Inflazione ostacola risparmi: GenZ fatica (più di altri) a mettere da parte

L'inflazione ostacola i risparmi e la GenZ fatica più di tutti a mettere da parte: solo il 42% ci riesce con costanza. Dati, cause e strategie concrete per risparmiare anche con margini ridotti.

Pubblicato 2 Dicembre 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:09

L’inflazione continua a mordere i bilanci familiari e il potere d’acquisto degli italiani, con i prezzi del carrello della spesa che segnano aumenti superiori alla media generale. Il risultato? Risparmiare diventa ogni anno più difficile, soprattutto per chi è all’inizio della propria vita lavorativa. Un sondaggio condotto da Gimme5 lo conferma con dati precisi: l’aumento dei prezzi è il principale ostacolo al risparmio individuale, e la generazione più colpita è la GenZ.

Nonostante la stragrande maggioranza del campione intervistato consideri il risparmio fondamentale, solo il 54% dichiara di riuscire effettivamente a risparmiare con costanza. Un dato che racconta molto di un Paese in cui inflazione, salari bassi e precarietà lavorativa si sommano, rendendo il futuro finanziario delle giovani generazioni sempre più incerto.

Inflazione ostacola i risparmi: perché la GenZ fatica più di tutti

L’inflazione non colpisce tutti allo stesso modo. Chi ha un reddito fisso consolidato, una casa di proprietà e spese prevedibili riesce ad assorbire meglio i rincari. Chi invece è giovane, con un contratto precario, un affitto da pagare e uno stipendio basso, si trova in una posizione molto più vulnerabile. È esattamente la condizione in cui si trovano oggi milioni di giovani italiani appartenenti alla GenZ e alla generazione Millennial.

Secondo la survey di Gimme5, il 50,8% degli intervistati indica l’aumento dei prezzi come il primo fattore che ostacola il risparmio individuale. A seguire:

  • Emergenze finanziarie impreviste (34,1%)
  • Assenza di disponibilità economiche (31,4%)
  • Mancato controllo delle spese (21,3%)
  • Acquisti d’impulso (16,3%)

A fare più fatica sono proprio i GenZ (42%) e le donne (32%), penalizzate dal divario retributivo di genere e dalla discontinuità lavorativa. Il 46% del campione risparmia solo saltuariamente, il 26% solo se necessario, e un 20% risparmia raramente o mai.

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Lavoro precario e salari bassi: il contesto in cui vivono i giovani italiani

Il quadro è particolarmente negativo per le giovani generazioni, che si trovano a fare i conti con un mercato del lavoro complesso, caratterizzato da contratti precari e di breve durata, compensi bassi e scarse opportunità di crescita professionale. Il tutto si traduce in una forte instabilità economica e nella difficoltà non solo di far fronte alle spese quotidiane, ma anche di risparmiare e investire per costruire un futuro sicuro.

L’indagine di Gimme5 sottolinea come l’Italia si trovi al terzo posto in Europa per tasso di disoccupazione giovanile, che nel nostro Paese supera il 18%, contro una media europea di quattro punti percentuali inferiore. Ma il problema non è solo la quantità di lavoro disponibile: è anche la sua qualità.

I contratti a tempo determinato hanno interessato il 16,1% del totale dei dipendenti italiani, quasi 3 milioni di lavoratori. E anche quando il lavoro c’è, è spesso mal pagato: in termini di reddito lordo pro capite, la media europea si aggira intorno ai 40.000 euro annui, contro i 33.000 euro della media italiana. Nell’ultimo decennio, mentre l’Europa ha visto crescere le retribuzioni medie, l’Italia ha registrato una riduzione del 4,5%.

Il crollo del potere d’acquisto: -6,4% per i giovani italiani

La combinazione di salari bassi e inflazione ha causato un crollo del 6,4% del potere d’acquisto dei giovani italiani. Un dato che spiega perché, pur volendo risparmiare, molti non riescono a farlo: non è una questione di scarsa disciplina finanziaria, ma di margini economici sempre più stretti.

Secondo la survey di Gimme5, il 79% degli intervistati considera il risparmio fondamentale, ma solo il 54% riesce a farlo con costanza. Il divario tra intenzione e realtà è la fotografia più nitida di quanto l’inflazione stia davvero ostacolando i risparmi, soprattutto per chi è all’inizio del proprio percorso lavorativo e finanziario.

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Cosa fare quando l’inflazione ostacola i risparmi

Di fronte a un contesto così difficile, esistono alcune strategie concrete che possono aiutare anche chi ha margini ridotti:

  • Automatizzare il risparmio: impostare un bonifico automatico mensile, anche di piccolo importo, verso un conto dedicato riduce la tentazione di spendere prima di risparmiare.
  • Tenere traccia delle spese: il 21,3% degli intervistati indica il mancato controllo delle spese come ostacolo. App di gestione del budget possono aiutare a identificare dove si perde denaro.
  • Costruire un fondo di emergenza: anche un piccolo cuscinetto (l’obiettivo minimo è coprire 3 mesi di spese essenziali) riduce l’impatto delle emergenze finanziarie impreviste, citate dal 34,1% come freno al risparmio.
  • Valutare strumenti anti-inflazione: BTP Italia, conti deposito vincolati o fondi indicizzati all’inflazione possono aiutare a proteggere il valore dei risparmi nel tempo.

FAQ: inflazione e risparmio per i giovani

Perché la GenZ fatica più degli altri a risparmiare?

La GenZ si trova a fare i conti con salari mediamente più bassi, contratti precari e un’inflazione che erode il potere d’acquisto. Secondo il sondaggio Gimme5, solo il 42% dei GenZ riesce a risparmiare con costanza, contro una media generale già bassa del 54%.

L’inflazione è davvero il principale ostacolo al risparmio?

Sì, secondo i dati Gimme5 il 50,8% degli intervistati indica l’aumento dei prezzi come il primo fattore che impedisce di mettere da parte denaro. Seguono le emergenze impreviste e la mancanza di disponibilità economica.

Cosa può fare un giovane con poche risorse per iniziare a risparmiare?

Anche piccoli importi, se accantonati con regolarità, fanno la differenza nel lungo periodo. L’automazione del risparmio e il controllo delle spese sono i primi passi consigliati, indipendentemente dal reddito disponibile.

Le donne sono più penalizzate dei giovani nel risparmio?

Le donne emergono come una delle categorie più colpite: solo il 32% riesce a risparmiare con costanza, penalizzate dal divario retributivo di genere e dalla discontinuità lavorativa, spesso legata a periodi di cura familiare.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.