Con Ita Airways l’Italia torna ad essere attraente: ex Alitalia fa gola a Delta e non solo

Con ITA Airways l'Italia torna attraente per i grandi player internazionali: Delta Airlines, Air France/KLM e MSC fanno gola all'ex Alitalia. Ecco chi vuole comprare ITA Airways e come funziona la privatizzazione.

Pubblicato 11 Febbraio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:04

Con ITA Airways l’Italia torna ad essere attraente per i grandi player internazionali del trasporto aereo. L’ex Alitalia fa gola a Delta e non solo: il processo di privatizzazione della compagnia aerea controllata dallo Stato si è rivelato un banco di prova per misurare quanto il mercato aereo italiano sia ancora strategico agli occhi degli investitori globali. Ecco tutto quello che sappiamo sul dossier ITA Airways e sui soggetti interessati all’acquisizione.

Delta Airlines punta su ITA Airways: la manifestazione di interesse

Il vettore americano Delta Airlines ha comunicato al governo italiano la propria intenzione di presentare una manifestazione di interesse per ITA Airways. La notizia, riportata da Repubblica, ha accelerato la discussione all’interno del Consiglio dei Ministri sulla vendita della compagnia aerea di bandiera, ancora sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

L’interesse di Delta non è casuale: ITA Airways rappresenta un asset strategico per chi vuole rafforzare la propria presenza sulle rotte transatlantiche e sul mercato europeo. Con il brand rinnovato rispetto ad Alitalia e una flotta più snella, la compagnia italiana offre un punto d’ingresso privilegiato sull’hub di Fiumicino, uno dei principali scali del Mediterraneo.

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Chi vuole comprare ITA Airways: tutti i potenziali acquirenti

Delta non è l’unico soggetto interessato. Il dossier ITA Airways ha attirato l’attenzione di diversi player internazionali, a conferma dell’attrattività del settore del trasporto aereo italiano:

  • Delta Airlines – il colosso americano ha formalizzato la propria intenzione di partecipare al processo competitivo.
  • Air France/KLM – già partner commerciali di ITA Airways, il gruppo franco-olandese è tra i candidati più accreditati grazie alle sinergie già esistenti.
  • Gruppo MSC – il gigante dello shipping e dei trasporti ha manifestato interesse, puntando a una diversificazione nel settore aereo.
  • Fondi d’investimento internazionali – almeno due fondi hanno bussato alla porta del MEF, segnalando l’interesse del capitale finanziario per l’asset.

Rimane invece fuori dalla data room Lufthansa, che al momento non ha formalizzato alcuna manifestazione di interesse per ITA Airways.

Come funziona la privatizzazione di ITA Airways: la struttura del deal

La struttura dell’eventuale operazione di privatizzazione dell’ex Alitalia è ancora in fase di definizione, ma alcuni punti fermi sono già chiari:

  • Cessione di una quota di maggioranza a un soggetto privato.
  • Mantenimento da parte del MEF di una quota di minoranza, a garanzia dell’interesse pubblico nel settore strategico del trasporto aereo.
  • Apertura della data room solo ai soggetti che presenteranno un interesse reale, corredato da un piano di sviluppo credibile per ITA Airways.

A valle del Consiglio dei Ministri, anche il Consiglio di Amministrazione di ITA Airways dovrà approvare ufficialmente il processo di vendita e l’apertura della data room ai potenziali acquirenti, nell’ambito di un processo di dismissione competitivo e trasparente.

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Perché ITA Airways è strategica: l’analisi degli esperti

Secondo gli analisti di Equita SIM, l’interesse mostrato da diversi player internazionali per ITA Airways è un segnale inequivocabile: il settore del trasporto aereo italiano ha un’alta potenzialità e attrattività che il mercato non vuole lasciarsi sfuggire.

Un rafforzamento di ITA Airways — anche attraverso collaborazioni commerciali con partner industriali di primo piano — avrebbe ricadute positive ben oltre la compagnia stessa. In particolare, porterebbe maggiore attrattività per Fiumicino (Aeroporti di Roma), il cui traffico dipende oggi per il 30-40% dai voli operati da ITA Airways. Un hub più forte significa più connessioni, più turismo e più business per l’intera economia italiana.

Con ITA Airways l’Italia torna competitiva nel trasporto aereo internazionale

Il caso ITA Airways dimostra che, con la giusta strategia, l’Italia può tornare ad essere un protagonista del trasporto aereo globale. Dopo gli anni difficili di Alitalia, la nuova compagnia di bandiera si presenta sul mercato con un profilo più snello, conti più sostenibili e — soprattutto — con la capacità di attrarre l’interesse dei grandi vettori mondiali e dei fondi internazionali.

La partita è aperta. Il processo competitivo garantirà che solo chi ha un piano industriale serio e risorse adeguate potrà sedersi al tavolo. Per l’Italia, l’obiettivo è chiaro: trovare un partner che faccia crescere ITA Airways, tuteli i lavoratori e rafforzi la connettività del Paese con il resto del mondo.

FAQ su ITA Airways e la privatizzazione

ITA Airways è la stessa cosa di Alitalia?
No. ITA Airways è una nuova compagnia aerea nata dopo la liquidazione di Alitalia, con una struttura societaria, una flotta e un organico ridimensionati rispetto al passato. Tuttavia, ha ereditato il marchio, gli slot aeroportuali principali e alcune rotte strategiche dell’ex vettore di bandiera.
Chi controlla attualmente ITA Airways?
ITA Airways è attualmente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che detiene il 100% del capitale. Il processo di privatizzazione punta a cedere la quota di maggioranza a un investitore privato, mantenendo una partecipazione minoritaria pubblica.
Perché Lufthansa non partecipa alla gara per ITA Airways?
Al momento della notizia, Lufthansa non aveva formalizzato una manifestazione di interesse. La compagnia tedesca potrebbe valutare la situazione in una fase successiva, ma per ora rimane fuori dal processo competitivo.
Quali vantaggi porterebbe la privatizzazione di ITA Airways all’Italia?
Un partner industriale solido potrebbe aumentare le rotte, migliorare la connettività internazionale, rafforzare l’hub di Fiumicino e creare nuove opportunità di lavoro, con benefici a cascata per il turismo e l’economia nazionale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.