale. Ecco cosa sta succedendo e quali scenari si aprono per l'iconico marchio.

Pubblicato 14 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:14

Eastman Kodak Company è a un passo dal fallimento: con un debito di oltre 500 milioni di dollari in scadenza nei prossimi 12 mesi e una liquidità complessiva che si attesta intorno ai 155 milioni di dollari — di cui solo una frazione disponibile sul suolo statunitense — la situazione finanziaria dell’azienda è sempre più critica. Il rischio concreto è quello di un nuovo default, a distanza di poco più di un decennio dalla prima bancarotta del 2012.

La crisi è diventata ufficiale con una dichiarazione depositata presso la Securities and Exchange Commission (SEC), nella quale il management ha espresso “dubbi sostanziali” sulla capacità di proseguire le attività come azienda in continuità. La reazione degli investitori è stata immediata: il titolo ha perso il 25% del proprio valore in poche sedute, toccando minimi storici.

Kodak a un passo dal fallimento: cosa sta succedendo

Il nodo centrale della crisi è il debito da 500 milioni di dollari che Kodak deve rimborsare entro i prossimi 12 mesi. Con una cassa insufficiente a coprire tali obbligazioni, l’azienda si trova in una posizione di estrema vulnerabilità. I principali fattori che hanno portato a questa situazione sono:

  • Liquidità insufficiente: circa 155 milioni di dollari disponibili, in larga parte non accessibili immediatamente negli Stati Uniti.
  • Scadenze ravvicinate: le obbligazioni in scadenza nei prossimi 12 mesi superano di gran lunga le risorse liquide a disposizione.
  • Calo dei ricavi: la transizione verso il digitale ha eroso progressivamente le entrate dei segmenti tradizionali.
  • Pressione dei creditori: le trattative per il rifinanziamento del debito sono ancora in corso e il loro esito è incerto.

Le prime misure di emergenza del management

A fronte di queste prospettive, il management di Kodak ha avviato una serie di misure straordinarie per guadagnare tempo e ridurre l’esposizione finanziaria. Tra le azioni più rilevanti figura la chiusura del piano pensionistico aziendale, con l’impegno di completare tutti i pagamenti dovuti ai dipendenti entro la fine dell’anno.

Questa mossa, seppur drastica, punta a liberare risorse economiche per affrontare le scadenze più urgenti. Kodak ha dichiarato di voler onorare almeno parte dei suoi obblighi prima delle date di rimborso e di avere un piano che comprenda possibili accordi di rifinanziamento per evitare una nuova bancarotta. Tra le opzioni sul tavolo:

  • Rinegoziazione del debito con i principali creditori.
  • Cessione di asset non strategici per generare liquidità immediata.
  • Ricerca di nuovi investitori o partner industriali.
  • Riduzione strutturale dei costi operativi.

Riposizionamento e investimenti futuri: la scommessa sulla diversificazione

Dopo il fallimento del 2012, Kodak ha tentato di ridefinire la propria identità, abbandonando progressivamente la fotografia consumer per puntare su servizi di stampa commerciale e soluzioni per il packaging industriale. In parallelo, sono emersi progetti ambiziosi come la realizzazione di uno stabilimento dedicato alla produzione di materiali farmaceutici, pensato per rispondere a un settore in crescita e diversificare le fonti di ricavo.

Questo nuovo impianto, la cui apertura è prevista a breve, potrebbe rappresentare un’ulteriore speranza di ricavi stabili. Tuttavia, la distanza tra gli obiettivi dichiarati e la realtà dei conti degli ultimi mesi alimenta l’incertezza su quanto queste iniziative basteranno a scongiurare un potenziale default.

Il precedente del 2012 e il rischio di un secondo fallimento

Non è la prima volta che Kodak si trova sull’orlo del baratro. Nel 2012, l’azienda aveva già presentato istanza di protezione dal fallimento ai sensi del Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, emergendo dalla procedura nel 2013 con una struttura patrimoniale ridisegnata. Quel percorso aveva comportato la vendita di numerosi brevetti e la drastica riduzione del perimetro operativo.

👉 Leggi anche: Varta presenta istanza di fallimento: crisi per il colosso tedesco delle microbatterie

Oggi, la storia rischia di ripetersi. La differenza rispetto al 2012 è che Kodak dispone di un portafoglio di attività più ristretto e di minori margini di manovra. Un secondo Chapter 11 sarebbe molto più difficile da gestire e potrebbe tradursi in una liquidazione definitiva dell’azienda.

Uno sguardo sul futuro dell’iconico marchio

Con la diffusione capillare della fotografia digitale e degli smartphone, Kodak ha vissuto un declino strutturale che ha messo a dura prova la sua tenuta finanziaria. Gli analisti si domandano se le strategie messe in campo saranno sufficienti per riportare un brand così radicato nella cultura popolare a una condizione di stabilità.

Qualora il piano di ricapitalizzazione e di rinegoziazione del debito andasse in porto, la società potrebbe ancora riprendere fiato. Ma i segnali di mercato — dal crollo del titolo alla dichiarazione alla SEC — richiedono un intervento rapido e coordinato. La posta in gioco è altissima: perdere Kodak significherebbe archiviare definitivamente un capitolo fondamentale della storia dell’imaging, con conseguenze significative non solo per gli investitori, ma per l’intero panorama industriale internazionale.

FAQ: Kodak e il rischio fallimento

Kodak è già fallita?

No, Kodak non ha ancora presentato istanza di fallimento. Tuttavia, nella documentazione depositata alla SEC, l’azienda ha espresso “dubbi sostanziali” sulla propria capacità di continuare a operare, segnale che il rischio è concreto e imminente.

Qual è l’entità del debito di Kodak?

Kodak deve rimborsare oltre 500 milioni di dollari di debito nei prossimi 12 mesi, a fronte di una liquidità complessiva di circa 155 milioni di dollari.

È già la seconda volta che Kodak rischia il fallimento?

Sì. Kodak aveva già attraversato una procedura di Chapter 11 nel 2012, dalla quale era uscita nel 2013 dopo aver venduto brevetti e ridimensionato le attività. Oggi il rischio di un secondo default è reale.

Cosa sta facendo Kodak per evitare il fallimento?

Il management sta lavorando su più fronti: chiusura del piano pensionistico, riduzione dei costi, trattative con i creditori per il rifinanziamento del debito e diversificazione verso nuovi settori come la produzione farmaceutica.

Cosa succederebbe agli investitori in caso di fallimento di Kodak?

In caso di liquidazione, gli azionisti sarebbero i soggetti più penalizzati, in quanto verrebbero rimborsati solo dopo aver soddisfatto i creditori privilegiati. Il titolo ha già perso il 25% del suo valore dopo la dichiarazione alla SEC.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.