Finanza Personale Pensioni Pensione, l’aumento slitta a marzo. Ecco chi deve aspettare ancora

Pensione, l’aumento slitta a marzo. Ecco chi deve aspettare ancora

25 Gennaio 2023 14:48

Slittano ancora gli aumenti, tanto attesi, sulle pensioni. La rivalutazione degli assegni, che avrebbe dovuto arrivare il prossimo mese, è stata rinviata a marzo.

A confermalo è stata direttamente l’Inps, che ha confermato che erogherà gli aumenti previsti, insieme agli arretrati, alle persone che percepiscono un assegno quattro volte il minimo, ossia 2.101,52 euro.

Quanti, invece, percepiscono un assegno con un importo inferiore, si sono visti erogare la rivalutazione del 100% rispetto all’inflazione già dal mese di gennaio 2023.

Pensioni, quando arrivano gli aumenti

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha segnalato che, dallo scorso 1° gennaio 2023, ha già provveduto ad attribuire la rivalutazione alle pensioni e alle prestazioni assistenziali nella misura del 100%.

A beneficiare di questi aumenti sono gli utenti che, nel corso del 2022, hanno incassato una pensione mensile inferiore o uguale a 2.101,52 euro, che corrisponde a quattro volte il trattamento minimo.

L’Inps ha poi voluto precisare che, gli per tutti gli altri pensionati, gli adeguamenti degli assegni arriveranno nel corso del mese di marzo 2023.

In questi casi la perequazione viene calcolata in base all’importo annuale che i diretti interessati ricevono, così come è previsto dall’articolo 1, comma 309 della Legge di Bilancio.

Sempre nel mese di maggio, l’Inps provvederà a mettere in pagamento gli arretrati relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2023.

A determinare il rallentamento della rivalutazione degli assegni sono stati principalmente intoppi burocratici.

A gennaio i tempi erano troppo ridotti perché l’istituto guidato da Pasquale Tridico potesse adeguare il calcolo degli assegni in tempo utile. Era, tra l’altro, sconsigliato applicare le vecchie regole.

L’Inps ha quindi deciso di procedere con il congelamento degli aumenti. Li ha, poi, riconosciuti unicamente a quanti potevano beneficiare di una rivalutazione al 100%.

Questo, sostanzialmente, significa che per vedersi riconosciuta la rivalutazione della pensione e per ricevere gli arretrati, è necessario aspettare il mese di marzo.

I dettagli dello slittamento

Volendo entrare un po’ di più nel dettaglio, l’Inps ha avuto poco tempo per riuscire ad attuare completamente la rivalutazione già nel corso del mese di febbraio.

Le elaborazioni hanno preso il via intorno al 10 gennaio 2023. Ricordiamo, comunque, che l’adeguamento dell’assegno spetta dal 1° gennaio 2023, giorno in cui è entrata in vigore la Legge di Bilancio.

L’Inps, proprio per questo motivo, ha deciso di far slittare al cedolino della pensione di marzo l’accredito degli aumenti. Almeno per gli assegni che superano quattro volte il minimo, che corrisponde a 2.101,52 euro lordi al mese.

Quanti, invece, risultano essere titolari di assegni inferiori ai 2.692 euro lordi avevano già ottenuto nell’ultimo trimestre del 2022 un anticipo della quota di rivalutazione pari al 2% di quanto sarebbe spettato loro da gennaio 2023.