Idrogeno verde: per produrre metà del fabbisogno, occorre campo fotovoltaico grande quanto il Belgio

Idrogeno verde: per produrre metà del fabbisogno globale serve un campo fotovoltaico grande quanto il Belgio. Ecco cosa dice il report di Boston Consulting Group sugli obiettivi Ue al 2030, le tecnologie e gli investimenti necessari.

Pubblicato 20 Luglio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:37

Idrogeno verde: per produrre metà del fabbisogno dell’Unione Europea occorre un campo fotovoltaico grande quanto il Belgio. È questa una delle conclusioni più sorprendenti di un recente report di Boston Consulting Group, che analizza in dettaglio cosa serve per liberarsi dalla dipendenza dal gas russo e centrare gli obiettivi climatici europei. I numeri in gioco sono enormi, le sfide tecnologiche e infrastrutturali altrettanto. Ecco cosa prevede lo studio e perché questa transizione riguarda da vicino anche l’economia e la finanza globale.

Perché l’Ue punta sull’idrogeno verde

Con lo stop alla dipendenza dal gas russo, l’Ue dovrà produrre 10 milioni di tonnellate all’anno di idrogeno verde e importarne altrettante, il tutto entro il 2030. Ciò comporterà un aumento del 30% della capacità produttiva di energia solare ed eolica. Un obiettivo ambizioso che richiede investimenti massicci, pianificazione industriale e una nuova geografia energetica globale.

Idrogeno verde: per produrre metà del fabbisogno serve un campo fotovoltaico grande quanto il Belgio

Il report di Boston Consulting Group spiega come incrementare la generazione di energia rinnovabile per equilibrare domanda e offerta di combustibili verdi. Nel dettaglio, secondo gli esperti, per produrre metà dei 565 milioni di tonnellate di idrogeno verde e derivati necessari a livello globale servirebbe un campo fotovoltaico di 30.000 chilometri quadrati, una superficie all’incirca pari a quella del Belgio.

Un dato che rende immediatamente chiara la scala della sfida: non si tratta di installare qualche pannello in più sui tetti, ma di ripensare interi territori e sistemi energetici.

Dove si trova la terra adatta alla produzione solare competitiva

Solo il 20% della superficie terrestre è adatta a produrre energia solare a un costo inferiore ai 30 dollari per megawattora, soglia che la rende competitiva con i combustibili fossili. Il 75% di questa terra si trova in:

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  • Sudamerica
  • Medioriente
  • Africa

Queste regioni sono candidate a diventare mega-hub per la produzione e l’esportazione di idrogeno verde, con ricadute significative sugli equilibri geopolitici ed economici mondiali.

Le tecnologie per ridurre il consumo di suolo

Occupare una superficie grande quanto il Belgio non è l’unica strada percorribile. Boston Consulting Group individua diverse soluzioni tecnologiche per ottimizzare la produzione riducendo l’impatto sul territorio:

  • Moduli fotovoltaici galleggianti in mare: riducono il consumo di suolo e aumentano l’efficienza fra il 5 e il 10% grazie al naturale potere refrigerante dell’acqua.
  • Turbine eoliche galleggianti offshore: al largo delle coste generano dal 10 al 20% in più rispetto alle equivalenti terrestri, sfruttando venti più costanti e intensi.
  • Energia nucleare e biomasse: fonti complementari per produrre idrogeno in aree dove il solare non è competitivo.
  • Giacimenti naturali di idrogeno: già scoperti in Brasile, Stati Uniti, Canada e Australia, potrebbero rappresentare una risorsa aggiuntiva da esplorare.

Il nodo del trasporto: reti e infrastrutture

Qualunque forma assuma, l’idrogeno verde andrà trasportato dove è richiesto. Questo è uno dei colli di bottiglia principali dell’intera filiera. Uno studio realizzato da BCG per la Germania e i Paesi scandinavi mostra che lo sviluppo di reti gas ed energetiche efficienti e capillari assorbirà fra il 25 e il 35% degli investimenti complessivamente stanziati per azzerare le emissioni.

Sono già allo studio diverse tecnologie per trasportare l’idrogeno in maniera sicura ed economica su lunghe distanze. La loro messa in opera necessiterà di ulteriori sviluppi tecnologici e della disponibilità delle materie prime, in special modo delle terre rare, la cui catena di approvvigionamento è oggi uno dei principali rischi geopolitici per la transizione energetica.

Quanto costerà la transizione all’idrogeno verde

Gli investimenti necessari per costruire questa nuova infrastruttura energetica globale sono nell’ordine di migliaia di miliardi di euro. Per l’Europa, la posta in gioco è duplice:

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  • Ridurre la dipendenza da fornitori esterni di combustibili fossili, aumentando la sicurezza energetica.
  • Creare nuove filiere industriali e occupazione nel settore delle rinnovabili e dell’idrogeno.

Per gli investitori, il settore dell’idrogeno verde rappresenta una delle frontiere più dinamiche della finanza sostenibile, con fondi, ETF e obbligazioni verdi già orientati a finanziare questa transizione.

Campo fotovoltaico per la produzione di idrogeno verde

FAQ sull’idrogeno verde e il fabbisogno energetico europeo

Cos’è l’idrogeno verde?

L’idrogeno verde è prodotto attraverso l’elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabile (solare o eolica), senza emissioni di CO₂. Si distingue dall’idrogeno grigio, ottenuto da gas naturale, e da quello blu, prodotto da fossili con cattura della CO₂.

Perché serve un campo fotovoltaico grande quanto il Belgio?

Secondo Boston Consulting Group, per produrre metà dei 565 milioni di tonnellate di idrogeno verde e derivati necessari globalmente occorre una superficie fotovoltaica di circa 30.000 km², equivalente all’estensione del Belgio. È la misura concreta della scala di investimento richiesta dalla transizione energetica.

Entro quando l’Ue vuole raggiungere questi obiettivi?

L’obiettivo europeo è produrre e importare 10 milioni di tonnellate ciascuno di idrogeno verde entro il 2030, nell’ambito del piano REPowerEU per ridurre la dipendenza dal gas russo.

Quali paesi potrebbero diventare i principali esportatori di idrogeno verde?

Le aree con maggiore potenziale sono Sudamerica, Medioriente e Africa, dove il 75% delle superfici adatte alla produzione solare a basso costo è concentrato. Paesi come Arabia Saudita, Marocco, Cile e Australia sono già in corsa per diventare hub globali dell’idrogeno.

L’idrogeno verde è già conveniente rispetto ai combustibili fossili?

Non ancora in modo generalizzato, ma la soglia di competitività si avvicina. Nelle aree con irraggiamento ottimale, il costo dell’energia solare scende sotto i 30 dollari per megawattora, rendendo la produzione di idrogeno verde economicamente sostenibile. La riduzione dei costi degli elettrolizzatori accelererà ulteriormente questa convergenza.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.