SPID a pagamento anche con Poste, ecco l’alternativa gratis

SPID a pagamento anche con Poste Italiane: cosa cambia, quanto potrebbe costare e qual è l'alternativa gratis già disponibile oggi. Guida pratica alla CIE e all'IT Wallet.

Pubblicato 30 Settembre 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 07:54

Lo SPID a pagamento anche con Poste Italiane è ormai una realtà concreta: chi utilizza il sistema di identità digitale fornito da Poste potrebbe presto dover pagare un canone annuo per mantenere attivo il proprio accesso ai servizi pubblici online. Una notizia che riguarda milioni di italiani e che spinge a cercare subito l’alternativa gratis disponibile oggi.

La buona notizia è che esiste già uno strumento gratuito, riconosciuto dallo Stato e pienamente operativo: la Carta d’Identità Elettronica (CIE). In questo articolo spieghiamo cosa sta cambiando, quanto potrebbe costare lo SPID con Poste, e come continuare ad accedere ai servizi pubblici senza spendere un euro.

SPID a pagamento con Poste Italiane: cosa sta succedendo

Poste Italiane è uno dei principali identity provider accreditati per lo SPID in Italia. Fino a oggi il servizio è stato offerto gratuitamente, ma la società ha aperto concretamente alla possibilità di introdurre un abbonamento annuale per sostenere i costi crescenti di gestione dell’infrastruttura tecnologica e garantire standard di sicurezza sempre più elevati.

Non si tratta di un caso isolato: anche altri provider SPID stanno valutando o hanno già avviato modelli a pagamento. Il mercato dell’identità digitale sta cambiando, e chi non si informa rischia di trovarsi a pagare senza sapere che esistono alternative valide e completamente gratuite.

Quanto potrebbe costare lo SPID con Poste

Le cifre circolate indicano un canone nell’ordine di pochi euro l’anno (le ipotesi più accreditate parlano di una fascia tra i 10 e i 20 euro annui), ma nessuna tariffa definitiva è ancora stata ufficializzata al momento della pubblicazione di questo articolo. È quindi fondamentale restare aggiornati e valutare per tempo se passare all’alternativa gratuita.

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L’alternativa gratis allo SPID: la Carta d’Identità Elettronica (CIE)

La Carta d’Identità Elettronica è l’alternativa gratuita allo SPID già disponibile per tutti i cittadini italiani. Rilasciata dal Comune di residenza al momento del rinnovo o della prima emissione del documento d’identità, la CIE permette di accedere agli stessi servizi pubblici online raggiungibili con lo SPID: INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario elettronico, portali regionali e molto altro.

Come funziona l’accesso con la CIE

Per usare la CIE come sistema di autenticazione digitale servono:

  • Una Carta d’Identità Elettronica valida (rilasciata dal Comune, costo del documento: circa 22 euro, ma è un documento d’identità, non un servizio aggiuntivo)
  • Uno smartphone con NFC (la maggior parte dei modelli recenti ce l’ha)
  • L’app CieID, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play
  • Il PIN della CIE, consegnato in due parti al momento del rilascio

Una volta configurata, l’app CieID consente di autenticarsi sui portali della Pubblica Amministrazione esattamente come si farebbe con lo SPID, senza alcun costo aggiuntivo.

CIE vs SPID: le differenze principali

Caratteristica SPID (Poste e altri provider) CIE
Costo Potenzialmente a pagamento Gratuito
Rilascio Online tramite provider Comune di residenza
Dispositivo necessario Smartphone o PC Smartphone con NFC
Servizi accessibili PA e privati convenzionati PA (copertura in espansione)
Standard europeo eIDAS Parziale Sì, pienamente conforme

IT Wallet: l’altra alternativa gratuita in arrivo

Il governo italiano sta sviluppando l’IT Wallet, un portafoglio digitale integrato nell’app IO che consentirà ai cittadini di conservare e utilizzare documenti digitali — dalla patente alla tessera sanitaria — e di autenticarsi ai servizi pubblici. L’accesso tramite IT Wallet è previsto come gratuito e punta a diventare il punto di riferimento unico per la gestione dell’identità digitale in Italia, in linea con il regolamento europeo eIDAS 2.0.

La fase di transizione richiederà tempo e un adeguamento progressivo delle infrastrutture, ma la direzione è chiara: lo Stato punta su strumenti gratuiti e standardizzati a livello europeo, lasciando ai provider privati la libertà di monetizzare i propri servizi aggiuntivi.

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Investimenti pubblici e digitalizzazione: il ruolo del PNRR

Le risorse del PNRR hanno già finanziato lo sviluppo di infrastrutture digitali pubbliche, incluse quelle legate alla CIE e all’IT Wallet. Parte di questi fondi è destinata anche all’educazione digitale: corsi di formazione, sportelli di assistenza nei Comuni e programmi di alfabetizzazione per ridurre il divario generazionale nell’uso degli strumenti di autenticazione.

Investire nella formazione è essenziale: non basta avere strumenti gratuiti se una parte della popolazione non sa come usarli. L’obiettivo è che ogni cittadino possa accedere ai servizi pubblici online in autonomia, senza dipendere da intermediari a pagamento.

Cosa fare adesso: la guida pratica

Se hai lo SPID con Poste Italiane e vuoi prepararti all’eventuale introduzione del canone, ecco i passi concreti da seguire:

  1. Verifica se hai già la CIE: se il tuo documento d’identità è stato rilasciato dopo il 2016, probabilmente è già una Carta d’Identità Elettronica.
  2. Scarica l’app CieID dal tuo store di riferimento e configurala seguendo le istruzioni (ti servirà il PIN della CIE).
  3. Prova ad accedere a un servizio pubblico (es. INPS o Agenzia delle Entrate) usando CieID per verificare che tutto funzioni correttamente.
  4. Tieni d’occhio l’IT Wallet tramite l’app IO: man mano che i servizi vengono integrati, potrai usarlo come alternativa aggiuntiva.
  5. Valuta se mantenere lo SPID: se usi lo SPID anche per servizi privati (banche, utilities, ecc.) che non accettano ancora la CIE, potrebbe valere la pena mantenerlo — ma solo se il costo è giustificato dal tuo utilizzo effettivo.

Impatto sul futuro dell’identità digitale in Italia

L’introduzione di un modello a pagamento per i servizi di autenticazione digitale non è solo una risposta alle crescenti spese di gestione, ma anche un segnale di come le priorità possano mutare alla luce di esigenze sempre più complesse. Da un lato, chi considera il canone un onere ridotto potrebbe mantenere l’abitudine di utilizzare il proprio sistema consolidato; dall’altro, coloro che cercano soluzioni alternative potrebbero approdare alla Carta d’Identità Elettronica o ai nuovi strumenti in arrivo.

La vera sfida sarà garantire un equilibrio tra accessibilità e sostenibilità economica, assicurando al contempo una protezione dei dati sempre più efficace e una user experience adeguata a un futuro interconnesso e in costante evoluzione.

FAQ: SPID a pagamento e alternative gratuite

Lo SPID diventa a pagamento per tutti?
Non necessariamente e non tutti insieme. Ogni provider può scegliere autonomamente se e quando introdurre un canone. Poste Italiane ha aperto a questa possibilità, ma non tutti i provider seguiranno la stessa strada né con le stesse tempistiche.
Posso usare la CIE al posto dello SPID ovunque?
Per i servizi della Pubblica Amministrazione sì, la CIE è accettata in modo sempre più capillare. Per i servizi privati (banche, assicurazioni, ecc.) la copertura è ancora parziale, ma in espansione.
Cosa succede se non rinnovo lo SPID a pagamento?
Se il provider introduce un canone e non lo paghi, il tuo SPID potrebbe essere sospeso o disattivato. Per questo è importante avere già attiva un’alternativa come la CIE prima che ciò accada.
La CIE è davvero gratuita?
Il servizio di autenticazione tramite CIE è gratuito. Il documento in sé ha un costo di rilascio (circa 22 euro), ma si tratta del normale costo della carta d’identità, non di un abbonamento aggiuntivo.
L’IT Wallet sostituirà lo SPID?
L’IT Wallet è pensato come strumento complementare e progressivamente sostitutivo, ma i tempi di adozione completa dipenderanno dall’integrazione dei servizi pubblici e privati. Nel breve periodo, CIE e SPID restano i sistemi principali.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.