Borse globali deragliano tra caduta immobiliare Cina e attese tapering

Le borse globali deragliano tra caduta immobiliare Cina e attese tapering Fed: Hang Seng -3,3%, Ftse Mib e Dax oltre -2%. Ecco cosa sta succedendo e perché i mercati tremano.

Pubblicato 20 Settembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:21

Le borse globali deragliano tra caduta immobiliare Cina e attese tapering: i mercati azionari europei aprono la settimana sotto forte pressione, con i principali indici scivolati ai minimi degli ultimi due mesi. Il doppio shock — la crisi del colosso immobiliare cinese Evergrande e l’imminente svolta della Federal Reserve sul tapering — mette a dura prova la propensione al rischio degli investitori a livello mondiale.

Crisi immobiliare cinese: Evergrande trascina giù le borse asiatiche

Il detonatore della seduta è la Cina. Evergrande segna un ulteriore crollo del 14% in una sola giornata, alimentando i timori di contagio all’intero settore immobiliare del Paese. L’indice immobiliare Hang Seng crolla del 6,6%, trascinando con sé i principali colossi del mattone cinese:

  • Henderson Land: -12%
  • Sun Hung Kai Properties: -9,1%

L’Hang Seng complessivo cede il 3,3%, toccando nuovi minimi annui. Gli investitori temono che le difficoltà di Evergrande — il gruppo immobiliare più indebitato al mondo — possano estendersi ad altri operatori del settore, innescando una crisi di liquidità a cascata nel mercato del credito cinese e, potenzialmente, a livello globale.

Borse europee in rosso: Dax e Ftse Mib a oltre -2%

Le borse europee non restano immuni. L’indice Euro Stoxx 600 cede l’1,55%, con energetici e minerari tra i settori più colpiti a causa della caduta dei prezzi delle materie prime. Pesante anche il comparto bancario, esposto ai rischi di contagio finanziario.

Il Dax arretra di oltre il 2% in una seduta storica: da oggi l’indice guida tedesco passa a 40 componenti, abbandonando la composizione a 30 titoli che lo aveva caratterizzato per decenni.

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Anche il Ftse Mib scende di oltre il 2%, viaggiando sui minimi da fine luglio. Le banche italiane sono le più penalizzate:

  • Unicredit: -3,5%
  • Bper: -3,5%
  • Banco BPM: -3,35%

Sul fronte Banco BPM, il ceo Giuseppe Castagna ha dichiarato in un’intervista al Corriere di non aver mai avuto colloqui con Unicredit su una possibile fusione da quando Andrea Orcel guida piazza Gae Aulenti. Castagna ha aggiunto che al momento non sembrano esserci presupposti per operazioni di M&A e che il nuovo piano industriale arriverà entro novembre.

Giù di oltre il 4,5% ENI, che ha staccato l’acconto cedola di 0,43 euro per azione. Limita i cali DiaSorin (-0,69%), che ha annunciato il lancio del nuovo test Simplexa™ COVID-19 & Flu A/B Direct nei paesi che accettano la marcatura CE, capace di identificare e differenziare in vitro i segmenti RNA di SARS-CoV-2 e dei virus influenzali A e B.

Attese tapering Fed: l’altro grande rischio per i mercati

Se la crisi immobiliare cinese è il fattore di panico immediato, le attese sul tapering della Federal Reserve rappresentano la pressione strutturale che pesa sull’umore dei mercati. La banca centrale americana annuncerà mercoledì sera la propria decisione di politica monetaria, seguita dalla conferenza stampa del governatore Jerome Powell.

Gli scenari sul tavolo sono due:

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  1. Annuncio anticipato del tapering: la Fed potrebbe chiarire già ora le sue intenzioni di ridurre gradualmente gli acquisti di obbligazioni, segnalando la fine dell’era della liquidità illimitata.
  2. Rinvio alla prossima riunione: i dati economici recenti — in particolare quelli sull’inflazione — potrebbero spingere Powell a rimandare qualsiasi comunicazione ufficiale, guadagnando tempo per valutare l’evoluzione del quadro macro.

Il tapering, ovvero la graduale riduzione del programma di acquisto di titoli da parte della Fed, è considerato dagli investitori il primo passo verso una normalizzazione della politica monetaria dopo anni di stimoli straordinari. Qualsiasi segnale in questa direzione tende a rafforzare il dollaro e a pesare sugli asset rischiosi, dalle azioni ai mercati emergenti.

Settimana densa di banche centrali: non solo la Fed

Oltre alla Federal Reserve, la settimana è costellata di riunioni di politica monetaria che potrebbero muovere i mercati:

  • Banca del Giappone
  • Bank of England (Regno Unito)
  • Banca Nazionale Svizzera
  • Norges Bank (Norvegia)

La Norvegia è particolarmente attesa: la Norges Bank potrebbe diventare la prima banca centrale dei Paesi sviluppati ad alzare i tassi di interesse dall’inizio della pandemia da coronavirus, segnando un cambio di paradigma significativo per i mercati obbligazionari globali.

Perché le borse globali deragliano proprio ora

La convergenza di questi due fattori — la caduta immobiliare in Cina e le attese sul tapering — crea un cocktail particolarmente tossico per i mercati. Da un lato, il rischio sistemico legato a Evergrande ricorda agli investitori la fragilità del modello di crescita cinese basato sul debito immobiliare. Dall’altro, la prospettiva di una Fed meno accomodante riduce il supporto artificiale che ha gonfiato le valutazioni azionarie negli ultimi anni.

Il risultato è una fuga dal rischio sincronizzata a livello globale, con vendite che colpiscono indiscriminatamente azioni, materie prime e valute dei mercati emergenti, mentre i beni rifugio — oro, yen, franchi svizzeri e titoli di Stato — registrano flussi in entrata.

FAQ: borse globali, crisi Cina e tapering

Cos’è il tapering e perché spaventa i mercati?
Il tapering è la riduzione graduale degli acquisti di titoli da parte di una banca centrale. Quando la Fed riduce il proprio programma di acquisti, diminuisce la liquidità immessa nel sistema finanziario, rendendo il denaro più costoso e riducendo il supporto alle valutazioni azionarie.
Perché la crisi di Evergrande preoccupa le borse mondiali?
Evergrande è il gruppo immobiliare più indebitato al mondo. Un suo default disordinato potrebbe innescare perdite a catena per banche, fornitori e investitori obbligazionari, con potenziali ripercussioni sul sistema finanziario globale, simili — seppur su scala diversa — a quanto accaduto con Lehman Brothers nel 2008.
Quali settori soffrono di più quando le borse deragliano per questi motivi?
I settori più colpiti sono tipicamente le banche (esposte al rischio di credito), le materie prime (sensibili al rallentamento cinese) e i titoli ad alta crescita (penalizzati dall’aumento dei tassi atteso dopo il tapering).
Cosa potrebbe stabilizzare i mercati?
Un intervento delle autorità cinesi a sostegno del settore immobiliare oppure un tono più cauto della Fed — che rinvii il tapering — potrebbero ridare fiato alle borse. Gli investitori monitoreranno con attenzione le comunicazioni ufficiali nei prossimi giorni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.